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mani alzate di partecipanti a un concertoSecondo Paolicchi, posti auto riservati distanti dagli ingressi e inaccessibili, stalli per disabili non disponibili e bagni lontani e impraticabili con la carrozzina hanno creato non pochi problemi

Quello delle barriere architettoniche e della scarsa attenzione a necessità che possono essere particolari, è purtroppo un elemento col quale quotidianamente devono scontrarsi le persone con disabilità . Quando però la cosa va a verificarsi anche in occasioni particolarmente attese, la cosa fa male il doppio. Un esempio: la partecipazione a manifestazioni o concerti di propri beniamini che, lungi dal rappresentare momenti di condiviso divertimento, si trasformano in tribolazioni e calvari.

Pubblichiamo a questo proposito la testimonianza di Stefano Paolicchi, presidente dell'Associazione di volontariato Handy Superabile, che ci ha raccontato la sua esperienza poco positiva al recente concerto di Madonna, tenutosi il 16 giugno scorso allo stadio Franchi di Firenze, che così ci scrive:

Spett.le Redazione,
sono Stefano Paolicchi, presidente dell'Associazione di volontariato Handy Superabile, che il giorno 16 giugno scorso si è recato, insieme ad altri soci in carrozzina, allo stadio Franchi di Firenze per assistere al concerto di Madonna.
Ci tenevo a precisare che l'organizzazione del concerto per quanto riguarda gli ingressi e i percorsi per accedere alle postazioni riservate, da parte delle persone con disabilità motoria, non è stata assolutamente all'altezza dell'importanza dell'evento.
Pur consapevoli del fatto che la pop star Madonna avrebbe richiamato più di 80000 spettatori, e che diversi sarebbero stati i disabili motori presenti all'evento, l'organizzazione  non si è preoccupata affatto di predisporre un percorso facilitato che dai posti auto a loro riservati li conducesse, in sicurezza, fino all'ingresso dello stadio e successivamente fino alle pedane a loro riservate, disposte a lato del campo sportivo sopra le panchine.

I posti auto riservati ai disabili erano stati previsti lungo il Viale Fanti e dunque si doveva presupporre che agli stessi sarebbe stato permesso di entrare dai vicinissimi ingressi 2 e 9 (riservati ai disabili non deambulanti), che si trovavano sul lato di viale Fanti, e sullo stesso lato dove si trovavano le pedane predisposte per gli spettatori disabili. Ma non è stato così, perché buona parte dei disabili, come noi, è stata costretta, come indicato nei biglietti, a recarsi all'entrata 4 e 5 in fondo a Viale Nervi (ingressi indicati nella piantina del concerto come ingressi per disabili deambulanti), dovendo percorrere più di 500 metri sotto il sole e fare la fila al preingresso, in mezzo alla calca di persone che in quel momento aspettavano di entrare, dopodiché si doveva attraversare tutto il campo per recarsi di nuovo dalla parte di viale Fanti per accedere alle pedane riservate in campo.

Quando poi abbiamo amaramente scoperto che per raggiungere l'ingresso 4 si doveva superare uno scalino del marciapiedi e il varco era inaccessibile, siamo ritornati gli ingressi riservati 2 e 9 accessibili, dove però ci è stato impedito l'accesso, e solo dopo l'intervento dei carabinieri, abbiamo ottenuto quello che in genere, doveva essere la normale prassi.

Ma le sorprese non sono finite, in quanto gli stalli, situati nel parterre tribuna, contrassegnati con il simbolo e destinati, durante le partite, ai disabili, perché ritenuti più sicuri e molto vicini ai bagni attrezzati e all'uscita, per quel concerto non erano inspiegabilmente disponibili e dunque siamo stati costretti a posizionarci alle pedane in campo.

Accompagnati poi dal servizio d'ordine, fino alle pedane, verso le ore 18,50, ci è stato consigliato di andare in bagno perché fino alla fine del concerto sarebbe stato impossibile raggiungerlo in quanto posizionato molto distante dalle pedane, oltre una rampa ripida. Durante il percorso dalle pedane al bagno e all'uscita mancava, inoltre, un corridoio di sicurezza e per questo, alla fine del concerto, appena scesi dalla pedane, abbiamo vissuto momenti di panico perché ci siamo trovati in mezzo alla marea di gente che si dirigeva verso l'uscita.
Spero che quanto da noi raccontato possa servire da lezione per chi dovrà organizzare i prossimi concerti.
 
Stefano Paolicchi


Nella foto, l'immagine della pedana per i disabili senza corridoio di sicurezza, in mezzo al resto delle persone

pedana disabili senza corridoio SICURO


Rimaniamo ovviamente a disposizione degli organizzatori dell'evento per eventuali precisazioni o repliche che volessero presentare alla lettera.

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