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La differenza è un valore.
E' la condizione per la crescita individuale e dell'intera società.
Una cultura della parità e delle opportunità si fonda sulla constatazione che ogni diversità contribuisce in modo originale allo sviluppo. La disabilità non è quindi disparità, sebbene si sa come essa rappresenti troppo spesso causa di discriminazione. Soprattutto quando oltre a persone con disabilità si è anche donne: una condizione che rischia di diventare di duplice svantaggio. Da queste riflessioni nasce il progetto "Disabilità non è disparità", il cui obiettivo è proprio la valorizzazione delle differenze. Con un occhio di riguardo alla condizione femminile.

La promozione della diversità come valore è sicuramente la prima delle linee guida che hanno ispirato il progetto, voluto dalla Consigliera di parità della Regione Piemonte. Un progetto che ha visto susseguirsi diverse importanti azioni: un seminario iniziale, per coinvolgere disabili, associazioni, amministratori, organizzazioni pubbliche, privati e tecnici del territorio. E ancora azioni di sensibilizzazione e organizzazione di tavoli di lavoro.

Ma il risultato migliore il progetto lo ha ottenuto con la formazione di un piccolo gruppo di donne disabili che, fin dall'inizio, sono state coinvolte in un percorso formativo con l'obiettivo di scambiare esperienze, di raccogliere informazioni provenienti dalle diverse realtà territoriali, di diventare un polo di riferimento per le persone con disabilità.
Ed è stato proprio lavorando e ascoltando i racconti di queste donne, le loro testimonianze di vita e di lavoro, che è emerso con drammatica evidenza come il tema delle pari opportunità non sia da sottovalutare. Tanto se ne parla, ma poche sono le azioni concrete che si mettono in atto.
Quel gruppo di donne disabili si è dato anche un nome, "DISnonDIS", quasi a voler affermare la propria identità e la propria forza; con l'obiettivo di smantellare i luoghi comuni.
I loro incontri, inizialmente di formazione, sono diventati ben presto momenti di confronto fra un gruppo di amiche, andando quindi ben oltre l'idea di offrire un'occasione tranquilla per lavorare insieme. DISnonDIS si è trasformata in una rete regionale di donne che hanno realizzato un "Manifesto programmatico", per affermare la necessità di garantire il rispetto dei Diritti Umani, delle Pari Opportunità, del diritto all'autodeterminazione e della qualità della vita delle donne con disabilità. 17 punti, 17 richieste affinché vengano rimossi tutti gli ostacoli alla piena affermazione dei diritti fondamentali della vita garantendo, in ogni ambito della vita associata, l'incremento della presenza di questa importante componente femminile.

Link alla pagina della Consigliera di parità della Regione Piemonte

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[Francesca Lorandi]

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