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gerri longo
Parla l'Unione Italiana Ciechi e dice che...

Da più parti ci viene chiesto in questi giorni: cosa ne pensate della partecipazione di Gerry Longo al Grande fratello? Come considerate la presenza di un concorrente cieco ad un reality? E' una strumentalizzazione solo per aumentare l'audience o anche i ciechi italiani avranno dei vantaggi?

Credo, e insieme a me lo crede anche la Direzione nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti che, al di là del giudizio che possiamo avere della trasmissione (del tutto soggettivo, ovviamente) un cieco abbia diritto, come tutti gli altri, a partecipare ad una trasmissione televisiva. Per anni ci siamo impegnati e continuiamo a farlo, per raggiungere le pari opportunità , per avere la giusta visibilità , anche nel mondo dell'informazione e della tv. Sono quindi sempre convinto che la partecipazione di un non vedente ad un programma televisivo come "Il Grande Fratello" rappresenti un passo in avanti visto che fino a qualche anno fa era a dir poco inimmaginabile.
Il risultato però di questa partecipazione per il mondo dei ciechi e degli ipovedenti italiani dipenderà in grande parte da Gerry. E come lui stesso ha spiegato nel corso della puntata di ingresso - "Sono cieco, non vedente, orbo, quello che volete, tanto è sempre la stessa cosa. Ma una cosa voglio dirvi: prima ancora che un non vedente, qui davanti a voi avete Gerry" - è importante ricordare che Gerry è una persona e come tale, diversa da tutte le altre, cieche o vedenti che siano.
E' importante che l'opinione pubblica, il pubblico del Grande fratello, non categorizzi. Tutti i ciechi sono diversi tra loro: c'è chi è più furbo e chi meno, chi è più intelligente e chi più lento, chi è più simpatico ed estroverso e chi più chiuso e sgarbato.
Insomma, ogni cieco è una persona, e come tale, diversa e particolare.
Quello che non deve avvenire, e in questo chiediamo l'aiuto di tutte le persone coinvolte (autori del programma, giornalisti, associazioni, ecc.) è che si cada nello stereotipo del cieco, nella spettacolarizzazione della disabilità o nel pietismo che troppo spesso incontriamo sulla nostra strada.

Questo ingresso potrebbe aiutare i ciechi a farsi conoscere. Abbiamo visto l'imbarazzo dei partecipanti al reality quando è entrato Gerry nella casa. L'imbarazzo è dato dalla non conoscenza: come ci si comporta con un cieco? Di cosa si parla? Come ci si muove in sua presenza? Si può parlare di tutto? Forse la presenza di Gerry all'interno della casa potrebbe far capire alcune cose a tutti‑¬¦


Ecco, se si riuscisse a far sparire quell'imbarazzo che spesso incontriamo, sarebbe una grande vittoria.

Vorrei concludere riportando alcune considerazioni che ci ha inviato una socia dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti:
"La nona edizione del Grande Fratello non mi pare totalmente inutile e dannosa: le associazioni dei portatori di handicap, quelle dei non vedenti in particolare, potrebbero sfruttare l'occasione per diffondere una comunicazione importante. Sarebbe proprio ora di far sapere in giro che la maggioranza dei non vedenti / ipovedenti sono delle persone intelligenti e capaci che possono compensare il loro svantaggio grazie alle loro competenze e alle moderne tecnologie.
Da parte delle persone "normali" si tratta di accogliere questa comunicazione, di cancellare l'immagine del disabile e di voler vedere un individuo in carne e ossa. Il portatore di handicap è un essere umano che, come tutti, possiede e dimostra di avere almeno una abilità , che eccelle in una cosa e sbaglia in un'altra, che fa il possibile per rendersi autonomo senza però rinunciare alla famiglia, agli amici veri, alla salute e alla dignità
."

Tommaso Daniele, presidente nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti


INFO:

Il sito dell'Unione Italiana Ciechi

Il sito del Grande Fratello


STIAMO PARLANDO DELLA QUESTIONE NEL FORUM:

UN NON VEDENTE AL GF

Un non vedente al grande fratello


ABBIAMO PARLATO DI UIC ANCHE IN:

UN "SUSSIDIARIO" PER IL NUOVO ANNO SCOLASTICO

UNA FLOTTA DI 'EMOZIONI' PRONTA A SALPARE


[Redazione]

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