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Soave e Valpolicella: sono questi i primi due vini italiani accessibili a ipo e non vedenti.
Se vi intendete un po' di enogastronomia, avrete capito che stiamo parlando di vini tipici del veronese: infatti, sono prodotti dall'Azienda agricola Villa Caplet che ha la sua sede commerciale, la ''CaVir srl'', a Casaleone (Verona) e vitigni nelle zone del Valpolicella e Soave.
Dopo oltre 18 mesi di lavoro, l'azienda veronese ha presentato a Vinitaly 2003 questi due classici Doc con etichetta in codice braille.

"L'idea di proporre il nostro vino con etichette leggibili anche ai ciechi è nata un anno e mezzo fa - ha spiegato Guido Rambelli, alla guida dell'azienda assieme al fratello Antonino ed al padre Emilio.
Il figlio di un mio amico era rimasto vittima di un incidente in moto e, quando è uscito dal coma, ha avuto gravi problemi di vista".

Gli ideatori dell'iniziativa hanno dovuto inserire il braille in un'etichetta già ricca di informazioni ''tradizionali'', e ciò non è stato molto agevole, anche tecnicamente.
La soluzione è stata trovata in collaborazione con la ''Poligrafica S. Faustino'' di Brescia, che ha utilizzato per la realizzazione di queste etichette una speciale vernice che permette di far risaltare i puntini in braille, evitando così che questi vadano a coprire le normali diciture.

Il guadagno della vendita di queste due particolari serie di vini verrà devoluto interamente alla sede veronese dell'Unione Italiana Ciechi, per la realizzazione di un ambulatorio di consulenza gratuita destinato alla prevenzione della cecità.
L'augurio per questa iniziativa è che non si tratti solo di una novità importante ma sporadica in campo vitivinicolo, ma dell'inizio di un nuovo modo di vedere ed interpretare le esigenze dei consumatori, siano essi per la grande distribuzione, o per il dettaglio selezionato.

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