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campagna sono un donatore. Superman:"forse non salverò il mondo. Una vita si"Diventare donatori di organi è una scelta che permette a ciascuno di noi di compiere un atto di amore verso il prossimo, trasformandoci in supereroi

Scegliere di essere supereroi. Non è un miraggio, un sogno da bambini, ma la possibilità che ha ciascuno di noi di ridare la vita, o almeno la speranza. Perchè donare gli organi è proprio questo. Non è un caso che sia un superman normale il protagonista della campagna  di sensibilizzazione “Sono un donatore”.

E di supereroi normali sono piene le città: una ragazza in mezzo ai fiori che “Forse non salverò l’Amazzonia, ma una vita sì”; una signora al supermercato che “Forse non salverò l’economia, ma una vita sì”.
Il messaggio è chiaro e invita tutti a considerare la possibilità di scegliere di diventare donatore di organi. Ne parliamo oggi, in occasione della prossima Giornata Europea per la donazione degli Organi 2014, che per la prima volta sceglie l’Italia come paese ospitante, e si celebra l’11 ottobre.  A Roma sono previsti momenti istituzionali ma soprattutto di informazione per i cittadini (qui il programma).

Noi cerchiamo di capire cosa significa essere donatori, quali gli step, e perché è così importante donare, ricordando che sul sito del Centro Nazionale Trapianti le statistiche di trapianti, le modalità e tutte le informazioni dettagliate.

PERCHE’ E’ IMPORTANTE DONARE – Diventare donatori significa esprimere il proprio consenso al trapianto di propri organi, cellule o tessuti che possono essere trapiantati in persone che li abbiano danneggiati. Il trapianto in alcuni casi è l’unica soluzione prima del decesso; in altri casi consente di ridurre i danni e migliorare le condizioni della vita del ricevente. Un esempio è il caso di trapianto di ossa, che può in alcuni casi scongiurare un’amputazione. Altro esempio importante è la donazione di cornee, che possono consentire il recupero della vista in caso di cecità o patologie serie. Va inoltre ricordato che alcuni tessuti o organi possono essere donati anche da viventi. E’ il caso del rene, del tessuto osseo, dei vasi sanguigni, della cute, della membrana amniotica. In alcuni casi è possibile solo da vivente (vedi il sangue periferico, il sangue cordonale e il midollo osseo). In altri casi è possibile donare parte di organi da vivente (fegato, polmone, pancreas, intestino).

L’ITER DELLA DONAZIONE – Qual è l’iter di espianto quando una persona muore? Quando arriva la diagnosi di morte cerebrale, una commissione formata da un neurologo, un medico legale e un anestesista valuta se ci sono i requisiti per l’espianto. A seconda infatti, delle modalità di decesso, può essere o non essere fattibile l’espianto  degli organi o di alcuni di essi. La valutazione delle condizioni viene fatta entro sei ore dalla morte.

IL CONSENSO ALLA DONAZIONE - Nel nostro Paese per la manifestazione della volontà di donare vige il principio del consenso o del dissenso esplicito (art. 23 della Legge n. 91 del 1 aprile 1999; Decreto del Ministero della Salute 8 aprile 2000). Nel caso in cui la persona avesse in vita dato espresso la propria opposizione, verrà rispettata la scelta. Nel caso in cui, in vita, avesse espresso il proprio consenso, si procede. In caso mancanza di dichiarazione di volontà (sia positiva che negativa), viene proposto alla famiglia, che ha diritto di decidere. La famiglia  (coniuge non separato, convivente more uxorio, figli maggiorenni e genitori) può opporsi o acconsentire alla donazione. In ogni caso sui familiari non viene fatta alcuna pressione, e la scelta è totalmente libera e rispettata. Per i minori sono sempre i  genitori a decidere, e se anche solo uno dei due è contrario, il prelievo non può essere effettuato.

COME ESPRIMO LA MIA VOLONTA’ DI DONARE – Se si è deciso di diventare donatori di organi, è importante comunicarlo subito. In Italia non vige il principio del silenzio assenso, per cui nel caso in cui non ci si sia espressi in vita, non si viene considerati donatori volontari. La propria volontà di donare può essere espressa da quando si è maggiorenni, in diversi modi: almeno cinque.
- Il primo è quello di comunicare la propria volontà alla ASL o al medico di famiglia tramite compilazione di un modulo apposito. Queste dichiarazioni sono registrate direttamente nel Sistema Informativo Trapianti.
-iscrivendosi all’AIDO (Associazione Italiana Donatori d’Organi)
- dichiarando la propria volontà di donare all’atto di aggiornare la propria carta d’identità, se il proprio Comune ha attivato il servizio. Attualmente sono solo 17 i Comuni italiani che danno questa possibilità
-compilando e portando sempre con sé la DONOCARD, una delle tessere distribuite da associazioni di settore
- stilando una dichiarazione scritta e firmata, conservandola tra i propri documenti personali.
Nei primi tre casi la propria volontà viene immediatamente trasmessa al SIT (Sistema Informativo Trapianti), il database del Centro Nazionale Trapianti che coordina i centri regionali e locali.

QUANTI SONO I DONATORI IN ITALIALa trapiantologia italiana è una delle eccellenze del sistema sanitario nazionale, abbiamo ottimi medici, ottimi centri ma non facciamo abbastanza trapianti, dobbiamo investire nella cultura della donazione" ha dichiarato Franco Citterio, presidente della Sito (Società italiana trapianti d'organo) al recente congresso. Oggi in Italia si fanno "1700 trapianti di rene da persona deceduta a vivente - ha precisato Citterio -, un migliaio di fegato e 800 di cuore".
Secondo i dati del Ministero della Salute, al 29 settembre 2014 9.164 persone sono in lista d'attesa, mentre 1.384.574 cittadini hanno espresso il loro consenso alla donazione di organi. Qui i dati regione per regione.


Qui, l’appello di  Reginald Gree, papà di Nicholas, il bambino di sette anni ucciso durante una vacanza in Italia nel 1994 che ancora vive nelle sette persone che hanno ricevuto i suoi organi.



Per approfondire

I dati del Centro Nazionale Trapianti
 


Francesca Martin