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Un gruppo di mamme e altri familiari caregiver della capitale, esclusi dal contributo comunale per i punti in graduatoria, denunciano la situazione

I caregiver di persone con gravissime disabilità di Roma non ci stanno: nonostante gli aventi diritto al contributo economico che il comune eroga per i caregiver  siano oltre 2.900, non ci sono risorse per tutti, pertanto oltre 800 di loro resteranno tagliati fuori.

E’ questa la doccia fredda ricevuta dai caregiver della capitale, con la Determinazione dirigenziale del 3 febbraio 2020 che stabilisce che l'erogazione dell’assegno di cura/contributo di cura per il caregiver familiare spetterà solo a coloro che abbiano ottenuto un punteggio superiore a 50 punti nella graduatoria.

LA REAZIONE DELLE CONSULTE MUNICIPALI
Le Consulte Municipali di Roma Capitale, riunitesi il 14 febbraio scorso hanno dichiarato a riguardo: "Riteniamo inaccettabile che si differenzi tra gravissimi in base ad una valutazione (i 50 punti) che non è sanitaria. L’attestazione di persona in condizione di disabilità gravissima è certificata dalla ASL e non prevede una scala di valori.  Non è accettabile una classifica di gravità rispetto al tipo di disabilità; e come se l’INPS decidesse a fronte di una disabilità del 100% di trattare diversamente una persona autistica piuttosto che un malato di SLA”. 

LA PETIZIONE E IL GRUPPO SU FACEBOOK
Il Comitato Disabilità Municipio X ha quindi lanciato una petizione online con raccolta firme, appoggiata anche da un neonato gruppo su Facebook "X cerchio CAREGIVERS: gli ESCLUSI" aperto da mamme caregiver escluse dal contributo.
Ci scrivono Stella e Pamela, ideatrici del gruppo Facebook, mamme di due bambini con gravissima disabilità non autosufficienti, spiegando che il nome del gruppo, “X cerchio CAREGIVERS: gli ESCLUSI”,  fa riferimento "ad un nuovo ed ultimo cerchio dell'inferno  dantesco nel quale vengono gettate queste famiglie da un sistema insensato ed insensibile che subordina la loro vita alle risorse economiche disponibili", nasce per rintracciare e sostenere, appunto, le persone rimaste fuori dal contributo.
"Questo provvedimento è il risultato delle risorse economiche stanziate dalla Regione Lazio, insufficienti per coprire tutti i destinatari in graduatoria. A nostro avviso, anche l'Ente preposto si è dimostrato insolvente perché era prevedibile un incremento delle domande rispetto all'anno precedente di almeno il 10% dei destinatari e tutto questo ha lasciato tante famiglie, che spesso hanno dovuto abbandonare il proprio lavoro, senza il contributo che permetteva loro di pagare terapie, assistenza e condurre una vita quanto meno dignitosa" – aggiungono.


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Redazione