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Fragilità, disagio, ma anche solidarietà sotto lo stesso tetto: un condominio solidale a Milano è un esempio di inclusione

Si chiama la palazzina solidale "Oikos" e si trova nel quartiere milanese Greco. Niente progetti, sogni o speranze future: questa casa che accoglie rifugiati, persone maltrattate, perseguitate e persone con disabilità esiste davvero, e ci dimostra che si può fare.

UNA CASA CHE ABBRACCIA – Questo condominio è il frutto di un lavoro di cinque anni, portato avanti da Consorzio Oikos, nato dalle tre cooperative Spazio Aperto Servizi, Cascina Biblioteca e Farsi Prossimo, che si sono occupate anche - col sostegno di Comunità di Sant’Egidio e la Fondazione Idea Vita - della ristrutturazione della palazzina.
Qui gli ospiti hanno la possibilità di co-abitare con altre persone in maniera temporanea in questa struttura gestita dalla cooperativa, intrprendendo percorsi di accompagnamento all'autonomia abitativa. Questa significa dare uno spazio in cui persone fragili o in difficoltà possano essere cittadini attivi in grado di contribuire concretamente alla vita della comunità e al proprio inserimento nella società.

PIANI DI INCLUSIONE -  Come detto, lo stabile accoglie un mix eterogeneo di inquilini: persone rifugiate, donne maltrattate e perseguitate, persone fuggite dalla guerra o in grave difficoltà economica, persone con disabilità lievi.
La palazzina oggi è organizzata in questo modo: al piano terra, zona cucina – la palazzina ospita M'ama Food, il catering solidale gestito da donne rifugiate, donne straniere perseguitate che chiedono rifugio in un luogo sicuro, maltrattate o fuggite dai loro paesi in guerra. Al primo piano si trovano un bilocale che ospita adulti in difficoltà economiche ed un trilocale dove alloggia una famiglia ROM. Al secondo piano un bilocale per adulti in difficoltà e infine una grande comunità destinata a persone con disabilità lieve nella mansarda

MIX ABITATIVO - “È un progetto di grande valore per il territorio - dichiara Francesco Abbà, Presidente del Consorzio Oikos - Speriamo che il mix abitativo che proponiamo, tra situazioni di fragilità e normalità, e il dialogo nato con la comunità di riferimento possano contribuire a costruire un welfare realmente comunitario, che investe sulla relazione, sull'attivazione del tessuto sociale e la valorizzazione delle risorse che gli stessi portatori di bisogno sono in grado di mettere in campo”.

La struttura è aperta a tutti coloro che hanno bisogno di aiuto : quello che importa è la volontà di co-abitare e di volersi sentire parte attiva della società.

Per informazioni:
www.consorzio-oikos.org

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Redazione