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20Illustrissimo Pontefice,

non sono abituato a scrivere lettere così importanti. Ma oggi mi sento in dovere di farlo. Ho letto che le hanno regalato una bella carrozzina elettronica. Anch’io ne ho una, ma la uso poco, perché preferisco quella manuale, che spingo da solo, a forza di braccia, finché ce la faccio, visto che ho quasi cinquant’anni. Quando Lei sciava gagliardo sui monti Tatra (ho visto le foto: complimenti), io cercavo in qualche modo di stare in piedi, nonostante le conseguenze di una rara malattia genetica delle ossa. Anch’io ho fatto di tutto per provare a camminare, ma a un certo punto ho capito che era peggio, che rischiavo di cadere e di farmi male, e poi ero lento, e anche un po’ goffo nell’andamento. E allora ho rinunciato. Ho provato a sedermi in carrozzina, e a muovermi da solo. Ho scoperto la libertà. La carrozzina non è una croce, glieLo assicuro. O meglio, come la Croce è un Simbolo, un simbolo della disabilità, e la gente purtroppo crede ancora che la carrozzina significhi solo sofferenza e malattia. Invece, come la Croce, la carrozzina è Speranza, è Vita, è riscatto per tutti.

Lei di queste cose se ne intende, e sa trovare certo meglio di me le parole giuste, per far breccia nel cuore degli uomini, non solo quelli di fede. Ora, se mi permette, Santo Padre, Le chiedo un piccolo sacrificio, ma vedrà che poi la cosa funziona. Provi per qualche giorno a usare la carrozzina, a farsela adattare come si deve (Lei è alto e robusto, e non tutte le carrozzine sono uguali, l’azienda che le ha fornito la carrozzina elettronica lo sa bene, e sono bravi, come in tante altre aziende italiane, a migliorare la posizione, a regolare il sedile, a valutare le Sue necessità. Non vorrei apparire troppo insistente, ma se mi ascolta - e Lei ascolta sempre chi si rivolge al Papa con animo limpido - non può non concordare sul fatto che migliaia, milioni di persone in tutto il mondo La ammirerebbero ancora di più se Lei avesse il coraggio, e l’umiltà, di usare la carrozzina per muoversi meglio e senza pericoli.

Le assicuro: Lei, Santo Padre, diventerebbe il simbolo di una nuova cultura positiva, per tante persone anziane che rinunciano troppo presto a muoversi perché rifiutano l’idea stessa di essere diventati vecchi, e perciò anche un po’ disabili. Mi creda (con cinquant’anni di esperienza su sedia a rotelle forse qualcosa posso dirla anch’io), abbiamo grande bisogno di simboli e di esempi positivi. Lei, in carrozzina, ci farebbe compiere un balzo di civiltà rispetto al quale il ricordo di Franklin Delano Roosevelt impallidirebbe di colpo.

Ma non ne faccio una questione di immagine, mi creda. Penso solo che la Sua vita ne guadagnerebbe, e così anche la nostra. E soprattutto Lei potrebbe, Santo Padre, continuare a viaggiare a lungo, a muoversi liberamente e dignitosamente, a testimoniare con vigore rinnovato il Vangelo. Anche da una carrozzina. E io, noi, i nostri amici, le nostre famiglie, Le saremmo grati per sempre.

Con sincera devozione e profonda ammirazione,

Suo

Franco Bomprezzi, f.bomprezzi@superabile.it
direttore editoriale
http://www.superabile.it

 

 

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