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anziani sportivi che camminano in riva al mareIn Italia ci sono 3,5 milioni di anziani disabili, e le stime per il futuro, se non si interverrà, sono in aumento


La disabilità degli anziani è una condizione in crescita nel nostro Paese, dove si contano 3,5 milioni di persone over 70 con disabilità, e dove altri milioni di ultrasettantenni iniziano ad avere i primi problemi fisici che sono l’anticamera della disabilità (vengono quindi definiti “fragili”). Sappiamo bene come una semplice caduta, una influenza un po’ più forte possano rappresentare per la persona anziana l’inizio di un declino inesorabile.  In termini economici, questa situazione si traduce in una spesa di 25miliardi di Euro per l’Italia, che diventeranno 35 nel 2050 se non si interverrà tempestivamente.

Proprio per arginare questo preoccupante trend, è stato messo in campo il primo studio clinico in Europa che mira a prendere in carico l’anziano fragile per evitare che la sua fragilità si trasformi in disabilità. Non quindi una cura della persona già disabile, ma un programma combinato che aiuti a mantenere salute e autonomia anche nella vecchiaia.
Si tratta del progetto Sprintt, coordinato dall'Italia da Roberto Bernabei, Direttore Dipartimento di Geriatria, Neuroscienze e Ortopedia, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e Susanna Del Signore di Sanofi R&D , che coinvolgerà ottanta ricercatori da 11 nazioni, 1500 pazienti coinvolti e un finanziamento pubblico-privato da 49 milioni di euro.

E’ quindi la prima volta che l’Europa si fa carico – con investimenti finanziari così cospicui – del problema dell’invecchiamento, al fine di prevenirne le conseguenze peggiori. E la cosa è utile anche sotto un profilo economico, se si considera che l'anziano fragile ha un costo annuo molto maggiore per la collettività di uno sano: 8mila Euro contro i 2mila.

Ma che cosa significa anziano fragile? Quali sono i campanelli d’allarme di una disabilità alle porte? Ad esempio l’anziano che fatica a camminare da solo, che inizia a doversi appoggiare. Si tratta di una condizione  - quella della fragilità nella vecchiaia - che riguarda metà degli anziani in Italia, ha sottolineato Walter Ricciardi, epidemiologo e commissario straordinario dell'Iss.  “E le proiezioni sono che diventi il 75%. Se a questo si aggiunge che in Europa le quattro malattie principali, ictus, cancro, malattie cardiovascolari e demenze costano 1000 miliardi di euro l'anno si vede come il sistema rischia di non essere più sostenibile se non si interviene”, conclude.

Come intervenire, quindi? Il progetto prevede  dei test  su 1500 anziani (di cui 170 italiani), che verranno realizzati presso 11 centri europei, così da avere soggetti rappresentativi di paesi del nord e del sud, per meglio valutare l’efficacia degli interventi. Lo studio durerà due anni, e si concentrerà su tre specifiche azioni. Alla metà del campione  verranno fatti fare specifici esercizi fisici ogni giorno; verrà controllata la loro dieta per assicurarsi che mangino almeno 1,2 grammi di proteine per chilo al giorno, e verranno monitorati con speciali orologi in grado di accertare eventuali cadute e verificare se i soggetti fanno sufficiente esercizio. L'altra metà farà invece da gruppo di controllo e non sarà seguita in questo modo, ma verranno fornite ai partecipanti solo informazioni sul corretto stile di vita.


Lotta alla disabilità dell’anziano: una sfida necessaria per una società che invecchia


Per info:

www.mysprintt.eu



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Redazione