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InfermiereI risultati dell'indagine dell'Osservatorio sulle Cure a Casa ISTUD 2011


Essere curati, assistiti e riabilitati a casa propria è meglio. Lo rivela un'indagine effettuata dall'Osservatorio sulle Cure a Casa ISTUD 2011 al quale hanno preso parte distretti sanitari, comuni, sevizi privati e del terzo settore di 15 regioni italiane e 210 cittadini.

ESSERE CURATI A CASA - I cittadini italiani vogliono essere curati presso la propria abitazione da un assistente familiare professionale nell'86% dei casi. Solo il 12% ricorrerebbe al ricovero in una struttura sanitaria in caso di impossibilità di attivazione del servizio domiciliare. E il 70% dei rispondenti sarebbe disposto a versare un contributo al servizio pubblico, commisurato al proprio reddito, per avere le cure  a casa.

Le cure domiciliari sono fortemente connesse all'efficienza dell'organizzazione dei distretti territoriali, che devono coordinare la presa in carico. Pare che i distretti territoriali coinvolti nell'indagine siano in grado di farsi carico dell'organizzazione delle cure a casa e dell'assistenza domiciliare integrata..

BADANTI - L'indagine si è occupata anche della sostenibilità economica, gestionale e organizzativa delle cure domiciliari in modo trasversale ai principali interlocutori coinvolti, con focus sull'utilizzo e la diffusione di strumenti quali il badantato e la medicina telematica.  In questa sede emergono parecchie criticità .
La quasi totalità dei distretti coinvolti dichiara di non adottare una contabilità analitica per l'utilizzo dei costi standard del paziente, nonostante la scarsità dei fondi.
Dall'indagine emergono anche le difficoltà di gestione dell'équipe di cura per le figure professionali e assistenziali dipendenti dal comune che dipendono dal Comune o da altri enti preposti ai servizi sociali (assistente sociale, psicologo, operatore socio-assistenziale). Altro elemento a conferma di ciò è la mancanza di convenzioni operative tra i distretti e i Comuni per reperire assistenti familiari ( o badanti).

MEDICINA TELEMATICA - L'utilizzo della medicina telematica è ancora un problema, primariamente a causa della mancanza di un agire condiviso su questo tema.  Solo il 30% dei rispondenti dichiara di aver adottato alcune soluzioni di medicina telematica, anche se le intenzioni di utilizzarla ci sono quasi ovunque. L'idea è che l'utilizzo della telemedicina possa garantire continuità assistenziale e capillarità degli interventi.

L'indagine si è svolta in collaborazione con CARD (Confederazione Associazioni Regionali di Distretto), e sui cittadini, in collaborazione con Cittadinanzattiva. Il Comitato d'Indirizzo dell'Osservatorio ha coinvolto Ministero della Salute, Ministero della Funzione Pubblica e dell'Innovazione, AGENAS (Agenzia Nazionale dei Servizi Sanitari Nazionali), Agenzia per il terzo Settore, AIL (Associazione Italiana contro le Leucemie, Linfomi e Mieloma),  CARD (Confederazione Associazioni Regionali di Distretto), Cittadinanzattiva, Federsanità -Anci, SIT (Società Italiana di Telemedicina), CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche).

Per info:
Fondazione ISTUD

In Disabili.com:

ASSISTENZA E CURE DOMICILIARI

Ilaria Vacca