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La lettera di Lila Madrigali, fondatrice di DisAbili Solari, al campione Alex Zanardi

Ci sono frasi che cambiano la vita delle persone.
Una di queste l’hai detta tu ed ha cambiato la mia visione del mondo.
Mi era appena stata diagnosticata la sindrome di Ehler-Danlos IV e, da persona iperattiva qual ero, mi ero ritrovata ad usare una sedia a rotelle.
Le continue cadute, le operazioni subite, la perdita del lavoro, l’aspettativa di vita ridotta e l’indipendenza che diventava un miraggio rischiavano di minare il mio proverbiale buonumore eppure sentivo che c’era qualcosa OLTRE.
Quell’oltre mi chiamava per nome venendo a chiamarmi in sogno, la mano tesa, la pelle luminescente.
Quell’oltre lo trovai un giorno di ritorno da una nuotata spettacolare. Sentivo solo la spinta del mare, amico fraterno al quale della mia attuale forma fisica non importava un fico secco.
I capelli bagnati, il sale sulla pelle, seduta ansante sul bagnasciuga. Nonostante tutto, ero felice. Allora mi venne in mente la frase che avevo letto la sera prima su “Volevo solo pedalare”:

Non volevo dimostrare niente a nessuno, la sfida era solo con me stesso, ma se il mio esempio è servito a dare fiducia a qualcun altro, allora tanto meglio.

Caro Alex,
Sulla scia ancora presente di queste parole che accarezzano ogni mia giornata rompo il muro della timidezza e ti chiedo ascolto attraverso le pagine di questo giornale che tanto mi è caro. Vorrei tanto che regalassi al mondo, a cadenza regolare, le tue parole motivazionali.
Immagina: sarebbe come se ci incontrassimo ogni mercoledì al Bar Tal dei Tali.
“Ohi, grande Alex! Come stai?” il cucchiaino che rotola nella tazza, l’aroma fragrante del caffè, una chiacchiera ed una parola gentile. Credo che una cosa del genere sveglierebbe il kundalini energetico di chiunque si nutra di pane e positività.
Penso a tutte le persone che, al mercoledì mattina, leggerebbero la tua frase con la curiosità con la quale si legge un oroscopo e la voglia di farla propria.
So di chiederti molto e so che non ho niente da offrirti in cambio, le mie mani sono vuote.
Non un soldo, non una remunerazione, non una piattaforma abbastanza famosa da ospitare le tue parole.
Ti offro il calore e la gioia di una ragazza che crede nel cambiamento, ma soprattutto che crede di non essere sola a brandire la spada di questa convinzione.
Ti chiedo di pensare a quante persone contageresti: sai che bello, un mondo splendente di sorrisi?

Ti stringo forte da queste pagine, con la stessa forza che metterei incontrandoti dal vivo.
Grazie per ogni carezza e per ogni spinta a dare il meglio: i sogni espressi spesso si svegliano vestiti di realtà.

Grazie, Campione!

Lila Madrigali, fondatrice di DisAbili Solari


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Redazione