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LIS Il Presidente del Senato Pietro Grasso risponde all'appello di un gruppo di giovani sordi che hanno lanciato una petizione per chiedere che la Lingua dei Segni venga riconosciuta come lingua

Si chiama #Iosegno, ed è una petizione lanciata da un gruppo di ragazzi, tutti giovanissimi e sordi, su iniziativa di Radio Kaos ItaLis, che ha già raccolto 15.000 firme. Con questa petizione, alla quale chiunque può aderire, i promotori chiedono che il Parlamento italiano riconosca ufficialmente la LIS, così come già avviene in 44 paesi del mondo (tra i quali Iran, U.S.A., Cina, Spagna e Francia).

Il messaggio è dunque indirizzato ai Presidenti e Capigruppo di Camera e Senato, ai quali ricordano: "La convenzione dell'ONU sui diritti delle persone con disabilità del 2006, riconosceva la LIS promuovendone l'acquisizione e l'uso. Riteniamo che il mancato riconoscimento ufficiale della LIS da parte dell'Italia sia un'inadempienza alla avvenuta ratifica italiana di questa Convenzione".

In generale, la richiesta di riconoscimento ufficiale della Lis come lingua a tutti gli effetti è ritenuta come tassello  indispensabile che "garantirebbe la libertà di un sordo di scegliere come comunicare ed integrarsi: un effettivo e illimitato accesso all'informazione, alla comunicazione, alla cultura, all'educazione, ai servizi, alla vita sociale, lavorativa e perfino ricreativa; un'equa rappresentazione politica e giuridica, l'accesso all'istruzione... la dignità ".

Repentina, è seguita la risposta del Presidente del Senato Pietro Grasso che, come riporta l'Agenzia Parlamentare, appoggia la causa. Con una lettera inviata al Presidente dell'Associazione "Radio Kaos ItaLis", il Presidente esprime "il più ampio e sentito sostegno all'iniziativa" e si impegna "a sollecitare una nuova iniziativa legislativa, che colmi al più presto questa grave lacuna del nostro ordinamento". Il Presidente ricorda, infatti, che "nel corso della XVI legislatura il Parlamento ha discusso un disegno di legge avente ad oggetto la promozione della piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva (è la Proposta di Legge n. 4207, ndr) e il riconoscimento della lingua dei segni italiana, approvato dal Senato all'unanimità il 16 marzo 2011 e poi passato all'esame della Camera dei deputati. Questo disegno di legge prevede l'utilizzo della LIS in ambito scolastico e universitario, nonché in giudizio e nei rapporti con le amministrazioni pubbliche. Purtroppo, la legislatura si è conclusa prima dell'approvazione in via definitiva del progetto di legge".

"Il riconoscimento della lingua dei segni - continua il Presidente del Senato - è uno strumento fondamentale per garantire la rimozione delle barriere che limitano l'esercizio dei diritti dei cittadini sordi e che impediscono la piena integrazione nella vita sociale, economica, politica e culturale del Paese. Questi diritti, riconosciuti dagli articoli 3 e 6 della nostra Costituzione, ma anche dalle maggiori organizzazioni internazionali, quali il Consiglio d'Europa, l'ONU e l'Unione europea, devono essere tutelati attraverso misure legislative specifiche".




Per approfondire:

Proposta di Legge n. 4207



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