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Le due federazioni rappresentative delle persone con disabilità hanno depositato alla 11a Commissione Lavoro del Senato una memoria con la richiesta di correttivi al ddl 1461

In queste settimane è ripresa in Senato la discussione sul Disegno di legge 1461,  a prima firma Nocerino ma sottoscritto da tutte le forze politiche e presentato alla fine dell’estate scorsa, per giungere a una attesa norma sui caregiver familiari.

La norma, attesissima da milioni di famiglie italiane che si occupano di congiunti con disabilità e non autosufficienti, sta seguendo un iter non privo di acciacchi. Anche su questo testo molti sono i dubbi e le perplessità espresse dalle federazioni e da altre organizzazioni: secondo FISH e FAND se pure la struttura generale del disegno appare congruente, vi sono lacune, aspetti da correggere, elementi da enfatizzare e rafforzare.

FAND e FISH fanno sapere che, a seguito di confronti, hanno formalmente inviato alla Commissione una propria memoria in cui si avanzano puntuali richieste di integrazione. La proposta contiene quindi dei correttivi con articolate proposte alla Commissione chiedendo di rendere esigibili nuovi diritti e servizi, garantire coperture assicurative, previdenziali e di malattia a chi si dedica alla cura dei propri familiari con disabilità, migliorarne realmente la qualità della vita.

Il primo aspetto che le Federazioni chiedono di perfezionare non poteva che essere la definizione stessa di caregiver, in modo da circoscrivere e qualificare la platea orientandosi su chi presta assistenza in modo intenso e continuativo. Il testo delle Federazioni elenca poi nel dettaglio quei servizi e supporti che ci si attende vengano garantiti dalle politiche sociali e sanitarie con l’obiettivo di consolidarli nei Livelli Essenziali dell’Assistenza. Ancora, la proposta rafforza le altrimenti limitatissime coperture previdenziali e introduce misure di tutela assicurativa e per malattie, infortuni e tecnopatie.

Il documento presenta quindi il testo di quel DDL con le proposte di correttivi di FISH e FAND a lato (colonna di destra) per ogni articolo, che vanno lette tenendo conto di alcune considerazioni che le federazioni fanno al riguardo:

1)      DEFINIZIONE DI CAREGIVER
occorre considerare il caregiver “volontario”, quindi svolgente l’attività di cura solo per sua libera scelta e non solo perché convivente, dovendo comunque la persona assistita vedersi sempre garantire tutti gli interventi/prestazioni/servizi che le istituzioni sono tenute ad erogare, non potendo sostituire mai il caregiver tali servizi, specie se professionali;

2)      CONTRATTUALIZZAZIONE DEL CAREGIVER
occorre prevedere che l’attività di caregiver non sia sempre e necessariamente gratuita, visto che potrebbe assumere la funzione, anche con una forma di contrattualizzazione, di assistente personale o di figura di riferimento di un progetto individuale, ivi compreso quello per la vita indipendente, finanziato da specifici interventi o programmi d’intervento statali, regionali o locali attraverso voucher, assegni di cura, budget di progetto o simili fatti salvi gli specifici requisiti previsti per ciascuno di essi, evitando quindi che per quel dato periodo sia abbia la cumulabilità di benefici come caregiver secondo la nuova legislazione e benefici come persona di sostegno per altri interventi finanziati con altre linee oppure addirittura rendendo non accessibile tali sostegni economici proprio a chi viceversa si trova in tale situazione;

3)      NOMINA DEL CAREGIVER
occorre garantire alla persona con disabilità grave una scelta per la nomina del caregiver, ma soprattutto la possibilità che questo sia revocato sia dalla stessa persona assistita, sia ad istanza di altri familiari, nel caso in cui la persona assistita abbia una misura di protezione giuridica e questa sia ricoperta proprio dal caregiver familiare, che certo, in chiaro conflitto di interessi, non potrebbe decidere per se stessa e per la sua revoca;

4)      TUTELA PREVIDENZIALE E PENSIONISTICA
occorre garantire, per i motivi sopra detti, una tutela previdenziale e pensionistica robusta, piuttosto che disperdere, con interventi del momento, ingenti risorse, costruendo quindi sistemi previdenziali che tengano nel tempo e che permettano l’accesso solo a chi ha effettivamente per un lungo periodo di tempo assistito una persona con disabilità grave;

5)      FONDO PER I CAREGIVER
data la principale finalità previdenziale e pensionistica di competenza statale, occorre che le risorse del Fondo per i caregiver sia quasi in tutto gestito dallo Stato, visto che gli interventi che poi le Regioni devono garantire per il supporto ai caregiver necessitano di ben minori risorse, considerando anche che molti di questi rientrerebbero a pieno titolo solo in una migliore e più appropriata articolazione dei servizi territoriali già da erogare

6)      INTEGRAZIONE COI SERVIZI TERRITORIALI
In ogni caso occorrerà scongiurare, come già sopra ricordato, che in presenza di un caregiver i servizi territoriali ritengano solo di svolgere attività di supporto, dovendo viceversa, comunque intervenire in ogni aspetto della persona assistita secondo il suo personale progetto di vita, all’interno della quale, certo, rientra il caregiver con la sua relazione familiare, ma che non può esaurirsi il tutto in questo

FISH e FAND precisano che nelle loro proposte tentano operativamente e concretamente di regolare (anche per evitare eccessivi decreti applicativi) le modalità di accesso sia al centrale riconoscimento dello status di caregiver familiare che alla fruizione dei benefici, garantendo e contemperando sia esigenze di natura civilistica che di regolarità amministrativa, rifuggendo sovraccarichi burocratici.

Aggiungono inoltre di essere lucidamente consapevoli che la sfida attuale è sui tempi di approvazione e sulla adeguata copertura finanziaria che solo una convinta convergenza e una larga condivisione politica potranno risolvere.

Per approfondire:

Il testo completo della memoria FISH e FAND

Abbiamo parlato di questo argomento anche qui:

Cosa dovrebbe avere la Legge sui caregiver familiari: i 5 punti

I caregiver esclusi dal contributo per disabilità gravissima protestano a Roma
 

Redazione