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Le persone con la Sindrome di Down possono andare a votare,  lavorare, avere una vita sessuale, vivere da sole?

Ti hanno mai giudicato per il tuo aspetto?

Ti hanno mai giudicato per qualcosa che non sai fare perfettamente, anche se ci metti impegno?

Ti hanno mai giudicato per il modo in cui ti esprimi?

A noi succede tutti i giorni, anche nelle situazioni più banali. A te magari non capita così spesso, ma sai benissimo cosa significa essere guardati solo a metà.

E sai anche che oltre quella metà, ovviamente, c’è l’altra metà.

Quella irripetibile, originale, quella che fa di tutti noi delle persone uniche al mondo. Persone intere.

Inizia così, con un testo che cattura e che spiazza, la nuova comunicazione a cura dell’Associazione Italiana Persone Down, che ci invita tutti a riflettere su come siamo spesso portatori di pre-concetti, e su come dobbiamo andare oltre, non fermarci a quello che conosciamo o crediamo di conoscere delle persone con Trisomia 21 (ma in realtà tutte, crediamo noi).

Nel lanciare questa provocazione, l’AIPD ha anche pensato di mettersi dall’altra parte, ovvero cercare di capire cosa sa o cosa pensa delle persone Down la gente. Comprendere, insomma, da dove eventualmente partire per colmare quel gap di conoscenza che continua a rappresentare la distanza nella quale trovano terreno fertile pregiudizi, paura, errate o scarse informazioni che possono sfociare in azioni che vanno nella direzione opposta all’inclusione.

Alcune persone qualsiasi hanno accettato di rispondere ad alcune domande come ad esempio:

«Le persone con la sindrome di Down possono andare a votare?»

«Le persone con la sindrome di Down, possono lavorare?»

«Una persona con la sindrome di Down può avere una vita sessuale?»

«Le persone con la sindrome di Down possono andare a vivere da sole?»

«Le persone con la sindrome di Down si accorgono di avere questa sindrome?»

A queste, sono seguite le “soluzioni” direttamente dalla voce di alcuni ragazzi con Sindrome di Down: le trovate qui!


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Redazione