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“Si impara a vivere l'oggi, perché il domani potrebbe non esserci, si impara a essere operativi pur non riuscendo più a dormire una notte intera, si impara a comprendere parole non espresse, si impara che l'amore è ricchezza”

Le riflessioni di Marina Cometto, mamma una ragazza con grave disabilità, che nella sua pagina di facebook racconta cosa comporta nella vita di un genitore il sopraggiungere di una disabilità nel figlio e, quindi, nella famiglia.

Quando si diventa genitori di un figlio con handicap, sia dalla nascita per cause genetiche, metaboliche, per trauma da parto, oppure per incidenti o fatti avvenuti nell’infanzia , il mondo sembra esserti caduto addosso con tutto il suo peso di sofferenza, inadeguatezza, sconcerto e sgomento, nessuno pensa mai che un tale evento possa capitare, sembra sempre che per motivazioni varie queste cose debbano sempre solo capitare ad altri.

Poi per fortuna la maggior parte delle persone reagisce, non in maniera indolore certo, ma si riesce a voltare pagina nel libro della vita e si inizia a riscrivere in maniera diversa, perché noi siamo diversi, tutto quello che era la nostra vita prima di quell’evento non esiste più. Si impara a vivere l'oggi, perché il domani potrebbe non esserci, si impara a essere operativi pur non riuscendo più a dormire una notte intera, si impara a comprendere parole non espresse, si impara che l'amore è ricchezza, che un sorriso allieta chi lo riceve molto più di chi lo dona, che la vita ci cambia esteriormente e interiormente, ma siamo noi a fare la differenza tra viverla o subirla.


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Redazione