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Un nuovo sistema che profila i pazienti in base al rischio di caduta: braccialetti colorati e sensori per garantire il movimento in riabilitazione senza rischi

All'ospedale Santa Lucia di Roma è stato inaugurato un nuovo sistema di prevenzione cadute con il supporto della Fondazione Roma.
L'intento è quello di poter garantire il movimento alle persone in fase di riabilitazione tutelandole da uno dei maggiori rischi a cui sono esposte: la caduta.

I BRACCIALETTI - Per questo è stato messo a punto un sistema che utilizza braccialetti colorati i quali, a seconda del colore, profilano il paziente in maniera diversa in base al suo tasso di rischio di caduta.
Bianco, verde e giallo sono i colori utilizzati: il giallo, in particolare, segnala una situazione di massima allerta che richiede attenzione nelle operazioni di spostamento della persona, nel tipo di indumenti da indossare, nella cura che ogni oggetto sia al proprio posto nella stanza di degenza prima di congedarsi dal paziente.
Non si tratta solamente di braccialetti legati al polso dei pazienti: per rendere edotte della situazione di rischio tutte le persone che si aggirano intorno al degente vengono applicati nastri dello stesso colore anche sul letto e sulla carrozzina. In questo modo tutti - dai familiari, al personale sanitario, agli altri pazienti stessi - sapranno prestare più attenzione nel relazionarsi con la persona e potranno mettere in atto azioni congrue per prevenire il rischio di caduta.

L'IMPEGNO DELLA FONDAZIONE ROMA - Il progetto si chiama Io Non Cado ed è stato realizzato nell'ambito di un intervento più generale lanciato nel 2014 dalla Fondazione Roma con l'obiettivo di dotare tutti gli ospedali del proprio territorio di un contributo per poter realizzare programmi di sviluppo dei sistemi informativi e delle tecnologie diagnostiche 'al letto del paziente', combinando così due princìpi guida dell'istituzione: l'attenzione prioritaria alla salute e la valorizzazione della tecnica come strumento per fornire servizi efficaci in risposta ai bisogni della comunità.
Il presidente della Fondazione Roma, il Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele, sottolinea l’importanza dell'apporto che possono dare le moderne tecnologie per una sanità più efficiente, e afferma: "Ancora una volta sono le nuove tecnologie a rispondere alla domanda di una sanità più moderna ed efficiente. Tecnologie alle quali la nostra Fondazione, che considera la salute come la propria priorità istituzionale, ha sempre rivolto una cura speciale, a differenza delle istituzioni pubbliche. La sanità italiana, infatti, pur essendo ancora valutata positivamente dagli indici internazionali, soffre da anni di un'evidente carenza d'investimenti, a causa di politiche statali sbagliate, rivolte unicamente alla disciplina fiscale".
E continua: "Con questo progetto, noi possiamo rispondere a due fondamentali esigenze sanitarie. Da una parte, quella di monitorare le condizioni cliniche dei malati non ancora stabilizzate e che in diversi casi necessitano di un'assistenza continuativa, una vera e propria sorveglianza 24 ore su 24. Dall'altra, quella di ridurre l'incidenza delle cadute, nonché le loro conseguenze fisiche e psicologiche, attraverso il miglioramento della sorveglianza grazie all'utilizzo di particolari sensori".

I SENSORI - Proprio così, oltre i braccialetti su polsi, letti e carrozzine, si è anche pensato all'eventualità che tutto questo non basti e che il paziente inavvertitamente cada. A tal proposito sono stati installati dei sensori, sempre sui letti, sulle carrozzine e in reparto, che permettono di monitorare costantemente la posizione dei pazienti all'interno dell'ospedale.
Nel caso in cui vi sia una caduta, questi dispositivi avvertono immediatamente il personale medico con un flusso di comunicazione a cascata, che dall'allerta all'infermiere più vicino (dotato di sistema portatile di allarme a cui sono collegati i sensori) può arrivare fino alla Guardia Medica dell'Ospedale, ed indicano precisamente il punto in cui il paziente giace a terra cosicchè i soccorsi siano più immediati e dunque efficaci.
Spiega infatti la dottoressa Roberta Annicchiarico, responsabile del progetto: “Meno il paziente resta a terra e meno gravi possono essere le conseguenze fisiche della caduta. Oltre a ciò si evita l'impatto psicologico negativo di non sentirsi altrimenti assistito con sufficiente tempestività.”
Aggiunge la dottoressa:  ”È parte essenziale di un programma di riabilitazione che il paziente sia stimolato a muoversi. Allo stesso tempo i deficit fisici e cognitivi fanno sì che il movimento esponga il soggetto a dei rischi. Favorire il movimento, ma in sicurezza, è una sfida centrale in qualsiasi attività di riabilitazione".

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Redazione