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una vecchia casa

"Le case che vedevamo erano umide - raccontano - e i proprietari non ce la volevano dare in afitto perché con le carrozzine avremmo potuto rovinare l’appartamento"

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una coppia di disabili baresi, che da anni cercano di ottenere una casa per vivere autonomamente con la propria figlia. Vogliamo così puntare un riflettore sulle ingiustizie subite e sulle difficoltà che spesso persone disabili come loro incontrano ogni giorno.

Bari, 15.04.2010

LA NOSTRA STORIA

Alla cortese attenzione di Disabili.com

Siamo sposati dal 1986, vivevamo in un monovano a piano terra con qualche barriera architettonica superata con degli scivoli. Nel 1987 partecipammo ad un bando per case popolari, ma non si è mai saputo nulla della graduatoria. Pagavamo 250.000 delle vecchie lire, nel contesto ci bastava dove vivevamo, non abbiamo mai chiesto contributi al comune. Col passare del tempo il desiderio di avere un bambino era sempre più forte. Quando aspettavamo il bambino mia moglie è rimasta a letto per sette mesi senza vedere la luce del sole tranne quando usciva per le varie visite, si perché in quella casa noi vivevamo sempre con la luce artificiale. Mia moglie si ricoverò per un altro mese e nella stanza entrava cosi tanta luce che non voleva lasciare l’ospedale, finalmente nell’aprile del 1999 nacque la piccola Tamara, tutto bene.

Col passare del tempo Tamara si ammalò di Bronchite Spastica, sì perché la casa era umida e dal portone entravano scarafaggi. Tamara essendo nata prematura si ammalava spesso, la pediatra diceva che le serviva una casa più idonea. Mio marito tutte le mattine prendeva la bimba la metteva nel marsupio e si faceva tutto il lungomare, la fortuna e che qui a Bari il clima è buono. Da qui iniziò il nostro secondo calvario contro le istituzioni, il primo articolo sul giornale, la prima intervista servizio in TV, tempestivamente intervenne l’Assessore ai Servizi Sociali Filippo Melcchiorre facendoci avere un contributo. Quello che noi chiedevamo era una casa più decente sia per noi che per nostra figlia, non contributi economici. L’assessore S. Sociali Filippo Melchiorre e l’Assessore Avantaggiati dell’E.R.P. (Ente Residenziale Pubblico) ci fecero la proposta di alloggiarci momentaneamente in una casa di riposo per anziani, in attesa di reperire un alloggio idoneo alle nostre esigenze, noi ci rifiutammo perché non volevamo fra crescere la bimba in una casa di riposo.
Così ci fecero un’altra proposta noi avremmo dovuto cercare una casa idonea e loro si sarebbero fatti carico di darci l’80% del fitto e nel corrente anno ci avrebbero assegnato un alloggio popolare. Io e mio marito iniziammo la ricerca per un alloggio privo di barriere, ma senza nessun risultato, le case che vedevamo erano umide e i proprietari non ce la volevano dare in fitto perché con le carrozzine avremmo potuto rovinare l’appartamento, ma dopo tante porte sbattute in faccia riuscimmo a trovare un appartamento di 4 vani con 5 gradini, io e mio marito comunicammo agli assessori di aver trovato un alloggio, ci dettero l’ok.

Ad Aprile del 2000 andammo ad abitare anche senza un servoscala, non uscivo quasi mai tranne quando veniva qualcuno a darmi una mano a scendere, invece mio marito si sedeva di sedere sui gradini e scendeva la carrozzina per poter portare la bimba nel cortile di casa a prendere un po’ di sole.

Dopo nove mesi, andammo dall’assessore Melchiorre per chiedere di darci un aiuto per il superamento dei cinque gradini, ma ci fu negato anche questo. Conoscemmo una signora disabile che lavorava lì e si occupava di dare aiuto ai disabili per altri problemi, ci dette un’indicazione e ci mise in contatto con un associazione di beneficenza che ci donò il servoscala. Nel 2000 partecipammo ad un altro bando il punteggio che otteniamo è di cinque punti, ma di case non se ne vedevano. Finisce l’anno facciamo richiesta di un contributo, il direttore di ripartizione ci risponde €˜il contributo che ci elargivano era solo per il 2000 e basta‑¬ quindi negli anni futuri non ci avrebbero dato altri contributi e qui iniziano nuovamente i problemi, rifacciamo la trafila tra giornali e TV sempre umiliandoci.




Dopo tanto riuscimmo ad avere il contributo dell’80%, così per altri anni. La proprietaria decise di vendere l’appartamento, faccemmo la proposta al sindaco e agli assessori di acquistare loro l’appartamento in cui vivevamo così avrebbero risolto il problema definitivamente, ma non lo fecero e per noi restava sempre il problema dell’alloggio popolare. La casa venne acquistata da un privato il quale per regolarizzare il contratto ci chiese un aumento, da 516,46 a 900,00 euro, ovviamente ci rifiutammo. Il contributo ci veniva erogato nel mese di marzo, non potendo pagare il fitto i primi mesi dell’anno il proprietario non perdeva tempo a mandarci lo sfratto per morosità , un volta ottenuto il contributo bloccavamo lo sfratto. L’anno successivo si ripresentava lo stesso problema.

Finalmente uscì la graduatoria per le case popolari, io e mio marito speravamo che fosse la volta buona, ma neanche questa volta i punti erano sufficienti per avere un alloggio popolare e quindi eravamo al punto di partenza. Spulciando la graduatoria scoprimmo che c’erano degli assegnatari che avevano 110 anni, a me e mio marito la cosa incuriosisce, iniziammo a fare una ricerca e scoprimmo che in graduatoria c’erano dei morti, facemmo un esposto alla procura contro ignoti, le case furono bloccate.
Andammo dall’assessore dell’E.R.P. allora Giannini il quale ci disse che le case sarebbero andate agli eredi, a quel punto ci chiedemmo, €˜come fanno ad andare agli eredi‑¬ se chi ha presentato la domanda è deceduto? Gli eredi avrebbero dovuto consegnare una nuova documentazione?

Non avendo disponibilità economiche chiedemmo il gratuito patrocinio per affrontare una causa contro queste anomalie riscontrare nella graduatoria. Ma il TAR si espresse a sfavore, noi ad oggi oltre a non essere d’accordo non abbiamo capito perché. L’ultimo gradino da affrontare sarebbe stato la Corte di Strasburgo ma tutto a pagamento perché non era più possibile usufruire del gratuito patrocinio quindi non avendo le possibilità economiche, forza maggiore abbiamo dovuto rinunciare a proseguire nell’intento e nostro malgrado accettare. Facemmo intervenire Striscia la Notizia, ma nessuno ha ascoltato il nostro grido d’aiuto. Le case sono state consegnate e noi pensiamo che non abbiano fatto nessuna verifica se i requisiti dichiarati nella domanda erano esatti. Prima delle elezioni il Sindaco di Bari Michele Emiliano venne a casa facendo delle promesse che ovviamente non ha mantenuto, l’unica cosa che ha fatto e che ci ha ridato il contributo dell’80% per il 2009. Oggi nel 2010 gli assessori sono cambiati tranne il Sindaco. Come ogni anno a settembre 2009, abbiamo ripresentato la domanda per il contributo.

L’Assessore ai Servizi Sociali Abaticchio insieme al Sindaco hanno deciso di non contribuire più all’80% ma bensì a 90,00 euro al mese. Nel 2009 abbiamo partecipato ad un altro bando per casa popolare riservata a persone disabili e sfrattati, la graduatoria è uscita il 09.04.2010, non siamo rimasti affatto stupiti di trovarci in condizione di non avere letto il nostro nome tra le persone aventi diritto, in quanto il nostro nominativo lo abbiamo letto al 94° posto considerando che le case da consegnare saranno soltanto 42. Nella domanda non è stato possibile allegare lo sfratto come documento perché l’ho abbiamo ricevuto dopo la chiusura del bando. Ancora una volta hanno calpestato i nostri diritti, ma soprattutto la nostra dignità .

Abbiamo iniziato nuovamente la trafila di sensibilizzazione dell’opinione pubblica attraverso gli organi di stampa e TV locali. Sino ad ora non c’è stato alcun riscontro da parte dei politici che governano la nostra città . La nostra battaglia dura ormai da troppi anni ventiquattro e con una bimba di dieci anni è ancora più dura. Spero che almeno voi vogliate sentire il nostro grido d’aiuto per aiutare noi e la nostra bambina a vivere una vita più stabile e serena senza il terrore di essere mandati via da un momento all’altro.

In attesa di una vostra risposta vi porgiamo Distinti Saluti. Famiglia Tempesta
Le allego copia della lettera avuta dal Comune di Bari nell’anno 2000 che avrebbero risolto il problema siamo nel 2010 e noi siamo ancora qui ad umiliarci chiedendo aiuto a tutti.
Distinti Saluti

Tempesta ‑¬â€˜ Montrone
tegi62@alice.it

Per infomazioni:

Redazione Disabili.com

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