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"I sordi italiani vogliono essere chiamati 'sordi' e basta!".
E' uno slogan, un appello, e un urlo, quello di chi la voce non c'è l'ha, ma che ha trovato comunque un modo per esprimere il proprio dissenso nei confronti della decisione del Ministero del Welfare di modificare il termine sordomuto in sordo pre-verbale. Così nei giorni scorsi i sordi italiani sono stati protagonisti della "Marcia del silenzio", a Roma, in piazza Montecitorio, e di manifestazioni organizzate in molte altre città per protestare contro la decisione del Welfare, giudicata inutile oltre che ingiusta.
"Non servono aggettivi per definirci, ma servono pari opportunità reali ed un'equa indennità di comunicazione", si legge nel volantino distribuito dall'Ens, l'Ente Nazionale Sordi organizzatore della mobilitazione.
"C'è bisogno di fatti - esordisce Ida Collu, presidente dell'Ens - indennità di comunicazione, riconoscimento ufficiale della LIS, pari opportunità, diritto allo studio, al lavoro e all'informazione. I politici pensino a questo, non a cambiare i termini!".
Non si è trattato, inoltre, di una modifica molto attesa dalle associazioni, "ma solo del prevalere di posizioni ideologiche sulle reali esigenze e volontà della comunità di sordi: non è certo con nuove definizioni formali o terminologiche che si attueranno integrazione e pari opportunità", sottolinea la Collu.

Non è però questo l'unico motivo di protesta per i sordi. La decisione del Welfare è sì inutile ma, come si diceva, anche ingiusta: "I sordi - ha ribadito Collu - non vogliono essere definiti pre-verbali, come i ciechi non possono essere definiti pre-vedenti o i disabili pre-ambulanti, noi siamo persone "sorde" e basta! Noi abbiamo la nostra lingua e, anche se la natura ci ha privato dell'udito, siamo esattamente come tutti gli altri".
Fare riferimento alla sola lingua verbale non tiene infatti conto della Lingua dei Segni, lingua complessa, con una propria struttura sintattica, morfologica e grammaticale, che viaggia sul canale integro della persona sorda, quello visivo; una lingua riconosciuta dal Parlamento Europeo, studiata nelle Università, utilizzata in tanti contesti, anche ufficiali.
Come ha dimostrato Ida Collu, nella conferenza stampa organizzata in occasione della manifestazione davanti a Montecitorio. Tra la sorpresa di tutti il Presidente ha chiesto all'interprete di lingua dei segni di "spegnere" la voce per qualche minuto ed ha voluto usare la propria voce, facendo uno sforzo non indifferente, ma utile per far capire a tutti il significato della sordità! E la sorpresa dei presenti è stata molta per questo modo di comunicare con gli occhi, con le mani, alternativo a quello da sempre usato negli appuntamenti ufficiali.
I giornalisti presenti si sono convinti, si tratta ora di vedere se anche il sottosegretario al Welfare Grazia Sestini e  il Presidente della XII Commissione Affari Sociali della Camera Giuseppe Palumbo, incontrati dalla Collu in occasione della "Marcia del silenzio", se ne convinceranno.

INFO:

Link al sito dell'ENS
00165 Roma - Via Gregorio VII, 120
Tel. 06 398051
Fax 06 39805231

La nostra intervista alla presidente nazionale Ens Ida Collu sulla questione:
DA "SORDOMUTO" A "SORDO PREVERBALE" COSA CAMBIA?

Altri articoli riguardanti iniziative dell'Ente nazionale sordomuti:

AL VIA IL PROGETTO "PROFESSIONI E SORDITA'"

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[Francesca Lorandi]

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