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Sbagliare programma della lavatrice, macchiarsi mentre si mangiano gli spaghetti, trovarsi con la borsa della spesa rotta in mano: tutti piccoli esempi di come siamo tutti uguali nella vita di tutti i giorni

A volte si ha l’impressione che alcune persone normodotate vedano “i disabili” come entità diverse: sembra quasi che pensino “chissà come vivono”, “chissà come fanno  a fare questo e quello”, “chissà cosa significa essere così”, chissà, chissà, chissà….

Ma la normalità di una persona disabile sta in tutto ciò che sono, innanzitutto, gli universali sentimenti e desideri, modi di fare e caratteri oltre che, ebbene, sì, anche quella quotidianità punteggiata di piccoli grandi problemi, gaffes, rotture, sfighe e imbarazzi che accomunano tutti noi.

A pensare togliendoci la patina dei “chissà”, scopriremmo quindi che il ragazzo che cammina con la protesi è seccato proprio come noi dal chewingum gettato sul marciapiede e centrato in pieno mentre fa jogging.
Scopriremmo che anche alla ragazza che sta presentando un importante lavoro in una riunione può capitare di avere un pezzo di insalata tra i denti, e desiderare di sprofondare, carrozzina e tutto. Solidarizzeremmo con la ragazzina con Sindrome di Down alla quale squilla, immancabile, il cellulare mentre proprio non dovrebbe, ovvero durante una lezione, o comprenderemmo benissimo l’imbarazzo di trovarci ad una festa con lo stesso vestito di un’altra invitata, disabile o no che sia.

Tutti questi esempi sono stati raccolti nel video (qui sotto) della campagna promossa da Pro Infirmis, la maggiore organizzazione svizzera per le persone con disabilità, campagna che punta proprio a questo: farci vedere come, disabilità o non disabilità, siamo tutti – tutti! – UGUALI, di fronte ai piccolo grandi problemi quotidiani.
 
Ora: voi le vedete le differenze!?


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Redazione