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assistenza: di spalle una donna spinge una carrozzina con anziana La Legacoop Veneto lancia l'allarme: se il previsto aumento dell'iva dal 4 al 10% entrerà in vigore, rischiano di ridursi del 6%  i servizi  di cura e assistenza ad anziani, disabili e fasce deboli

Torna a spaventare l'atteso aumento dell'iva dal 4 al 10% per le cooperative sociali - così come previsto dall'art. 1 comma 489 della Legge di stabilità 2013 - che dovrebbe entrare in vigore il 1° gennaio 2014. Questo significa un aumento del costo dei servizi di cura ed assistenza, con ricadute quindi non solo sul comparto ma sull'utenza stessa., che vedrà ridursi l'offerta e la qualità delle prestazioni di cui attualmente godono.

In Veneto, lancia l'allarme la Legacoop  che, appellandosi ai parlamentari regionali, in una lettera,   parla del rischio di una riduzione del 6% dei servizi socio-sanitari per i cittadini. Futuro a rischio, quindi, per il sociale nella regione? Il presidente della Legacoop Veneto, Adriano Rizzi, sembra convinto di sì, se a gennaio entrerà in vigore, come previsto, l'innalzamento dell'imposta.
Operazione che, senza mezzi termini, viene definita dalla Legacoop Veneto "un ennesimo intervento non strategico, non risolutivo e soprattutto - ancora una volta - calato dall'alto, che come altri finirà col pesare gravemente innanzitutto sulle spalle dei cittadini".

Si tratterebbe di una "tegola" sulla testa delle 800 cooperative del settore sociosanitario ed educativo del territorio e dei loro consorzi, i quali occupano in totale trentamila lavoratori. E si tratta proprio di coloro i quali garantiscono i livelli essenziali di assistenza territoriale, offrendo la maggior parte dei servizi di welfare esistenti: asili per l'infanzia, assistenza domiciliare per i non autosufficienti, servizi residenziali e diurni per gli anziani e per le persone con disabilità .

Così Rizzi: "Nell'appello (ai parlamentari veneti, ndr) evidenziamo come sei punti percentuali in più nella tassa avrebbero l'effetto grave di far salire il costo dei servizi sia per i Comuni sia per i privati, e dunque di abbassare il livello quantitativo e qualitativo delle prestazioni, con effetti drammatici per tantissime famiglie della nostra regione. Ancora una volta a pagare gli esiti della crisi sarebbero così i cittadini, in particolare quelli delle fasce più deboli, il che è inammissibile".

Per riuscire a versare il 10% di Iva, i Comuni veneti si vedrebbero costretti a ridurre del 6% le prestazioni territoriali attualmente garantite. E tutto questo, si sottolinea nella lettera, senza alcun recupero di gettito per gli enti locali: le risorse verrebbero infatti spostate dal livello territoriale a quello statale.

"Serve scongiurare questo triste scenario: per questo chiediamo tutta l'attenzione dei parlamentari veneti. Ma il vero paradosso - continua Rizzi - è che neppure a livello nazionale il recupero di risorse potrebbe considerarsi significativo. Nelle casse dello Stato entrerebbe, infatti, qualcosa come 80 milioni di euro annui. Poco rispetto a quanto ci si aspettava inizialmente. Dall'altra parte, gli oltre 40mila lavoratori lasciati a casa non verserebbero più i contributi, e assisteremmo a un sicuro incremento dell'economia sommersa, con le famiglie costrette a ricorrere a "assistenti in nero". Qualcuno insomma ha fatto male i conti. Fermiamoci adesso, finché siamo in tempo".

Per info:
Legacoop Veneto


per approfondire:

Il testo integrale della lettera  ai parlamentari veneti


IN DISABILI.COM:

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Redazione