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privacyPredisposto inoltre un modulo ad hoc per il trattamento dei dati personali

Il supermercato non deve chiedere copia del verbale di invalidità per la consegna gratuita della spesa a domicilio. È sufficiente che la persona invalida o disabile, al momento della prima richiesta del servizio, esibisca un qualsiasi documento che attesti il suo stato. Lo ha stabilito il Garante della Privacy affrontando il caso di una cliente che si era vista rifiutare da un punto vendita di una nota catena di supermercati il servizio riservato agli acquirenti invalidi o disabili. L'addetta del supermercato, si legge sulla newsletter dell'Authority, non aveva ritenuto sufficiente l'esibizione della tessera di invalidità ed aveva preteso di acquisire copia del verbale medico con la diagnosi. L'azienda, chiamata dal Garante a giustificare il proprio operato aveva spiegato che si era trattato di una iniziativa autonoma del personale di quell'unico punto vendita. La procedura, individuata dalla società , prevedeva infatti l'esibizione di un documento attestante la condizione di handicap o invalidità una sola volta, al momento dell'inserimento dei dati del cliente e al conseguente rilascio di un apposito tesserino da mostrare direttamente al personale di cassa.

Il Garante, con un provvedimento di cui è stato relatore Giuseppe Fortunato, ha ritenuto il trattamento dei dati sproporzionato rispetto alle finalità perseguite e ha vietato alla società di raccogliere copie di verbali che accertino lo stato di invalidità , l'handicap o la disabilità , dei clienti. Al punto vendita oggetto della segnalazione l'Autorità ha prescritto di distruggere le copie dei verbali medici già acquisite. Per poter beneficiare del servizio, ai clienti basterà dunque esibire una sola volta un documento che attesti il loro stato (ad esempio, la tessera di esenzione dal ticket sanitario, la tessera di invalidità civile, la tessera per il trasporto pubblico gratuito) e fornire il consenso scritto al trattamento dei propri dati personali sulla base di un'informativa, che la società dovrà comunque riformulare per renderla più conforme alle norme sulla privacy.

Fonte: Asca.it


PER APPROFONDIRE:
Il sito del Garante della Privacy


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