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I NUMERI DELL'HANDICAP

Disabili-com: logo Speciale i numeri dell'Handicap

QUANTI SONO I DISABILI IN ITALIA?

Prima di presentare un quadro generale dei dati relativi alla stima dei disabili in Italia, è opportuno chiarire le ragioni per le quali è difficile rilevarne il numero preciso, ossia:

  • la definizione di disabilità non è universale

Essa infatti cambia a seconda della rilevazione statistica e di chi la effettua*, spesso si usano in modo impreciso termini come disabile, handicappato, invalido, inabile.
Per esempio, disabilità e invalidità sono due concetti differenti: il concetto di disabilità fa riferimento alla capacità della persona di espletare autonomamente (anche se con ausili) le attività quotidiane fondamentali e si riconduce alla legge 104 del '92; quello di invalidità, invece, rimanda al diritto di percepire un beneficio economico in conseguenza di un danno biologico, e fa riferimento alla legge 118 del '71.
Unire dati provenienti da diverse fonti al fine di fornire una stima complessiva del numero di disabili significa allora considerare in realtà persone individuate con parametri diversi.

- La precisione della rilevazione dipende dal tipo di disabilità
È molto più difficile rilevare le disabilità mentali rispetto a quelle fisiche per la presenza di resistenze e pregiudizi culturali, che spingono le persone direttamente interessate o i loro familiari a non entrare in contatto con i servizi pubblici competenti, o a non rispondere in modo appropriato alle domande presenti in ricerche e indagini.

- Stimare il numero dei bambini disabili richiede fonti informative non disponibili attualmente
Lo strumento di rilevazione della disabilità utilizzato dall'Istat nell'indagine su "Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari"** consente di considerare i bambini a partire dai 6 anni.
La fonte istituzionale del numero di certificazioni scolastiche non risolve appieno il problema, perché non sono compresi i bambini in età prescolare, e perché non vi è obbligo di iscrizione alla scuola materna, per cui i bambini disabili certificati tra 3 e 5 anni sono sicuramente una sottostima del numero reale.

- Contare i disabili significa considerare quelli in famiglia come quelli in Residenze
Mentre nel primo caso esistono da tempo indagini specifiche, nel secondo non vi sono dati attendibili e completi.
Di recente è stata riavviata dall'Istat, con la collaborazione delle Regioni, la "Rilevazione statistica sui presidi socio-assistenziali", al fine di fornire il numero dei disabili in  Istituto.

- L'attuale sistema di certificazione della disabilità
Una preziosa fonte di dati per stimare il numero dei disabili in Italia sarebbe data dalla certificazione dell'handicap, come previsto dall'art. 4 della legge n. 104/92.
Presso ogni Asl sono istituite apposite Commissioni che rilasciano varie tipologie di certificazione, finalizzate ad accertare l'invalidità e lo stato di handicap, a certificare la diagnosi nell'alunno handicappato, a definire l'insieme di interventi assistenziali nei confronti dell'anziano non autosufficiente, a determinare le capacità residue della persona disabile e delle sue potenzialità lavorative.
Per tali certificazioni, purtroppo, non sono ancora stati adottati criteri di rilevazione né strumenti di registrazione uniformi; inoltre, esse non sono quasi mai riportate su supporto informatico né è mai stata prevista una rilevazione statistica a livello nazionale.
Al momento, quindi, questa informazione è inutilizzabile.
Presso i Ministeri della Pubblica Istruzione e del Lavoro e delle Politiche Sociali sono stati costituiti, però, degli osservatori o dei gruppi tecnici, tra le cui finalità vi è anche la revisione dei sistemi di certificazione.
Uno sforzo di coordinamento per far dialogare le varie tipologie di certificazione potrà portare a un sistema coordinato di accertamento della disabilità, fornendo così dati utili.
L'Istat, in quanto coinvolta in questi organismi, lavorerà anche per giungere all'organizzazione di rilevazioni statistiche coordinate in tutto il Territorio nazionale.


L'Istat adotta la definizione di disabilità proposta dall'Oms nella classificazione internazionale delle Menomazioni, Disabilità e Handicap (1980).
Il punto focale di tale classificazione è la sequenza che porta dalla menomazione all'handicap: la menomazione è il danno biologico che si riporta a seguito di una malattia (congenita o meno) o di un incidente; la disabilità è l'incapacità a svolgere le normali attività della vita quotidiana a seguito di menomazione; l'handicap è lo svantaggio sociale che deriva da una disabilità.
Così, per esempio, una persona su sedia a rotelle è sicuramente disabile, ma potrebbe potenzialmente non essere handicappata se al mondo venissero eliminate tutte le barriere architettoniche, cosicché non gli verrebbe precluso l'accesso ad alcun settore della vita sociale.
E' evidente che, in tale accezione, si può contare il numero di disabili, ma non di handicappati; la condizione di handicap è prettamente oggettiva e dipende dalle aspettative di vita ed esigenze delle persona disabile.

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Per maggiori dettagli si veda il documento "Il concetto di disabilità".