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Primo piano del presidente NapolitanoCosì Napolitano in una lettera all’Associazione Luca Coscioni: ''Richiamerò l'attenzione del Parlamento su l'esigenza di non ignorare il problema delle scelte di fine vita''


Quella del fine vita è una questione delicatissima che da tempo attende di essere affrontata e regolamentata da parte del Parlamento. Ed è proprio l’intervento delle Camere ad essere sollecitato dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano, come scritto in una lettera inviata qualche giorno fa all'Associazione Luca Coscioni, a Carlo Troilo, e al Comitato promotore Eutanasia Legale.


L’esorto di Napolitano, che scrive: ''Richiamerò l'attenzione del Parlamento su l'esigenza di non ignorare il problema delle scelte di fine vita'', si unisce a quelli del gruppo che, dopo sei mesi di ''silenzio sulla proposta depositata in Cassazione'', spinge il Parlamento ad esaminare il progetto di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione della eutanasia, che ha raccolto 67mila firme autenticate e chiede “l'avvio di una indagine conoscitiva su come si muore in Italia''.


''Ritengo anch'io - scrive il Presidente della Repubblica - che il Parlamento non dovrebbe ignorare il problema delle scelte di fine vita e eludere 'un sereno e approfondito confronto di idee' sulle condizioni estreme di migliaia di malati terminali in Italia''. Una indicazione di rotta ma anche un testo che testimonia la partecipazione emotiva al Colle su un tema che interessa e riguarda migliaia di persone nel nostro Paese. Continua la lettera: “Nell'anniversario della triste data del suicidio di suo fratello Michele (fratello di Carlo Troilo, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni, ndr) sento profondamente la drammaticità del travaglio per le disperate vicende dei propri cari''.


Così ricorda il gruppo sul sito dell’associazione Luca Coscioni: “Negli ultimi anni milioni di cittadini italiani hanno sottoscritto proposte di legge di iniziativa popolare –c ome quella per la liceità dell’eutanasia e per il testamento biologico depositata dall’Associazione Luca Coscioni alla Camera dei Deputati lo scorso settembre - ma hanno dovuto constatare come il Parlamento finora non abbia preso in alcuna considerazione le loro proposte.


La lettera è stata inviata dal Capo dello Stato in occasione della conferenza stampa organizzata dall’Associazione nei giorni scorsi, alla quale hanno preso parte anche Chiara Rapaccini, compagna di Mario Monicelli fino alla sua morte, Francesco Lizzani, figlio di Carlo Lizzani, Mina Welby, moglie di Piergiorgio Welby, Mario Riccio, medico anestesista, Carlo Troilo, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni, e Marco Cappato, promotore della campagna EutanaSia Legale, con anche i contributi video di Lucia Castellina, per anni compagna di Lucio Magri. Sempre in video, l'oncologo Umberto Veronesi esorta a ''sviluppare una medicina della responsabilità dell'individuo. Nel nuovo quadro dei diritti del malato, va perseguito il diritto dell'autodeterminazione: abbiamo l'ovvio diritto di programmare la vita e anche il termine della vita''. “Vivere è un diritto ma non è un dovere”, afferma Veronesi.

 

Qui il video messaggio di Umberto Veronesi

 

 

PER INFO:
www.associazionelucacoscioni.it
www.eutanasialegale.it

 


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Redazione