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Giulia Lamarca ha un profilo Instagram seguitissimo, dove racconta dei suoi viaggi in mete lontane ed esotiche. In questa intervista ci racconta del suo approccio al mondo digitale, dei suoi obiettivi e dei progetti per il futuro

In una foto la trovi ai piedi delle Ande, in un’altra sotto i ciliegi in fiore di Kyoto, in un’altra ancora nelle acque cristalline di Phuket: il profilo Instagram di Giulia Lamarca è un album di viaggi incredibile, una raccolta di foto glamour dove vieni catturato dai colori, dall’ambientazione, dal suo sorriso, dalle didascalie che raccontano le mirabolanti avventure per arrivare fin lì. Sullo sfondo, ti accorgi che c’è anche la sua carrozzina: o ci è seduta sopra o è lì, a margine della foto, mentre lei sguazza nei mari della Thailandia.

giulia lamarca sulla riva di un fiume in CanadaGiulia Lamarca è una ragazza di 27 anni che vive a Torino, psicologa e travel blogger che gira il mondo insieme al marito Andrea, racconta i suoi viaggi sul suo profilo Instagram e nel suo blog. Lo fa in modo spontaneo ed energico, concentrandosi sulle sue sensazioni, sulla bellezza dei luoghi e sulla possibilità di godersi la vita a pieno: l’aspetto della disabilità non è centrale nel suo racconto, ma presente per lo più nelle dinamiche legate soprattutto alla accessibilità (o non accessibilità!) di viaggi e luoghi, che vengono sviluppate nei post del blog.
Ciò che rende vincente questo modo di raccontarsi al mondo è il suo mostrarsi senza l’obiettivo principale di “sensibilizzare sulla disabilità”: i 10mila followers che la seguono su Instagram sono interessati ai suoi viaggi, ai suoi racconti, affascinati dalle sue foto, incuriositi magari da come riesce a farlo. E senza volerlo, forse, con le sue foto Giulia raggiunge anche tante persone che non si erano mai poste nessuna domanda sulla disabilità, e che ora ne sanno qualcosa in più.

Per farci raccontare come è iniziata questa avventura e quali obiettivi vuole raggiungere, noi l’abbiamo intervistata.

giulia lamarca a disneylandQuando hai pensato di condividere la tua vita su Instagram e di aprire un blog? C'è stato un momento in particolare?
Sì, ad agosto del 2018! Ho detto:“Ma questa mia capacità di adattarmi e recarmi in posti inusuali potrebbe essere qualcosa di nuovo?” Mi sono guardata intorno, ho fatto un po’ di indagini e ho capito che non c'è nessuno che ha fatto questa tipologia di viaggi e ha visto il numero di luoghi che abbiamo visitato noi.

Come vivi il rapporto con i social? È solo un hobby o ti piacerebbe anche lavorare nel mondo digitale?
Vivo molto bene questo mondo, sono me stessa completamente. Non è un hobby, vuole diventare un lavoro. Infatti mi propongo come modella per i brand, come Disability Manager per aziende e start up innovative, faccio consulenze e formazione… Il mio desiderio più grande è riuscire a diventare una travel blogger con l'occhio per l'accessibilità!

giulia lamarca nataleLa tua vita è divisa tra l'essere una psicologa e l'essere una blogger. Queste due attività sono separate oppure si condizionano a vicenda?
Sono unite… voglio essere una blogger, ma con la mente di una psicologa.

Hai dei progetti in mente rispetto al lavoro di travel blogger (collaborazioni, iniziative, …)?
Sì, moltissime. Vorrei collaborare con gli enti del turismo esteri ed europei, ma anche scrivere per giornali del settore. Inoltre io e altri ragazzi abbiamo appena fondato una start up che proporrà soluzioni innovative proprio per questo mondo.

Oltre alla foto, spesso fai anche delle dirette in cui rispondi alle domande, parlando di come affronti la disabilità, del rapporto con tuo marito, ecc. Hai anche l'intento di sensibilizzare gli utenti sul tema disabilità e/o incoraggiare le persone in carrozzina a non porsi dei limiti?
Entrambi, voglio far conoscere la realtà della vita quotidiana a tutti. Avvicinare al mondo della disabilità anche quelli che non ne fanno parte. Far vedere la normalità che appartiene anche alla vita di una persona con qualche difficoltà in più. Poi sicuramente il desiderio è quello di riuscire ad incoraggiare le persone ad uscire di casa e girare il mondo.

giulia lamarca a brooklynChe tipo di domande ti fanno gli utenti? Riguardano altri ambiti della tua vita oltre a quello legato alla disabilità?
Di tutto… da come faccio a salire in macchina, quali ausili uso… a quelle su come faccio ad aver superato gli ostacoli della vita, come ho fatto ad accettare il mio corpo… e tantissime sui viaggi, tante informazioni sul mondo dei viaggi. Ecco perché cerco enti del turismo con i quali collaborare.

Su Instagram cominciano ad esserci diverse persone con disabilità che creano dei profili con un intento prevalentemente motivazionale e di incoraggiamento. Tu hai iniziato il tuo progetto con questa finalità o spinta da altre motivazioni?
Sono stata spinta da altro… non come quelli che sono presenti ora. Non voglio dare l'immagine del supereroe… le persone vogliono potersi confrontare… Io desidero dialogare, non dare frasi motivazionali che poi non sono applicabili alla vita di tutti i giorni! Il mio progetto ha la finalità e l’obiettivo di far viaggiare le persone ed aprire la loro mente a modi di vivere differenti e tematiche che ad oggi non vengono trattate adeguatamente.

giulia lamarca maritoA 19 anni, prima dell'incidente, avevi un'idea di come saresti diventata in futuro? Se sì, rispecchia la donna che sei oggi?
No, per niente… avevo un sacco di dubbi sul futuro. Sai, all'inizio ti svegli ogni mattina e riesci solo a pensare al domani, non pensavo neanche di finire la prima laurea. Sono una persona molto umile. Andrea mi chiede sempre se mi rendo conto di quello che sto facendo! Ho sempre voluto rompere gli schemi… credo che ci stia riuscendo! La Giulia di 19 anni guarderebbe questo con ammirazione e stima!

Nel mondo dei social, dove regnano l'apparenza e il desiderio di essere perfetti – soprattutto dal punto di vista estetico – tu cosa vuoi comunicare attraverso il tuo profilo?
Che questo non è vero! Che le persone non vogliono solo apparenza: vogliono verità e autenticità. A tutti mancano gli anni in cui si citofonava alla porta e si diceva: “Scendi che giochiamo insieme!” Io voglio mostrare che la bellezza sta nella nostra unicità, con i pregi e i difetti. La perfezione non esiste.

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Visita il suo blog My travels: the hard truth