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I minori disabili furono le prime vittime, dopo le sterilizzazioni forzate, del programma di eutanasia del Terzo Reich denominato Aktion T4 volto all’eliminazione delle vite "indegne di essere vissute"

Aktion T4 fu il terribile progetto di eutanasia di massa delle persone con disabilità realizzato dal Regime Nazista, che durante il Terzo Reich provocò la morte di circa 70.000 cittadini solo in Germania. Alla base, teorie eugenetiche e di difesa della razza che guidarono un piano di follia volta a eliminare le imperfezioni e depurare la razza.

Alcuni contributi della storica Patricia Herber pubblicati sul sito dell’United States Holocaust Memorial Museum ci aiutano a capire in quale contesto si sviluppò e si realizzò questo folle piano. Ne riportiamo qui alcune traduzioni, in vista anche della prossima Giornata della Memoria, il prossimo 27 gennaio.

INDIVIDUI NON IDONEI A VIVERE
Molto presto nella dittatura nazista le autorità politiche e mediche iniziarono a dividere la loro comunità tra i suoi membri "idonei" e "inadatti", tra i loro membri "preziosi" e "non preziosi".
E poiché gran parte della valutazione su ciò che doveva essere "inadatto" o "non prezioso" o "idoneo" e "prezioso" si basava su implicazioni biomediche, i nazisti iniziarono relativamente presto, nel contesto del regime, a organizzare una serie di piani e strategie di sanità pubblica per risolvere il problema delle persone con disabilità fisiche e mentali nelle loro comunità, e con le persone che loro valutarono come “ereditariamente compromesse” da una serie di problematiche mentali e fisiche.

LA LEGGE DI STERILIZZAZIONE OBBLIGATORIA
Il 14 luglio 1933, il gabinetto di Hitler promulgò la Legge per la prevenzione della progenie con le malattie ereditarie, la cosiddetta legge di sterilizzazione, che ordinava la sterilizzazione obbligatoria delle persone con determinate patologie.
Nove le malattie o condizioni annoverate nella legge. Cinque di questi erano disturbi neurologici o psichiatrici: epilessia ereditaria, schizofrenia, disturbo bipolare (quello che allora era chiamato disturbo maniaco-depressivo), "debolezza mentale ereditaria" (ciò che oggi potremmo interpretare come ritardo mentale o difficoltà di apprendimento, in realtà questa era una definizione molto elastica e ambigua per la diagnosi di vari tipi di malattie e disabilità mentali), e infine la malattia neurologica della Corea di Huntington. La legge citava anche quattro malattie o disabilità fisiche: cecità ereditaria, sordità ereditaria, grave deformità ereditaria e infine alcolismo cronico e grave, che secondo i nazisti aveva implicazioni ereditarie.

IL PROGETTO DI SOPPRESSIONE
La sterilizzazione obbligatoria fu per molti versi il primo attacco verso le persone con disabilità fisiche e mentali che vivevano nella Germania nazista. Tra il 1935 e il 1936 ci fu una forte riduzione della spesa pubblica su tutti i fronti per tra le persone che vivevano in istituti pubblici. Nel 1939, quando iniziò la guerra, si iniziò a chiedere, all'interno della comunità medica nazista, non solo la sterilizzazione di persone con gravi afflizioni ereditarie o con disabilità mentali e fisiche che vivevano in contesti istituzionali, ma anche la loro eliminazione.

L’ELIMINAZIONE DEI BAMBINI DISABILI E L’INIZIO DEL PROGRAMMA T4
All'inizio della primavera del 1939, i membri della Cancelleria privata di Hitler, la cosiddetta Cancelleria Fuehrer, guidata dal direttore Philip Bouhler e dal medico privato di Hitler, Karl Brandt, iniziarono a discutere l'idea di una campagna segreta che avrebbe preso di mira bambini con disabilità fisiche e mentali che vivevano nella Germania nazista. Il programma sarebbe stato segreto e inizialmente avrebbe colpito neonati e bambini piccoli. Ci fu quindi un reclutamento di massa per quello che si sarebbe poi delineato successivamente come il programma T4: avevano bisogno di dottori, di infermieri, di supporto tecnico. Tutto questo personale necessario per processare le vittime in modo burocratico portò a alla necessità di ampliare gli uffici della Cancelleria di Fuehrer, che era un edificio molto piccolo a Berlino: fu così che gli uffici centrali del Programma Eutanasia si trasferirono a Potsdammer Platz, nel centro di Berlino, in un ufficio in Tiergarten Strasse 4. Questo indirizzo, Tiergarten Strasse 4, diede il nome in codice per il programma Eutanasia, che era T4.
Stime conservative suggeriscono che tra l'ottobre 1939, quando i primi bambini furono assassinati in "speciali unità pediatriche" (circa 30 di loro si diffusero in tutta la Germania nazista), e la fine della guerra, nel 1945, furono uccisi dai 5.000 ai 7.000 bambini, neonati e giovani tedeschi dal programma segreto attraverso overdose di farmaci o per fame.

L’ELIMINAZIONE DEGLI ADULTI DISABILI
Nel gennaio 1940 venne avviato un programma di eutanasia per adulti in parallelo a quello per l’eliminazione di neonati e bambini tedeschi, utilizzando una procedura che avevano già sviluppata per il programma di eutanasia infantile. Gli amministratori del Programma di Eutanasia iniziarono ad inviare ai medici della sanità pubblica, ma anche agli ospedali pubblici e privati ​​tedeschi, a tutti gli istituiti psichiatrici tedeschi e a quelli per malati cronici e anziani, moduli di registrazione fatti in modo tale da far credere ai direttori che il questionario dovesse raccogliere dati statistici. Lo scopo sinistro del modulo emergeva solo dal tipo di persone che dovevano essere registrata e dall'enfasi che il questionario poneva sulla loro capacità di lavorare: erano persone con gravi disturbi neurologici o psichiatrici come la schizofrenia o il disturbo bipolare maniaco-depressivo; persone che erano state incarcerate in un istituto psichiatrico come pazzi o che, incapaci di intendere, avevano commesso un crimine; persone di "sangue non tedesco"; e, infine, le persone che erano state in quell’istituto per più di cinque anni. Sulla base delle informazioni fornite dai moduli, i medici della sanità pubblica, appositamente reclutati, selezionarono i candidati per il Programma di Eutanasia. Dopo essere state confermate da uno speciale comitato di medici, anch'esso reclutato dai pianificatori del Programma Eutanasia, queste persone venivano trasferite in autobus o in treno dai loro istituti in una delle sei strutture T4 in Germania e Austria. A poche ore dal loro arrivo venivano gasati in camere a gas appositamente adibite. Successivamente i funzionari T4 procedevano con la rimozione dei denti d’oro dalla bocca delle vittime, i cui cadaveri venivano poi cremati in forni.

Si stima che il programma Aktion t4 abbia ucciso complessivamente tra le 60.000 e le 100.000 persone. Uno sterminio ancora poco conosciuto nell’abominio complessivo che fu la Shoah del regime nazista. Una follia che ci provoca ribrezzo e vergogna e dolore e incredulità, ma che dovremmo ben tenere a mente e ricordare, perché il germe dell’intolleranza e della discriminazione, da cui tutto nacque, non è del tutto eradicato, anzi. Per usare le parole di primo Levi, quanto mai attuali: “Auschwitz è fuori di noi, ma è intorno a noi, è nell'aria. La peste si è spenta, ma l'infezione serpeggia: sarebbe sciocco negarlo”.

Per approfondire:

www.ushmm.org

Ne abbiamo parlato anche qui:

Shoah e disabilita', quella memoria che e' un obbligo per tutti

Redazione