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Un libro e un blog, “Su e giù per la vita”, per raccontare le esperienze di vita di uomini e donne straordinari che non si sono arresi di fronte alle disabilità o alla vecchiaia

In tema di feste, vacanze invernali e preparativi per trovare i regali giusti da mettere sotto l'albero, vi proponiamo uno dei possibili regali che potete acquistare per voi o donare a Natale ai vostri cari.
Si intitola “Su e giù per la vita” ed è il nuovo libro di Marco David Benadì, edito nella collana I Saggi di Baldini e Castoldi. Il volume è il frutto di un viaggio su e giù per l'Italia, un'antologia di storie: quelle di nove uomini e donne, che ci fanno conoscere vite straordinarie di persone attive che ad un tratto, in età adulta o da anziani, hanno dovuto fare i conti con un corpo non più giovane e reattivo.

Sono persone, quelle che racconta Benadì, che non volendo rinunciare ad alcuna attività hanno cercato di mantenere autonomia e indipendenza, e si sono premunite di mezzi adeguati: stampelle, carrozzine, montascale, ed ora sono felici. Racconta Maria Valeriani, pittrice di Giffoni Valle Piana (SA), su una sedia a rotelle a seguito di una malattia muscolare: «Dovunque andiamo e non posso entrare a causa delle barriere architettoniche, non mi arrendo mai subito. Domando e chiedo se c’è un’altra soluzione e qualche volta c’è. […] Non mi arrendo facilmente e faccio bene altrimenti non vedrei tante cose belle».

Sono storie di italiani, alcuni famosi, come il presidente della grappa Nardini, Giuseppe Nardini, l'arbitro di Serie A, Sergio Gonella, il cui nome si ricorda per la famosa e contestata finale Argentina-Olanda dei Mondiali del 1978, il maestro cioccolataio di Pistoia, Roberto Catinari, ed altri meno famosi al grande pubblico ma eroi per la vita intensa che hanno condotto e i tanti sacrifici che hanno compiuto, come Maria Carbone di Giarratana (RG) che per mandare la figlia all’Università rinuncia al ruolo di casalinga e va a raccogliere fragole per sei ore al giorno, sei giorni alla settimana, nelle serre di Siracusa, mentre il marito a casa “accende la stufa e ci fa trovare un piatto caldo”...
Il filo rosso che unisce queste esistenze è quello di persone che, nella loro quotidianità, quale che sia, sono straordinarie per la forza e la determinazione con cui conducono la loro vita.

Ne è un esempio Cesare Mancinelli, un agronomo di Napoli che oggi vive a Sabaudia. La sua vita è stata un tornado pieno di emozioni ma con tante cadute: ha dovuto subire un infarto nel 2007, quattro interventi all’anca tra il 2011 e il 2014, un aneurisma addominale; il suo primo matrimonio è fallito dopo sette anni e anche quando pensava di aver trovato la donna della sua vita tutto è svanito nel nulla. Oggi è su una sedia a rotelle, sta per compiere settant'anni ma ha fretta e voglia di vivere  perchè deve sbrigarsi a realizzare tutti i sogni che ha in testa. «Bisogna avere il desiderio di fare qualcosa, dice, se non si sogna…che si vive a fare?».
Ed è lui stesso a sostenere la teoria dell'‘assogliolizzarsi’, ovvero avere la capacità di adeguarsi all’ambiente senza perdere la propria libertà. Lui la valuta come un’attitudine molto utile in questo mondo dove sono tanti quelli che, della libertà, cercano di privarcene.

Anche Carlo Barburini, sociologo e impegnato nell'innovazione degli ospedali pediatrici, residente a Firenze, non si ferma davanti a nulla, come d'altronde non si è fermato davanti a nulla nel corso della sua vita fino ad adesso: nemmeno quando le cinque rampe di scale ripidissime sembravano impossibili da superare, egli non ha voluto rinunciare alla meravigliosa vista di Firenze che poteva avere dal suo appartamento ed ha installato un montascale.

Ciascuno di questi protagonisti continua a non mollare la presa: lo fa Giuseppe Nardini che a novant'anni continua a gestire la sua distilleria, e dichiara di aver smesso di sciare solo due anni fa, lo fa Clotilde Spanio, cardiochirurga veneziana, che pur sulla soglia dei novant'anni, con le stampelle e gli acciacchi dell'età, continua ad essere una donna intelligente, arzilla ed impegnata nel sociale.

Questo è il messaggio che il libro vuole regalare: essere forti e cercare di godersi la vita fino all'ultimo secondo. Molti anziani al giorno d'oggi si deprimono di fronte al proprio decadimento fisico, e come loro molte persone, specialmente chi possa avere una difficoltà motoria che li porti a sentirsi intrappolati in un letto, una sedia, una carrozzina, o fra quattro mura. L'importante è trovare un diversivo e coltivare le proprie passioni.

Vorrei che potessimo far nostro quello che Marco David Benadì scrive direttamente in prima di copertina: “Il senso di questo libro non sta tanto nel raccontare nove meravigliose storie di vita, quanto nel trasformarle in altrettante ispirazioni per vivere meglio la propria”.
Il libro è il frutto di un progetto realizzato dall'azienda Stannah (leader di mercato nell’installazione di montascale e attiva anche nel mondo delle piattaforme mobili per disabili) in occasione dei 20 anni dalla sua fondazione. Si chiama “Stannahracconta” e consiste in una campagna di storytelling che si esplica tramite il libro ed un blog, www.stannahracconta.it, dove si trovano le immagini e i video del viaggio dell'autore Marco Benadì e del suo compagno fotografo Alessandro Pession che hanno cercato di immortalare in scatti, video e battute, emozioni fortissime.

Una iniziativa, questa, che non solo permette agli utenti di conoscere i benefici che possono derivare da un aiuto alla mobilità come può essere un montascale, ma stimola in loro la voglia di andare avanti, la convinzione di potercela fare, ascoltando queste storie così evocative.
Stannah stessa è assai grata ai suoi testimoni perchè da loro ha potuto ricevere molto di più di un semplice racconto: ha ricevuto lezioni di vita e consigli per essere in futuro sempre più al fianco dei propri clienti.
Il blog attivo online, infatti, rimarrà a disposizione per raccogliere altre testimonianze, di tanti altri uomini e donne forti, che ogni giorno vanno su e giù per le scale della vita.


Donata Viero