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Laura Santi racconta la sua quotidianità di donna con sclerosi multipla nei giorni della pandemia da COVID19

Il cataclisma che ci ha travolti con la pandemia da Coronavirus sta sconvolgendo il mondo nella sua totalità: dalle macro questioni (sanitarie, economiche, sociali) fino alla micro quotidianità di ciascuno di noi, chiuso nella propria casa. E proprio questo improvviso sconquasso delle nostre abitudini ci sta mettendo di fronte alla necessità di ripensare e affrontare queste nostre giornate in un modo diverso, per molti nuovo, ma non per tutti. C’è chi già prima della forzata reclusione in casa causa COVID19 aveva una quotidianità caratterizzata da lunghe permanenze in casa, pur con routine scandite ed organizzate di attività. Ci porta dentro la sua giornata da quarantena la nostra amica Laura Santi, che è anima e cuore del blog La vita possibile, dove dà spazio e voce alla sua vita di donna con sclerosi multipla con una schiettezza e con una onestà intellettuale che la sua professione giornalistica ha solo amplificato.

Laura ci ha autorizzato a riprendere qui un post che ha pubblicato sulla sua pagina Facebook, dove racconta una sua giornata-tipo in questi giorni di quarantena: una lettura che ci invita a una riflessione sulle nostre risorse, e non solo.

MONETE DA SPENDERE IN QUARANTENA
Chi ha una disabilità grave, chi è non autosufficiente
, non subisce soltanto i contraccolpi della quarantena all'ennesima potenza (il follow up in ospedale, la dilazione delle terapie, l'accesso ai farmaci più complicato, la scarsa mobilità, la non-riabilitazione, l'assistenza)...ma ritrova, nella casa dove tutti ora si inventano qualcosa, delle risorse che GIÀ aveva prima, e che ora tornano monete utilissime da spendere.

Io, per esempio, ho da tempo una mia routine quotidiana che coi tempi - lenti, lunghi... - della disabilità e della fatica, ora diventa preziosa. Un solo esempio: CAMMINARE!

Stamattina sono tornata, dopo tempo e dopo una discreta progressione di disabilità, a rifare i miei cento passi. Cento passi già di mattina! E per me una routine che a oggi a molti pare logorante, è una abitudine normalissima.

Il mio corridoio: ci sono 20 passi che vanno dalla sala dove mi alzo dalla carrozzina col deambulatore (se riesco, e non è affatto scontato, lo sa mio marito Stefano, lo sanno le assistenti) al muro finale, che va alle camere. Se riesco a percorrerli, quei 20 diventano poi per forza 40, perché devo tornare indietro (se riesco, faccio "pausa" appoggiandomi dritta al muro, che è tanta verticalità e tanta 'core stability': me lo ritroverò in doccia la sera, quando riuscirò a stare dritta, in piedi). In genere conto 20+20. Già con 40 passi posso dirmi soddisfatta a fine giornata.

Ma se sono in forma, 20+20, pausa, altri 20+20, e così via. Ottanta si raggiungono bene, e poi, non vuoi farne 100? Massì. A volte, come stamane, non più tanto spesso ultimamente, l'andata già si prolunga a 35, che alla fine sono 70, perché ricordatevi, dovete sempre tornare indietro (e non sia mai che io chieda la carrozzina in emergenza. Sputo sangue, piuttosto). Poi bisogna vedere "come" cammino. La spasticità aiuta nel senso che hai due pali tesi e non cadi, ma che bello tornare a flettere un po' le gambe, sentire il passo, tacco-punta, sentire il peso del tuo corpo, in verticale. Tutto ciò NON è illusione di fermare la malattia, ma circolazione venosa, mobilità e motilità, pulsazioni, esercizio fisico, benessere osseo, endorfine... Vogliamo altro?

Ecco, in tempi normali, presa dagli orari stretti delle assistenze mattutine e delle uscite accompagnata, i miei 100passi li lasciavo perdere. Ora, non ho più scuse: ora li sto riscoprendo. La sera, anche la sera tardi, sono altri contenitori di esercizi, stretching, respirazione, meditazione.

Non è sempre facile, non faccio la figa: c'è spesso un incidente, un inciampo, il dolore, l'incontinenza, la paralisi, che rovinano le buone intenzioni, e sono pianti. Ma poi quelle intenzioni ritornano, ancora più incazzate, alla sera, con mio marito che guarda un film (e mi aiuta) e io che cerco di fare qualcosa sul tappetino.

La mia giornata è da sempre SCANDITA, CADENZATA, ROUTINARIA, LENTA. Oggi mi trovo a spendere questa moneta preziosa, che faccio fruttare cogli interessi.
Ognuno spenda la sua, di moneta.



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