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MAPPA delle parole offensive verso i DISABILIUno studio di Vox Italia ha raccolto più di un milione di tweet contro le donne, quasi 500mila contro i disabili, più di 100mila omofobi,  6mila antisemiti, 154mila razzisti

Le parole sono importanti, urlava in un celebre film un Nanni Moretti in tenuta da nuotatore. E che le parole siano importanti, siano ciò che costruisce la realtà, quindi ciò che siamo anche noi, lo sanno meglio di tutti le categorie di persone oggetto di appellativi offensivi, denigranti, svilenti. Lo sanno bene le donne, ma anche gli stranieri, gli omosessuali, le persone con disabilità.

E di parole ne usiamo tante, tutti, ogni giorno. Tra tutti gli strumenti, i social network sono oggi quelli che più di tutti gli altri ci permettono di dare fiato globalmente alla nostra voce. La domanda a monte allora è: come usiamo le parole, che uso ne facciamo, quando parliamo di determinate categorie in questi mezzi che usiamo "di pancia", in maniera emotiva ed immediata, ma anche spesso anonima, quindi a briglia sciolta?

La risposta è sconsolante, e ce la rende in tutta la sua crudeltà la Mappa dell'Intolleranza italiana, risultato di un  lavoro di analisi di Vox, Osservatorio italiano sui Diritti (organizzazione no profit che si occupa di cultura del diritto), che ha mappato (dunque raccolto e geolocalizzatoi tweet degli italiani contenenti alcune parole sensibili, restituendo  infine una mappa dello Stivale dove si possono riconoscere zone con maggiore o minore livello di intolleranza rispetto a cinque gruppi (donne, omosessuali, immigrati, disabili, ebrei) desumibile dall'uso di determinati termini. Ebbene, dopo un anno di lavoro per questo progetto che ha visto la partecipazione delle università di Milano, Roma e Bari, seguito a otto mesi di monitoraggio di Twitter, del quale sono stati estratti e studiati circa due milioni di Tweet raccolti tra gennaio e agosto 2014, ci scopriamo un paese bullo. Almeno con le parole.

Fa una certa impressione vedere il nostro Stivale punteggiato da vaste aree rosse - quelle con maggiore incidenza di tweet offensivi - ma è così. La Mappa dell'Intolleranza italiana è la rappresentazione grafica dei dati raccolti ed elaborati in base alle coordinate geografiche, che restituiscono zone più o meno "calde" in base all'incidenza di parole razziste: quanto più "caldo", cioè vicino al rosso, è il colore della mappa termografica rilevata, tanto più alto è il livello di intolleranza rispetto a una particolare dimensione in quella zona. E il principale dato ad emergere è che la distribuzione dell'intolleranza segue una certa polarizzazione: si concentra in particolare al nord e al sud, mentre i principali obiettivi di insulti sono le donne. Seguono i disabili, gli stranieri, gli omosessuali e gli ebrei. I tweet degli italiani offensivi  lanciano come coltelli parole come zoccola, mongoloide, negro, terrone, finocchio, giudeo.

Per quanto riguarda la disabilità, nel periodo gennaio-agosto 2014 sono stati raccolti 479.654 tweet. Nella mappa si legge che gli insulti e le offese che prendono di mira la disabilità si espandono in modo regolare nel nostro Paese, con picchi in Lombardia, Campania e la zona tra Abruzzo e Puglia.
Le parole più utilizzate sono mongoloide, spastico, cerebroleso, handicappato, storpio. Rilevano gli autori della ricerca che, contestualizzando le parole più sensibili, è riscontrabile spesso l'accostamento di alcuni termini: la maggior parte delle offese che hanno al centro la disabilità si accompagna  a parole che esprimono le funzioni corporee ritenute più "basse", a significare vergogna e disgusto.

Di carne al fuoco per riflessioni serie che riguardano tutti ce n'è parecchia. La prima, banale, scontata, è che la strada da fare è ancora tanta. La seconda, è che a rimboccarci le maniche dobbiamo essere tutti, perché se le parole sono lo specchio di quello che è la nostra società, non sarà di certo una legge o  una sentenza a cambiare la testa, la cultura e quindi gli atteggiamenti delle persone. Pensiamoci.


Per approfondire

Qui la mappa sulla disabilità


IN DISABILI.COM:

Basta discriminazioni. I disabili sono persone, non pesi

Aspettando il giorno della disabilita' della porta accanto

 

Francesca Martin