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Un provvedimento che divide.
Lavoratrici del sesso pagate dallo stato per avere rapporti sessuali con disabili.
Succede in Danimarca, dove il governo ha proposto questa soluzione, con una campagna dal titolo "Sesso, irrispettoso della disabilità".
 
Nelle linee-guida del documento ufficiale si legge che "potrebbe essere di grande importanza che il medico o la persona curante parlasse con la prostituta assieme al proprio paziente per aiutarlo ad esprimere i propri desideri".
 
Già parlammo di una situazione simile in Svizzera, dove un corso aveva "formato" i primi dieci "accarezzatori" e "accarezzatrici" per disabili psichici. Prestazioni a pagamento, da assistenti sessuali professionisti.

In Danimarca siamo a un livello ancora diverso: le prostitute verrebbero pagate con danaro pubblico. Doppio scoglio quindi, da un punto di vista di comportamento. Utilizzo di risorse pubbliche per un bisogno che in molti non ritengono "primario", e di fatto legalizzazione della prostituzione, di una certa idea della donna. I partiti di opposizione danesi puntano proprio su questi due temi: un modo immorale di spendere il denaro ricavato dalle tasse dei cittadini".
Il portavoce social-democratico Kristen Brosboel ha dichiarato: "Spendiamo una grossa percentuale delle nostre tasse per salvare le donne dalla prostituzione. Ma, contemporaneamente incoraggiamo ufficialmente i medici ad agevolare i contatti con le prostitute".
 
Sulla questione, come rappresentante del movimento disabili, è intervenuto anche Stig Langvad, che è Presidente del Consiglio Danese sulla disabilità ed esperto della Delegazione danese alla Convenzione delle Nazioni Unite. "I disabili devono avere le stesse possibilità delle altre persone. I politici possono dibattere se la prostituzione debba essere concessa in generale invece di vietarla solo ai disabili".
 
La notizia ha suscitato polemiche nel nostro forum, dove i partiti del sì e del no si stanno confrontando ciascuno con le proprie ragioni. Dice Sibilla522: "Se avessi un figlio disabile... sicuramente pagherei una persona per un po' di sesso".
Al contrario Melissa sostiene che "L'aria che si respira è un bisogno primario, il cibo, l'acqua che si beve. Il sesso non è un bisogno primario se lo si considera sinonimo di amore e non un semplice appagamento fisico".
Concludiamo proprio con un quesito posto dal nick Mr. Bean, cui non ci sbilanciamo a dare nessuna forma di risposta. "A me pare che questo "servizio" pagato dallo Stato sia un contentino. Forse per non risolvere i problemi reali?".
 
Continuiamo a parlarne nel post aperto sul forum
 
INFO:
 
Ecco la notizia, così come battuta dalle agenzie.
 
Qui l'articolo che abbiamo dedicato alla "sperimentazione" in Svizzera, e le riflessioni e discussioni che ha provocato:
"ASSISTENTI SESSUALI" O PROSTITUTE?
 
I DISABILI ITALIANI? VORREBBERO GLI ASSISTENTI SESSUALI

"DEVE FAR RIFLETTERE IL RISULTATO DEL SONDAGGIO SUGLI ASSISTENTI SESSUALI"


[Alberto Friso]

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