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Questa, da parte del mio Direttore, proprio non me la aspettavo.
Mi chiede un articolo, e fin qui tutto normale, mi chiede però di  parlare anche delle mie doti seduttive!
Vabbè, lo ammetto: mi fa piacere.
Vuol dire che, sotto sotto, mi considera niente male, visto che mi fa questa richiesta...
Subito, però, un dubbio mi tormenta: è un caso che io sia anche l'unico giornalista della testata in carrozzina?
La cosa non fa ben sperare, ma preferisco considerare la prima ipotesi.
Chi mi conosce lo sa: mi piacciono le donne, ma ancora di più mi piace piacere.

Non è facile raccontarsi.
Parlare di se stessi richiede uno sforzo maggiore, ma accetto la sfida e ci provo.
La questione si riduce a una domanda: si può essere seducenti anche in carrozzina?
La mia esperienza di vita vissuta mi porta a dire sì.
Certo non è tutto facile, è un po' meno immediato, e la carrozzina non aiuta.
Ma non più di un brutto naso, di qualche chilo di troppo, è molto peggio - sicuramente - essere noiosi, non aver nulla da dire. Ve lo posso assicurare.

Per quanto mi riguarda, avevo già imparato a non giocare tutto sull'immediato, dovevo scontare un peso eccessivo proprio durante l'adolescenza, età già difficile di suo, per cui io ero l'amico del cuore, il classico al quale raccontare tutte le pene d'amore: mi volevano tutte un sacco di bene ma, per farla breve, come direbbe Dario Vergassola, "non me la davano mai!".
Poi i chili di troppo sono riuscito a perderli e mi sono ritrovato niente male.
Questo, almeno, è quello che mi dicono. Ho imparato ad ascoltare.
Cerco di curarmi, di vestire bene, (lo ammetto è molto più difficile da seduto), curo l'occhiale, il braccialetto, l'orologio, no non sono un qualunquista, e non mi svendo.
Credeteci o no, raccolgo consensi. Non mi lamento dei miei rapporti con l'altro sesso.
Volete la verità? Va molto meglio oggi, nonostante la carrozzina, che ieri.
Se non fosse per qualche ristorante con alcuni gradini, qualche albergo con il bagno troppo stretto per girarmi, le mie compagne non si renderebbero nemmeno conto di uscire con uno che fa parte di una minoranza.

Non è tutto facile e in discesa: ci sono voluti anni per riconquistare la fiducia in me stesso e nelle mie potenzialità, per rendermi conto che frecce al mio arco ne avevo ancora.
Anni in cui ho vissuto un divorzio, la conseguente separazione forzata dal bene più grande, mia figlia.

Una sera, ad una festa di gala a Trento alla quale partecipavano molte bellezze, io sono stato colpito da una ragazza romana, di rara bellezza fisica: emanava luce propria, era decisamente una spanna sopra su tutte.
Parlare con lei è stato bellissimo: mi faceva volare, aveva cose interessanti da dire ed era un vero piacere ascoltarla.
Non avevo dubbi: potendo, quella sera io avrei scelto lei.
Piccolo dettaglio, ai miei occhi insignificante: si muoveva utilizzando una sedia rotelle.
Tranquilli, non abbiamo fatto l'amore e ancora oggi non me lo perdono (e lei non me lo ha mai perdonato, nemmeno a distanza di molti anni), ma ero sposato da poco e credevo ancora nell'amore eterno.
Se era successo a me, poteva succedere anche alle altre...

In definitiva, sedurre è una qualità che uno ha: la può affinare, ma le basi devono essere già presenti nel suo DNA.
Bello o brutto, disabile o no, non è questo che fa la differenza.    
Non è vero che conta solo ciò che uno ha dentro, ma non è vero che conta solo ciò che uno ha fuori.

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