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FABRIZIO FRIZZI

Disabili-com: Fabrizio Frizzi 
Fabrizio Frizzi

Fabrizio Frizzi è un conduttore con la 'c' maiuscola: Domenica in, I fatti vostri, Per tutta la vita, Scommettiamo che?, sono solo alcune delle molte trasmissioni di successo che ha condotto.
Ha iniziato la sua carriera in una delle prime radio private della Capitale, e da allora non si è più fermato: fiction, pubblicità, doppiaggio, ma anche teatro, grazie al quale di recente ha girato l'Italia  con la commedia 'Lo sbaglio di esser vivo', di Aldo De Benetti. 
La grande popolarità la deve però alle tante conduzioni televisive.

Nella vita di tutti i giorni, questo brillante e versatile uomo di spettacolo è una persona  gentile, solare, generosa: un affascinante quarantenne sportivo e simpatico.
I suoi hobbies? Automobilismo, moto, Beatles, Genesis e computer: ne possiede ben quattro!
A Fabrizio, testimonial instancabile dell'Associazione Italiana per la Donazione di Midollo Osseo - pensate che lui stesso, donando il suo midollo, ha salvato la vita di una persona - e da sempre attento al sociale, abbiamo rivolto alcune domande.
Le risposte sono da leggere d'un fiato!

Disabili-com: Fabrizio Frizzi 
Fabrizio Frizzi

Come è nato il desiderio di intraprendere la carriera artistica?
Il desiderio di comunicare con gli altri attraverso i media è nato da adolescente.
Un po' perché mio padre era un distributore cinematografico e mi ha fatto respirare aria di cinema fin da bambino, un po' perché mio fratello Fabio suonava e, come lui, ho cominciato a studiare musica, pianoforte e composizione.
Infine, perché ero appassionato di 'Alto Gradimento' di Arbore e Boncompagni, e sognavo di avere una possibilità simile.
Quando mi si presentò l'occasione di entrare in una delle prime radio libere di Roma, non me la lasciai scappare, anche se avevo appena 18 anni e dovevo ancora finire gli studi.
I lati positivi del mio mestiere sono tutti quelli che riguardano la lavorazione vera e propria, la creazione del programma, il lavoro di squadra con gli autori e gli altri artisti, la tensione dei giorni che precedono la messa in onda, che va ad accumularsi e poi fa da benzina nel motore durante lo spettacolo.
E poi, il potersi esprimere senza rete, in diretto contatto emotivo con chi sta a casa o è venuto a teatro.
I lati negativi? Beh… la fretta assurda che accompagna quasi sempre le scelte dei committenti (le tv), i problemi posti dai burocrati che gestiscono la realizzazione pratica dei programmi, il doversi confrontare talvolta con l' impreparazione di chi deve decidere cosa fare e quali programmi realizzare.

Nella carriera di Fabrizio Frizzi c'è tanta radio e televisione, ma anche teatro e fiction: cosa ti regala ognuna di queste esperienze?
Si, ho avuto la fortuna di poter fare di tutto e, nel tempo, di riuscire a vivere queste esperienze con un miglior rapporto tempo di lavorazione/qualità.
La radio è stata il mio trampolino di lancio, l'ho fatta ad inizio carriera in una delle prime radio libere romane, appunto, Ram 102, per 6 anni e lì ho imparato tanto: la freschezza, la fantasia, il rapporto col cuore di chi ascolta.
I programmi tv sono stati poi l'ideale prosecuzione di quella strada, e la tv dei ragazzi è stata la palestra da teleschermo che mi ha preparato al salto nella televisione della prima serata.
Lì sono dovuto scendere a patti con linguaggi che non mi somigliavano troppo, ma che piano piano ho cercato di adattare al mio modo di intendere la conduzione.
In fondo, con Scommettiamo che? del ' 91, ho portato una nuova verve nel modo di gestire le prime serate tv.
La fiction Non lasciamoci più, accanto a Debora Caprioglio, mi ha regalato invece la gioia di potermi misurare nelle vesti di attore, recitando in un ruolo a metà tra commedia e giallo, un sogno di ragazzo, quello di fare l'attore brillante ma capace anche di commuovere, che si è realizzato al traguardo dei 40 anni. Meglio tardi che mai, no?

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Progetti tantissimi, ma, in concreto, ancora non so indicare il prossimo appuntamento.
Aspetto di capire quali saranno gli interlocutori migliori per aprire nuove prospettive.
Intanto, lavoro ad altri sogni che fino ad ora avevo sacrificato.
Mi rimetto a studiare canto, ballo e recitazione, per essere pronto a grandi occasioni teatrali.

Come valuti il rapporto tra mass-media e disabilità?
Credo che passi avanti in questo senso siano stati fatti, ma che non sia mai abbastanza, insomma, che non ci si debba mai accontentare e che si debba lavorare costantemente anche sulla sensibilità di chi guarda la televisione.

Molti navigatori di Disabili.com lamentano la spettacolarizzazione frequente della disabilità. Che ne pensi?
Tutto dipende dalla buona fede di chi comunica.
In certi casi, per colpire la sensibilità di chi ascolta, bisogna "sottolineare" e questa scelta può anche essere fraintesa.

Nella trasmissione Per tutta la vita ci sono coppie di promessi sposi che si confrontano: hanno mai chiesto di partecipare persone disabili?
Sì, è successo nella passata edizione, quella con Romina Power.
Una promessa sposa soffriva di sclerosi multipla, ma non ha voluto parlarne e abbiamo rispettato la sua scelta.

Nella passata stagione cinematografica molte sono state le pellicole relativi alla disabilità: A beautiful mind, Mi chiamo Sam, Ti voglio bene Eugenio... li hai visti?
Ho visto solo "A Beautiful mind", mi è piaciuto tantissimo e mi ha fatto riflettere a lungo.
Gli altri li ho persi, ma li recupererò presto grazie alle videocassette.

Da anni sei il presentatore della "Partita del cuore" con la Nazionale Italiana Cantanti.
Credi che questi eventi possano realmente sensibilizzare l'opinione pubblica in relazione ai problemi sociali?

Sì, ne sono stato conduttore per 11 anni, un grande onore.
E i cantanti, Morandi e Ramazzotti in testa, sono stati davvero bravi a portare in giro per tutti gli stadi italiani il loro messaggio di amicizia, vicinanza e solidarietà concreta.
Hanno fatto tanto per chi soffre, in particolare per i bambini e per le associazioni che si occupano di salvare vite, sia con terapie sia con prevenzione.
Gli effetti positivi sono stati nella raccolta di fondi utili a sostenere iniziative importantissime e nel sensibilizzare tutti coloro che partecipavano alle loro iniziative.
Sono stato orgoglioso di essere complice loro almeno in tutte le iniziative televisive.

Disabili-com: Fabrizio Frizzi presenta la Partita del cuore 
Fabrizio e la Partita del Cuore

Hai donato il midollo osseo per un bambino.
Com'è, per così dire, capitato questo straordinario "evento"?

E' stato una gioia, naturalmente.
Tutto è nato con la mia prima trasmissione da adulto, I fatti vostri.
Nella prima puntata - dicembre 1990 - era ospite un signore di Villar Perosa che veniva a divulgare il testamento morale del suo giovanissimo figlio, morto per leucemia.
L'obiettivo di Rossano era che altri ragazzi non dovessero morire così giovani come era successo a lui, e la maniera era lavorare sodo sulla donazione del midollo.
Bisognava aumentare radicalmente il numero dei donatori, così cominciammo a lavorare su tante iniziative che portassero a questo risultato: la Nazionale cantanti con le partite, Rita dalla Chiesa nel suo programma di Canale 5, ed io con il mio.
Poi pensai che non dovevamo solo chiedere ai telespettatori di essere generosi, ma anche noi, in prima persona, potevamo e dovevamo farlo.
E allora, nel '94, mi feci tipizzare, con la speranza di essere utile a qualche persona in difficoltà.
La telefonata arrivò la sera di venerdì 28 aprile 2000, mentre facevo la prova generale di una puntata di Per tutta la vita.
Un medico mi comunicava che il mio midollo era compatibile con quello di una ragazza che stava morendo di leucemia.
Ammetto che ebbi paura (ero molto stanco, contemporaneamente al programma giravo le ultime puntate della fiction dell'avvocato Bonelli), poi mi feci coraggio e presi appuntamento col dottore per parlare dei dettagli dell'espianto.
Entrambi pieni d' impegni, ci incontrammo - come degli amanti - alle 3 del mattino al suo ospedale.
Gli chiesi se era possibile aspettare i primi di giugno, quando avrei finito di fare entrambi i lavori e sarei stato più sereno, ma la vita di quella persona era appesa a un filo e a giugno non sarebbe arrivata.
Decidemmo di fare l' espianto domenica 21 maggio.
Tutto andò bene e la sensazione meravigliosa è quella di avere una sorellina che continua a vivere e lo fa con una parte di me.

Ritieni che i personaggi 'noti' debbano impegnarsi nel sociale?
Non è un vero e proprio dovere, ma dovrebbe esserlo.
Diciamo che è un dovere morale, per chi ha la fortuna di fare un lavoro che ha sempre amato, che porta tanti vantaggi, e che può consentire di far arrivare comunicazioni importanti al maggior numero di persone possibile.

Sei  amico fraterno del grande atleta Fabrizio Macchi, amico di Disabili.com. Com'è nata questa intensa amicizia?
Come avviene per tutti i rapporti di amicizia, il merito è stato del signor Destino.
Fabrizio era venuto ospite alla mia Domenica In, nel novembre del 1997, a fare un'intervista per raccontare la sua vicenda personale di sofferenza e di coraggio, per sensibilizzare il pubblico sulla ricerca sul cancro.
Ci siamo capiti al volo, non ci siamo più persi di vista e ho avuto la gioia di essergli vicino in momenti importanti della sua vita privata così come in quelli vissuti da campione, per esempio nei suoi record mondiali su pista in bici.

Disabili-com: Fabrizio Frizzi con Macchi 
Fabrizio Frizzi con Macchi

Un messaggio ai navigatori di Disabili.com…
Un enorme in bocca al lupo e un caro affettuosissimo saluto a tutti voi, con un abbraccio virtuale che spero di potervi dare presto di persona!


Info

www.geocities.com/Fabrizio_Frizzi/
www.rai.it
www.nazionalecantanti.it
www.fabriziomacchi.com
www.admi.it
www.telethon.it
www.airc.it


Fabrizio Frizzi
mailto fafrizzi@tin.it

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