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Il nuovo video della campagna di Blindsight invita a riflettere sulle ancora diffuse discriminazioni che subisce chi ha una disabilità visiva ed è accompagnato da un cane guida

Spesso si sente dire che un cane tenda ad assomigliare al suo padrone, per non citare il famoso motto “il cane è il migliore amico dell'uomo”. Il cane quindi come compagno fedele, come amico fidato, come compagnia sulla quale in qualche modo ci rispecchiamo parte. Questa “simbiosi” è tanto più vera quando l’amico a quattro zampe diventa anche il nostro indispensabile ausilio di vita: quando, cioè, siamo accompagnati da un cane guida.

Si tratta, in questo caso, di un legame che inizia già dal momento della scelta e dell'addestramento del cane, e che si rinnova ogni giorno, continuamente. E si tratta di un legame sui generis: fatto tanto di affetto quanto di bisogno. Il bisogno di chi, non vedente, affida il suo spostarsi a un compagno di vita, che è animale, che è una compagnia, ma che è, appunto, anche un ausilio.

Il riconoscimento e la tutela di questo legame è stato sancito anche dalla legge 37 del 14 febbraio 1974, che ribadisce come il cane guida che accompagna una persona cieca o ipovedente abbia il diritto di entrare in tutti gli esercizi pubblici che sarebbero accessibili al suo padrone se avesse la possibilità di spostarsi da solo. Ciò nonostante, lo sappiamo purtroppo bene, non sono rari tutt’oggi casi di discriminazione a danno di chi necessiti di questo importante aiuto, sia in ambienti che nei mezzi pubblici, ai quali viene vietato l’accesso perché in compagnia del cane.  

CANE E PADRONE SONO UN TUTT'UNO – Come abbiamo appena visto, chi dice “no” ai cani guida non sta dunque solo commettendo un'azione illegale, ma porta con sé una discriminazione che ricade  su chi può muoversi e lavorare solo grazie a questo importantissimo compagno e ausilio. Estremizzando, si può dire che in qualche modo cane e padrone diventano di fatto un tutt'uno, dal momento un cane guida diventa un secondo paio di occhi per il suo padrone, senza i quali non potrebbe vedere. Immaginate una persona in carrozzina alla quale viene detto “ok, tu entra ma lascia fuori la sedia a rotelle”.
 
LO SPOT DI BLINDSIGHT – Già da diversi anni è attiva sull'argomento Blindsigt Project, una Onlus che si occupa di sensibilizzazione rispetto alle problematiche e ai diritti delle persone con disabilità sensoriali. Proprio al cane guida è stata dedicata la prima campagna della Onlus nel 2006. In questi giorni è stato pubblicato un nuovo video che mira a sottolineare con ironia il fatto che chi pone dei limiti all'accesso dei cani guida - che si tratti di gestori di alberghi o cinema o di autisti di taxi o autobus -  sta in realtà ponendo un limite all'accesso di una persona. Nel video si vede infatti il cane guida che accompagna la sua padrona in giro per vari luoghi pubblici (cinema, alberghi ecc), e di fronte al continuo divieto di entrare, il cane ribatte: “Tranquilli, lei può entrare: sta con me!



Il video è stato realizzato con l'aiuto di Pamela Pompei, che si è occupata del montaggio e del soggetto, Daniela Mascaro, che ha prodotto i disegni, e del piccolo Adriano Venditti, che ha dato la voce alla lettura di uno stralcio della legge 37.


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Redazione