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bambini del mondo si tengono per manoIl rapporto dell'UNICEF sulla condizione dell'infanzia riporta di 83milioni di piccoli sotto i 14 anni con disabilità moderata o grave

La disabilità che interessa i bambini amplifica quel senso di ingiustizia che si prova di fronte a un destino che ha deciso di disseminare di ostacoli il percorso di una vita. Ma disabilità è anche e soprattutto analisi dell'handicap che ne deriva, ovvero delle barriere sociali e ambientali che contribuiscono al benessere globale di una persona.

Fa quindi davvero rabbrividire quel 93 milioni che l'UNICEF  ha stimato come cifra di bambini che nel mondo siano interessati da disabilità moderata o grave. A conti fatti, uno su venti nella fascia che va fino ai 14 anni. Un'Italia e mezza.

Presenza silenziosa e senza strumenti per far valere i propri diritti, è ai i piccoli disabili del mondo che L'UNICEF ha dedicato il suo rapporto annuale ''La condizione dell'infanzia nel mondo 2013'', presentata a Roma nei giorni scorsi. E a leggere questi dati, è ancora più evidente quanto nascere in una parte del mondo rispetto ad un'altra faccia la differenza. Secondo il Rapporto, sono circa 165 milioni i bambini sotto i 5 anni di età con ritardi nella crescita, o cronicamente malnutriti, ovvero circa il 28% dei bambini sotto i cinque anni nei Paesi a basso e medio reddito. Ma non solo: tra i 250 e i 500mila bambini sono a rischio disabilità , con la probabilità di diventare ciechi per mancanza di vitamina A.

Povertà e malnutrizione sono inoltre leve che da un lato minano la condizione fisica dei piccoli, aggravandone molto spesso la disabilità (si pensi ad esempio alla difficoltà di nutrirsi di un bambino con problemi di deglutizione), e dall'altro quella sociale. Povertà significa il più delle volte impossibilità di frequentare la scuola, di accedere a centri sanitari, di crescere nella società da pari. Se poi si nasce femmina, la situazione è ancora peggiore. Le bambine con disabilità hanno minori possibilità dei maschi di ricevere cibo o cure, si legge nel rapporto. Una frase che sferza, che ci riporta tutto il dramma di una condizione che in alcune parti del mondo sembra davvero una colpa.

Emarginati quindi perché disabili, perché "non perfetti". Peggio ancora se disabili e femmine. 
"La discriminazione a causa della disabilità è una forma di violenza'' si legge nel rapporto. E' violenza privarli dei propri sogni, come è violenza non farli crescere come parte di una società che non li veda solo come destinatari di beneficenza, ma soggetti verso i quali predisporre azioni di inserimento attivo. 
Dicevamo, il paese fa la differenza. La cultura di un paese può far sì che una famiglia in cui ci sia un bambino disabile se ne vergogni, e lo tenga quindi nascosto in casa, quando addirittura non registrato all'anagrafe. In questo caso il piccolo è uno degli "invisibili" ai quali, anche esistendo, non potrebbero essere destinati servizi di tipo educativo o sanitario. Ma si verifica in alcuni casi anche una forma opposta di emarginazione, con una famiglia che, eccedendo nei comportamenti protettivi, tenga di fatto il piccolo separato dal resto della società .

Bambini senza diritti significa anche bambini più vulnerabili in tutti i sensi. Secondo il rapporto, si può ritenere che i bambini con disabilità corrano rischi tre o quattro volte superiori di subire violenze rispetto ai coetanei non disabili. Perché questo? Perché spesso sono inseriti in istituti, con maggior rischio di abusi fisici e sessuali, ma anche per l'incapacità di denunciare i colpevoli, ad esempio, in caso di deficit nella capacità comunicative.

Ma gli Stati, i Governi, le società , cosa fanno per questi bambini? Poco. Dai risultati del rapporto emerge il quadro desolante di un terzo dei Paesi del mondo senza la ratifica della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità , figurarsi quindi quelli dei bambini, di diritti. Un bambino non sa, non può chiedere, non può arrabbiarsi. Può solo crescere, se gli si dà la possibilità .





PER APPROFONDIRE:


Il Rapporto Unicef Bambini  e disabilità


IN DISABILI.COM:

L'ALBERO DELLA VITA RACCONTA LA VOGLIA DI VIVERE DEI PICCOLI CON SMA


Redazione