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L'invito è a cambiare programma.
Non con il telecomando: si tratta di modificare il proprio stile di vita, adottandone uno di più corretto, meno poltrone, e più attivo.
E' il caldo invito che viene dalla Giornata mondiale per il cuore 2007, celebrata in 100 paesi del mondo il 30 settembre.
Il logo dell'evento, che trovate anche all'inizio di questo articolo, vede una simpatica famigliola media ben assiepata attorno al divano domestico, e con ogni tipo di cibo di fronte e in mano.
Un modo simpatico per puntare il dito sul fondamentale ruolo della famiglia, decisiva nei comportamenti e nelle scelte di vita.

Non sembri solo una generica lezione di morale: non fumando, svolgendo una regolare attività fisica e scegliendo una sana ed equilibrata alimentazione, si può ridurre fino del 44% la mortalità dovuta alle malattie cardiovascolari.
Lo dimostrano studi scientifici condotti in altri paesi, ma ovviamente la sfida è anche alla nostra portata.
Le persone in cura per le malattie cardio-cerebro-vascolari sono più di 800mila soltanto in Italia.
Ogni anno nascono 4mila bambini cardiopatici.
Il 42% delle morti registrate in Italia sono dovute a queste malattie e quasi il 24% della spesa farmaceutica a carico del Servizio Sanitario Nazionale è assorbita dal trattamento di queste persone.

Responsabilità personale dunque, ma anche famigliare, secondo lo slogan della campagna.
A spiegarlo è Rodolfo Paoletti, Professore Emerito della Facoltà di Farmacia dell'Università di Milano e Presidente della Fondazione italiana per il cuore (FIPC): "La prevenzione non dev’essere vissuta come un’imposizione. Piuttosto, è un diritto e un dovere di ciascuno, un modo di esercitare la nostra responsabilità personale. E dalla responsabilità personale alla responsabilità famigliare il passo è breve e obbligato. Nella famiglia, il bambino viene educato a mangiare e a muoversi e nella famiglia gli adulti, in particolare le mamme hanno la grande responsabilità di guidare, educare e prendersi cura dei congiunti, giovani, adulti e anziani".

Un quadro della situazione lo presenta poi Massimo Volpe, Presidente della Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare (S.I.PRE.C.): "I casi d'infarto e di ictus continuano a crescere e, soprattutto, riguardano pazienti sempre più anziani e portatori di altre comorbidità. Entro il 2025 l'Organizzazione Mondiale della Sanità prevede un incremento di una volta e mezzo dei casi di infarto miocardico e quasi il raddoppio dei casi di ictus".

Gli studi hanno dimostrato che il 90% delle responsabilità dei casi di infarto va attribuita al cattivo controllo dei fattori di rischio tradizionali (fumo di sigaretta, ipertensione arteriosa, dislipidemie, diabete).
"Ridurre i casi di infarto è possibile – aggiunge il prof. Volpe-. In alcuni paesi, come la Gran Bretagna, hanno già cominciato a farlo. Ma occorre uno sforzo collettivo di tutte le componenti del sistema sanitario, dai vertici politici agli operatori periferici per riuscirci in pochi anni".

Gli eventi nelle nostre piazze sono davvero molti.
Per conoscerli nello specifico vi invitiamo a visionare questo file pdf, a cura della Fondazione Italiana per il cuore.

INFO:

Il sito della World Hearth Federation, responsabile dell'organizzazione dell'evento a livello mondiale.

Per l'Italia la Segreteria Organizzativa e di Coordinamento è tenuta dalla Fondazione Italiana per il Cuore
Tel. 02/29005297
Fax 02/29063567
info@fondazionecuore.it

Sulla cardiopatia vedi anche questi interventi:
PACE FATTA TRA CUORE E CAFFE'

PREVENIRE L'INFARTO ANCHE AL MARE


[Redazione]

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