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assistenza malatiLunedì l’udienza sul ricorso collettivo dei Family Caregiver, e i promotori promettono di portare la questione in Europa

Si appresta a sbarcare oltre i confini nazionali la protesta dei Caregiver  familiari italiani, per trovare una sponda nella azione per il riconoscimento dei loro diritti.

Il Family Caregiver è colui che si prende cura in ambito domestico di un familiare non autosufficiente a causa di una grave disabilità. E’ colui il quale, a costo di non avere una vita propria, non intende istituzionalizzare il proprio caro per consentirgli di fare una vita dignitosa tra i propri affetti e nel proprio ambiente. In Italia questa figura non è riconosciuta né valorizzata con adeguata retribuzione e inquadramento  pensionistico, facendone un esempio di mancati diritti.

Da tempo i Family Caregiver chiedono questo riconoscimento, e quasi due anni fa è partita una azione legale collettiva che giunge ora a un punto decisivo.
Lunedì 22 settembre, alle 9,00, presso il Tribunale del Lavoro di Roma in Via Lepanto 4, si terrà infatti l’udienza sul ricorso a favore dei Caregiver Familiari, dove si sta spontaneamente organizzando un incontro tra i Family Caregiver provenienti da tutta Italia che vogliono assistere all’udienza e a sostegno dell’iniziativa legale.

Il ricorso, ricorda il gruppo che fa capo al Coordinamento Nazionale Famiglie di Disabili Gravi e Gravissimi“mira al riconoscimento dei diritti umani più elementari per i Family Caregiver, attualmente e irragionevolmente negati, tra i paesi civili, solamente in Italia, quali quello al riposo, alla salute, alla vita sociale, in un contesto di moderna schiavitù sommersa, perpetrata quotidianamente proprio accanto a noi e di cui molti sono all’oscuro, indotta dalla costrizione operata da amministrazioni assenti e sotto la costante minaccia che le persone care possano restare senza alcuna assistenza”.

Dicevamo che la denuncia della situazione italiana si sta estendendo anche fuori dai confini nazionali. Così il gruppo: “Cosa farà questa volta la Giustizia per mettere la politica di fronte alle proprie responsabilità? Nell’attesa i Caregiver Familiari italiani stanno denunciando la propria situazione anche all’estero dove nessuno fino a poco fa sapeva nulla della vergognosa assenza dello stato italiano e non si fermeranno fino ad arrivare alla Corte Europea per i Diritti Umani e al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite”.

Si tratta di una questione di civiltà, sottolineano i promotori, che concludono: “A livello internazionale ha già trovato molto consenso e sostegno l’iniziativa legata al nastro arancio-blu a sostegno dei diritti del Family Caregiver e i colori scelti hanno un significato profondo: arancio per i diritti umani e blu navy contro la schiavitù. Ed è l’ennesima figuraccia per l’Italia che si protrarrà fino all’estirpazione di questa palese ingiustizia indegna di un paese che agli occhi del mondo continua a professarsi civile”.



Per Info:

Comitato Promotore Ricorso Family Caregiver
Chiara Bonanno lacurainvisibile@gmail.com
M.Simona Bellini presidenza@famigliedisabili.org

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Redazione