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PIERGIORGIO GAY

Disabili-com: Piergiorgio Gay ed Annalisa 
Piergiorgio Gay intervistato dalla nostra Annalisa

Piergiorgio Gay parla con gentilezza disarmante e fornisce racconti dettagliati del suo ultimo film, in questi giorni nelle sale.
Tratto dall'omonimo libro di Sandro Veronesi, "La forza del passato", in concorso al Festival di Venezia 2002, è un thriller esistenziale intenso e avvolgente: prodigo nell'adombrare sfumature della vita, ma anche debolezze dell'animo umano, zone d'ombra, venature.
Regista tra i più interessanti del panorama italiano, Piergiorgio Gay ha lavorato per anni come aiuto regista di Michele Placido ed Ermanno Olmi, partecipando con quest'ultimo al progetto 'Ipotesi cinema'.
Nel 1998 ha diretto "Tre storie", vincitore del premio speciale del Festival di Annecy, e l'anno successivo "Falsa testimonianza", tratto da uno spettacolo teatrale svolto con i detenuti di un carcere minorile di Bari .
Due anni fa ha diretto "Guarda il cielo", film d'esordio per Sandra Ceccarelli, apprezzatissimo dalla critica.

 
Locandina del film "La forza del passato"

«"La Forza del passato", il romanzo di Sandro Veronesi - racconta Piergiorgio Gay - mi ha interessato ancora prima della sua pubblicazione.
Per caso, su un giornale, avevo letto poche righe che ne anticipavano il contenuto, e ne ero rimasto affascinato. Appena  pubblicato, poi, l'ho letto tutto d'un fiato, e un mese dopo era già stato fatto il contratto per la trasposizione cinematografica.
Due aspetti  di questa storia mi hanno colpito: il primo è che non conosciamo mai pienamente  le persone con cui viviamo la nostra vita; ognuno di noi si lascia delle zone franche, delle sacche tutte propria di esperienze e verità.
E poi io sono molto appassionato di storie di 'formazione', "Il giovane  Holden", primo su tutti.
Questa è una storia che chiamerei di 'deformazione', perché il protagonista ha una serie di certezze che vede via via svanire e sgretolarsi.
Sono profondamente riconoscente - continua - a Veronesi: il suo libro aveva suscitato interesse di registi anche più importanti di me, ma lui ha creduto nelle mie idee, si è fidato.
E poi non ha voluto partecipare alla stesura della sceneggiatura curata da me e Lara Fremer; è stato un altro gesto della grande lucidità intellettuale.
Temeva, infatti, da autore del libro, di non riuscire a mantenere il distacco necessario dal romanzo per quei cambiamenti dolorosi, ma necessari e imprescindibili, che ci sono nel passaggio da un testo scritto ad un film».

Protagonista della storia è Gianni Orzan, uno scrittore per ragazzi di successo, che vive a Trieste in un'atmosfera di apparente felicità.
Dopo il funerale del padre, generale integerrimo e reazionario, col quale c'erano rapporti conflittuali, uno sconosciuto entra in maniera improvvisa ma, a tratti curiosa e ironica, nella sua vita, e gli rivela che il suo genitore era in realtà un agente del KGB.
Per Orzan comincia dunque un percorso difficile alla scoperta della propria identità e di quella, reale e priva di veli e finzioni, dei propri cari.

Indovinata e imperdibile la sinergia realizzatasi tra gli attori principali: Sergio Rubini, Bruno Ganz, Sandra Ceccarelli e Valeria Morricone, in un cammeo prezioso e intenso.
« Ho pensato subito a Sergio Rubini per il ruolo di protagonista - racconta Gay - ed è stata una scommessa vinta da entrambi.
L'avevo visto in altri suoi  ruoli e mi piaceva l'idea di esaltare e far venir fuori il suo lato quasi infantile, fragile, fanciullesco.
Ne abbiamo parlato molto insieme; volevo che Orzan fosse un eterno ragazzo, un po' Peter Pan, con una sorta di piccolo mondo tutto personale da cui non vuol più uscire.
Sergio si è entusiasmato subito per questo lato del personaggio, e di lì è nata un'intesa ottima.
Bruno Ganz, poi, è un attore straordinario, che ha interpretato, con energia e grande presenza scenica, il ruolo dell'amico del padre.
Un ruolo di contrappunto al protagonista, di enorme importanza per lo sviluppo della trama ».

 
Gli interpreti del film: Bruno Ganz e Sergio Rubini


E poi, due straordinarie interpreti femminili: Sandra Ceccarelli, protagonista dei  precedenti film di Piergiorgio Gay, e Valeria Morricone.
« Ha un ruolo piccolo alla fine del film, ma che ha dato luce e spessore alla storia.
Le ho scritto una lettera chiedendole di interpretare questo ruolo, e sono stato felicissimo che lei abbia accettato.
La difficoltà maggiore della sceneggiatura è stata rappresentata dalla seconda metà del libro.
E' una sorta di monologo interiore del personaggio, per cui o ci si inventava qualcosa, oppure avremmo ammorbato il pubblico con una voce narrante di un'ora e mezza... giuro che non l'abbiamo fatto!», dice ridendo Piergiorgio Gay, senza svelare però l'artificio utilizzato.
La voce interiore di Orzan è stata personificata da Qwerty Uiop, protagonista delle storie per ragazzi da lui scritte.
Interessante anche la colonna sonora del film, affidata ai Prozach +, ai Tre allegri ragazzi morti e ai Quintorigo, gruppi effervescenti e attenti allo sperimentalismo e alle osmosi musicali.
Gruppi che  fanno parte del background musicale di Gay, e il cui sound sottolinea l'aria di eterno ragazzo del protagonista, il lato velleitario del suo essere ribelle.

 
Gay e i protagonisti de "La forza del passato" al Festival di Venezia

Dopo aver raccontato amorevolmente della sua pellicola, Piergiorgio Gay spiega il suo punto di vista su temi cari al nostro portale.
« In realtà, il rapporto tra cinema e disabilità o, più in generale, emarginazione - dice - è molto  complesso e delicato.
E' sempre difficile raccontare le cose per come sono realmente.
Si passa da un atteggiamento di compassione, che non trovo sia assolutamente utile a che vive quotidianamente queste situazioni, al facile gioco sulla spettacolarizzazione, per così dire, senza grosso spazio e campo per l'odinarietà dei problemi.
Mi viene in mente il film "Rain Man", che tratta di autismo. 
Questo film gioca molto su aspetti che sono quasi paradossali, sicuramente poco verosimili: come quando il protagonista conta di colpo degli stuzzicadenti caduti a terra, abbastanza estremizzato e improbabile, in realtà.
Non c'è mai il racconto effettivo della quotidianità delle persone, dei loro stati d'animo.
Finora non ho ancora visto un film che colga e rappresenti l'handicap in maniera 'ordinaria', con tutti i problemi che una persona deve affrontare.
Alla fine, ci sono miriadi di questioni che non emergono mai...
D'altronde, è difficile pensare di poter scrivere una sceneggiatura che parta da ciò, a meno che non se ne sia toccati personalmente ».

« Ho visto "A beautiful mind" di recente - continua  a raccontare Gay.
Avevo letto il libro, e la storia è un po' diversa dal film; le logiche della realtà e quotidianità vengono adattate nel film in termini di unitarietà di storia.
Consapevolmente e non, nel cinema viene tutto un po' alterato.
La storia vera del matematico Nash c'entra molto poco con il film.
La moglie, raccontata così devota nei suoi confronti, aveva in realtà chiesto il divorzio, e questo nel film non viene detto.
Il problema per gli sceneggiatori e per noi registi è quello di coniugare la realtà della vita di ogni giorno con una storia di un'ora e mezza ».

Importante e formativa per il regista è stata la partecipazione a "Ipotesi cinema", con Ermanno Olmi e Paolo Valmarana.
« Lì ho imparato a "fare cinema", per comunicare qualcosa, per entrare nella vita e nelle dimensioni altrui, ponendomi accanto alle persone, e non, in una dimensione di osservatore esterno.
Finora non mai trattato la disabilità, ma il mio primo film "Tre storie" parlava di persone con un passato di tossicodipendenza.
Prima di girare il film ho frequentato la comunità di Don Gino Rigodi per sei mesi.
Convivere con persone che hanno affrontato un momento critico nella loro esistenza, e che comunque affrontano  il dolore quotidianamente, credo insegni tante cose.
E' retorico dirlo, ma senz'altro ho imparato da quella esperienza molto di più di quanto ho dato loro, o di ciò che ho pure trasmesso nel film ».

Disabili-com: Gay e Lisa 
Ancora Gay ed Annalisa

Link di riferimento

www.ipotesicinema.it
www.labiennale.com
www.tamtamcinema.it
www.film.it
www.luce.it/laforzadelpassato
www.trallegriragazzimorti.it

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