Dal Garante per i diritti delle persone con disabilità una proposta per riformare la figura dell’amministratore di sostegno: ecco cosa è previsto
Si è tenuto il 18 marzo, presso l’Avvocatura Generale dello Stato, un momento di confronto sul futuro delle misure di protezione giuridica per le persone con disabilità, nel convegno intitolato “Dalla protezione alla valorizzazione delle persone con disabilità”, promosso dall’ Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità insieme ad Anffas Nazionale.
Necessità di superare interdizione e inabilitazione
Dedicato alla memoria di Paolo Cendon, l’incontro si è focalizzato sulla necessità di evolvere gli strumenti giuridici dell’interdizione e dell’inabilitazione, e sulla riforma dell’amministrazione di sostegno, alla luce di quanto previsto dall’articolo 17 della legge n. 167 del 2025.
Al centro l’autodeterminazione della persona
L’Autorità ha quindi illustrato la sua proposta, che muove da un principio essenziale: passare da un sistema fondato sulla sostituzione della persona a un modello basato sul sostegno, sulla proporzionalità e sul rispetto dell’autodeterminazione. Tra i punti emersi, anche l’introduzione del mandato di protezione, uno strumento già presente in altri ordinamenti europei, che consente alla persona di definire in anticipo le modalità di tutela dei propri interessi in caso di futura fragilità. L’obiettivo rimane quello di valorizzare la persona, i suoi desideri e le sue aspirazioni.
Superare l’attuale amministrazione di sostegno
Nell’incontro si è quindi ribadito, in primis, la necessità di superare definitivamente l’interdizione e l’inabilitazione, considerati istituti che portano all’incapacitazione della persona e che contrastano con i principi della Convenzione ONU. Tra questi istituti, anche l’amministrazione di sostegno, ideata da Paolo Cendon circa 20 anni fa, necessita oggi di una revisione per adattarsi meglio alle esigenze attuali.
I punti chiave della proposta di riforma:
- Sussidiarietà: L’amministrazione di sostegno deve diventare un rimedio residuale (extrema ratio), dando priorità alla volontà della persona.
- Mandato di Protezione: Viene proposto questo nuovo istituto che permette a una persona, prima di un’eventuale condizione di fragilità, di stabilire come dovranno essere curati i propri interessi in futuro.
- Valorizzazione della volontà: È fondamentale ascoltare e valorizzare i desideri e le aspirazioni della persona fragile, rendendola sempre protagonista delle scelte che la riguardano.
- Progetto di Vita: Al centro della riforma c’è il “progetto di vita” individuale, personalizzato e partecipato, che non deve essere costruito da terzi ma dalla persona stessa insieme alle equipe multidisciplinari.
Redazione








