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La Pet Therapy diventa legge. Legge regionale e, si spera entro breve, legge parlamentare.
E' il Veneto, all'avanguardia in questo settore, una delle prime realtà ad averla varata, con l'obiettivo di "promuovere la conoscenza, lo studio e l'utilizzo di nuovi trattamenti di supporto e integrazione alle cure clinico-terapeutiche quali la terapia del sorriso e la terapia assistita dagli animali". Della Clown terapia, sempre più diffusa nei nostri reparti, ne abbiamo già parlato più volte in passato. Ma anche la Pet Therapy non è mai stata trascurata, perchè sono ben noti i benefici che gli animali da compagnia - questo il significato di "Pet" - possono portare a bambini ammalati, anziani e disabili.
Il grande valore di questo tipo di attività sta nella capacità di stimolare il soggetto a creare un rapporto affettivo, proiettando le proprie energie ed interessi al di fuori di sè, verso un altro essere vivente. E questo tipo di legame affettivo, tra un bambino ed un cane, rappresenta un importante supporto per lo sviluppo sociale e mentale.
E dell'utilità della Pet Therapy se ne sono resi conto anche al Parlamento, già alcuni anni fa. C'è infatti un progetto di legge parlamentare, in attesa di approvazione che, come sostiene il suo coordinatore, onorevole Gianni Mancuso della Commissione Affari Sociali, dovrà mettere dei "paletti fondamentali all'interno dei quali le regioni, e quindi le Asl e le aziende ospedaliere, possano sviluppare i loro protocolli e le loro attività".
La proposto di legge è nata ancora nel 2001, "quando -  racconta l'on. Mancuso ai microfoni di Disabili.com - all'inizio della legislatura sono state presentate tre proposte di legge da parte di tre diversi gruppi; poi nel 2003 è iniziato l'iter in commissione degli affari sociali e io sono stato nominato coordinatore. Dopo raccolte di informazioni e confronti siamo arrivati ad un  testo unico. Purtroppo essendo nella seconda fase della legislatura la commissione bilancio ha trattenuto il provvedimento. Speriamo dia presto una risposta, anche con parere negativo: in questo caso si toglierebbe l'articolo che prevede lo stanziamento di risorse finanziarie dal momento che poi, comunque, la gestione verrebbe affidata alle regioni". 
Ma quali sono i principi stabiliti da questa proposta di legge?
"Vogliamo che in tutta Italia, nell'ambito dei progetti di Pet Therapy, venga fatta una attività rigorosamente scientifica e previsti requisiti di professionalità in tutte le figure coinvolte. Anche le strutture che ospiteranno queste attività dovranno avere specifiche caratteristiche.
Questo è il contributo più significato che noi, legislatori nazionali, possiamo dare. Saranno le regioni, poi, a mettere a punto delle proprie leggi. Nell'ambito delle competenze regionali si stabilirà se queste attività potranno rientrare nei Livelli Essenziali di Assistenza (ed essere quindi pagate dalla struttura pubblica) o se verranno fatte a  macchia di leopardo sulla base di specifici progetti
".

E il Veneto ha dimostrato la sua avanguardia in quest'ambito, approvando la legge n.3 del 3 gennaio 2005 che prevede la formazione degli operatori coinvolti nelle attività e predispone un progetto pilota per l'attivazione di un Centro di Studi e ricerca in materia di Pet Therapy . Questa struttura, nella quale opererà una equipe multidisciplinare, si occuperà dell'accoglienza di bambini in situazione di disagio psicologico oltre ad adulti con disabilità fisiche e psichiche.

Nella Regione è da alcuni mesi iniziato "Pet. Ped. 2005", il progetto di Pet Therapy del Dipartimento di Pediatria di Padova che si sta rivelando tra i più innovativi nel panorama nazionale. L'iniziativa prevede la realizzazione di una struttura stabile in grado di offrire ai piccoli pazienti ricoverati o a quelli ambulatoriali provenienti dal territorio, la possibilità di essere inseriti in programmi di cura e presa in carica mediante le Terapie Assistite con gli animali. Il progetto prevede più fasi: dopo la creazione di una rete di collaborazioni in grado di coinvolgere il numero più alto possibile di Istituzioni e aziende - soggetti referenti a livello locale sono il Settore Veterinario dell'USL 16 e l'Istituto Zooprofilattico delle Venezie -, si selezioneranno gli animali più adatti da portare all'interno del Dipartimento e si valuterà la possibilità di allestire un piccolo ricovero temporaneo per lasciarli stabilmente nel giardino interno della Pediatria. Infine, è prevista per la prima metà del prossimo anno, la realizzazione del Centro stabile, sempre all'interno dello stesso giardino.
"Chiaramente - afferma il Dr. Carlo Moretti, responsabile del progetto - la scelta degli animali non è casuale: vanno valutati in base alla terapia, all'età, alla disabilità del paziente, al progetto che lo riguarda. L'ottimale condizione igienica viene inoltre garantita dalla provenienza da allevamenti selezionati e sottoposti a controlli veterinari. Ma questo non basta. A monte del progetto deve esserci buona volontà e disponibilità di mezzi, perchè si tratta di una attività multidisciplinare che richiede collaborazioni diverse. Oltre a personale medico e paramedico, sarà importante che anche i genitori prendano parte alle attività con gli animali, condividendo con i loro figli un momento di grande entusiasmo e divertimento".

Link al sito della Regione Veneto

Link al Dipartimenti di Pediatria di Padova

Link al sito dell' Istituto Zooprofilattico delle Venezie

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[Francesca Lorandi]

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