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assistenza ospedale A quattro anni di distanza dalla vicenda di Eluana Englaro, si celebra oggi, giorno della sua scomparsa, la terza Giornata nazionale degli stati vegetativi

Si celebra oggi la terza Giornata nazionale degli stati vegetativi. Istituita nel 2010 per volontà del Governo, si celebra nell’anniversario della morte di Eluana Englaro, la giovane che, in stato vegetativo per 17 anni, è diventata l’emblema di questo delicato tema nel nostro Paese.

In stato vegetativo dopo un incidente stradale avvenuto nel 1992, la vicenda - che ha diviso l’Italia ‑¬â€˜ si è conclusa il 9 febbraio 2009 con la morte della ragazza, dopo l’interruzione dei trattamenti di idratazione e nutrizione artificiale che il padre, Beppino Englaro, definiva  €˜accanimento terapeutico‑¬.

La questione è quanto mai delicata, e investe la dimensione più profonda delle convinzioni di ciascuno, quanto ai concetti di vita e morte, di etica, di disabilità . Come allora scosse il nostro Paese, ancora oggi la questione infiamma gli animi. La stessa regolamentazione anche legislativa sul fine vita e il testamento biologico  è, da parte politica, un tasto nei confronti del quale ci si tiene a distanza di sicurezza. 

Di fatto, la scelta di questa significativa data per riportare l’attenzione sull’assistenza delle persone in stato vegetativo, è sembrata fin da subito una cattiva scelta. Questa Giornata è stata infatti istituita con l’obiettivo di riportare l’attenzione sui bisogni assistenziali delle persone in stato vegetativo o di minima coscienza, aprendo, almeno per un giorno, uno squarcio, sì scomodo, ma necessario, anche sui bisogni conseguenti delle famiglie di queste persone.

Quanto all’assistenza, la cosa su cui preme insistere, è il carattere di cosa una cosa dovuta, e non di concessione per queste persone la cui condizione impedisce di provvedere a se stessi in tutto e per tutto. E’innegabile come sia la famiglia, ancora una volta, il cuscinetto che ammortizza le mancanze assistenziali, con ricadute rilevanti - anche economiche - sui parenti. Le Linee guida sugli stati vegetativi ratificate a maggio 2011 erano nate proprio con l’obiettivo di eliminare ogni sorta di disomogeneità nei criteri diagnostici, nelle procedure diagnostico-terapeutiche e nei requisiti strutturali per ogni fase di assistenza, per rendere più trasparenti, chiare e certe le azioni compiute per i pazienti in stato vegetativo e in stato di minima coscienza. Ma ancora molto c’è da fare.

E il punto sulla situazione si farà proprio oggi a Roma, presso l’Auditorium di Lungotevere Ripa 1, al convegno €˜Stati vegetativi e di minima coscienza in Italia: verso una nuova governance‑¬, promosso dal Ministero della salute, insieme al Tavolo di lavoro per l’assistenza alle persone in stato vegetativo e stato di minima coscienza.


PER APPROFONDIRE:
Le linee guida sugli stati vegetativi


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"FACCIAMO SILENZIO E RISPETTIAMO ELUANA"


È ARRIVATO IL PIANO PER LE LINEE GUIDA SUGLI STATI VEGETATIVI


Redazione