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Guido Maragoni, ingegnere informatico e comico, padre e marito, si racconta sul palco di TEDx: potenza e fragilità, un binomio che lo ha accompagnato dalla sua infanzia di bambino balbuziente, a padre di una bambina Down

Si tratta di una X in più! Come il TEDx!”: la disabilità non hai mai fermato Guido Maragoni, ingegnere informatico e padre di Anna, portatrice proprio di quella X in più della Sindrome di Down. Insieme, Guido e Anna sono l’animatore e la protagonista della pagina facebook “Buone notizie secondo Anna”, che con le sue foto e hashtag irriverenti sulla disabilità è una carica di positività e sorrisi, uno sberleffo all’ignoranza, una intelligente puntina contro la stupidità di chi addita la diversità.  
Una pagina che è un successo, tanto che Guido è stato chiamato il mese scorso a Trento a parlare di sé e di Anna e del loro progetto sul prestigioso palco del TED, le conferenze che, sulla missione americana del ideas worth spreading (idee che val la pena diffondere), portano a parlare in giro per l’Italia persone che hanno qualcosa di interessante e utile da dire.

IL BAMBINO BALBUZIENTE - E’ sul palco di TEDx Trento che  Guido Maragoni racconta la sua storia di uomo e papà, fatta di potenza e fragilità. La formula è quella della “favola della buonanotte come quelle che raccontavo, improvvisando, alle mie due figlie più grandi”. Racconta  di sé: “C'era un bambino bellissimo che però non riusciva a parlare; col tempo diventa ragazzo balbuziente: nessuno riesce a sciogliere questo incantesimo. Un giorno fa un viaggio a Roma, incontra Madre Teresa di Calcutta, e lì per lì non rimane per nulla colpito dalle sue parole che furono: quando un giorno aspetterai un figlio, qualsiasi cosa succeda non avere paura”.  Eppure quelle parole verranno custodite in un angolo di cuore. Il bambino e ragazzo balbuziente diventerà un uomo che, grazie alla comicità, riuscirà a superare il suo problema: finalmente le persone rideranno con lui e non di lui.
Questa mia disabilità è riuscita a farmi guardare la realtà in maniera molto diversa: quando le persone si accorgevano del mio problema si mostravano più gentili, tiravano fuori il meglio di loro. …Il meglio degli altri? E se funzionasse al contrario? E se io adesso tirassi fuori il meglio di me, aiutando gli altri? Ed è proprio vero: Cominciai ad aiutare le persone con disabilità e ciò mi portò a far uscire il meglio da me stesso! Ed è meraviglioso!

LA PAURA DI GENERARE DISABILITA’ – Guido supera la sua difficoltà, cresce, e la sua storia di uomo va avanti; diventa padre di due bambine, finchè nella sua vita si riaffaccia la disabilità. Dice Guido:  “La disabilità a volte fa paura. Generare disabilità è la più grande delle paure”. Succede che Guido e la moglie sono chiamati d'urgenza dall'ospedale - una dottoressa, scura in volto, fa accomodare sua moglie incinta, apre un foglio e legge: trisomia 21. Per me il tempo si è fermato, le uniche parole che riecheggiavano nella mia mente erano quelle di Madre Teresa di Calcutta: Don't be afraid, non avere paura!, ricorderà sul palco Guido. E in quel momento i suoi pensieri vengono bruscamente interrotti: ripiomba alla realtà grazie alla domanda più semplice, salvifica, della moglie: Sì dottoressa, ma è maschio o femmina? Sarà femmina, e il pensiero di  Guido stavolta, ad alta voce, sarà: “Ma no dai! Anche questa volta non siamo riusciti a farne uno maschio!”.
Ironia a parte, Guido non nasconde che è stato un momento molto difficile per la coppia. Nessuno è un supereroe. Ma una volta nata, Anna è stata in grado di rendere tutti un migliori…e se questa non è potenza!

una cartolina di buone notizie secondo annaPOSITIVITA’ CHE PORTA POSITIVITA’ – Ma la realtà che ci circonda è anche quella di una società nella quale molti usano questa parola  - Down - come stupida offesa. Questo è stato uno dei motivi per i quali Guido e la sua famiglia hanno deciso di aprire una pagina facebook che contribuisse a rendere anche gli altri persone migliori stando a contatto con la positività della piccola Anna. Da qui nasce “Buone notizie secondo Anna”, dove raccontiamo le buone notizie e la positività che lei porta ogni giorno, con un obiettivo sicuro e coerente: non prendersi mai troppo sul serio!
Infine, Guido conclude dispensando non solo buone notizie, ma consigli dal cuore: “Fate un po' di fatica e non evitate gli incontri con la disabilità nella vostra vita. In questo percorso ci si può perdere, alcuni cercano di mettersi un po' più  in alto rispetto alle persone con disabilità: è inutile, l'unico modo per guardare negli occhi delle persone è essere al loro fianco, alla stessa altezza … le paurem che riuscite a guardare in faccia possono trasformarsi in coraggio! .



In disabili.com:

La disabilita' tra battaglie, ironia e normalità

Un rewind di tutte le buone notizie del 2015 da disabili.com

Redazione