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La Regione Veneto sta già trasferendo ai Comuni la prima tranche dei contributi regionali per le quasi 3600 famiglie, che assistono in casa persone non autosufficienti con la collaborazione di assistenti familiari (le cosiddette 'badanti'), le cui domande di contributo avanzate nel periodo 1 dicembre 2002-31 marzo 2003 sono state accolte.
Da settembre, le Amministrazioni locali saranno in grado di liquidare le somme spettanti alle famiglie aventi diritto.
Si tratta di una somma di 2 milioni 301 mila euro che, secondo quanto riferito nel corso di una Conferenza stampa, al caffè Pedrocchi di Padova, dall'Assessore regionale alle politiche sociali, che ha presentato il provvedimento - è così distribuita dal punto di vista territoriale:

  • circa 563 mila euro (comprensivo di una tantum per le spese di regolarizzazione e di contributo mensile) alla Provincia di Venezia per 886 domande di contributo ritenute idonee;
  • 494 mila euro per la provincia di Padova per 782 domande idonee;
  • oltre 365 mila euro per la provincia di Treviso per 544 domande idonee;
  • oltre 361 mila euro per la provincia di Vicenza per 556 domande idonee;
  • circa 253 mila euro per la provincia di Verona per 407 domande idonee;
  • circa 137 mila euro per la provincia di Belluno per 216 domande idonee;
  • oltre 127 mila euro per la provincia di Rovigo per 208 domande idonee.

Antonio De Poli ha ricordato che il provvedimento regionale risale all'ottobre dell'anno scorso, quando il Governo veneto adottò una delibera - prima in Italia - che decise di sostenere economicamente quelle famiglie che assumono assistenti familiari (le 'badanti') per assistere a casa persone non autosufficienti.
"Quell'intervento - ha spiegato De Poli - si collocava nel quadro complessivo del sostegno alla domiciliarità realizzata anche dall'Adi (assistenza domiciliare integrata), dall'assistenza domiciliare semplice, dal telecontrollo e telesoccorso e dai centri diurni sociosanitari".
Il 56% della domande di contributi sono state raccolte dai Comuni e il 44% dai Caaf.
La stragrande maggioranza delle famiglie che hanno fatto domande di contributo è composta da una sola persona (2960 richieste), e un'altra parte consistente è composta da due componenti (830).
Nell'assoluta maggioranza dei casi l'assistenza è rivolta a una sola persona non autosufficiente per famiglia.
Dal numero totale delle domande di contributo arrivate agli enti competenti entro il 31 marzo (data di scadenza per la presentazione di domande risalenti alla prima tranche di contributo) si è rilevato che, su 3975 domande arrivate, 3740 chiedevano di impiegare una badante per famiglia e solo 174 chiedevano di impiegarne più d'una.
Dai contratti presentati risulta che l'impegno di lavoro settimanale medio per famiglia richiesto alle assistenti familiari è di 39,82 ore.
Per essere ammessa ai contributi regionali - si tratta di 5,5 milioni di euro previsti sia nel 2002 che nel 2003 - la famiglia deve avere la seguente condizione economica: i redditi più il patrimonio non devono superare i 26.855 euro nel caso di nucleo familiare fino a tre componenti (compresa la persona assistita); invece non si deve superare i 41.316 euro nel caso di più di tre componenti.
I contributi alle famiglie saranno liquidati dal Comune di appartenenza e saranno di una tantum di 200 euro (per sostenere gli oneri economici derivanti dalla regolarizzazione del lavoro prima della stipula del contratto) e di un contributo mensile (che potrà partire dal 1° dicembre 2002, quindi con valore retroattivo) per i contratti di lavoro stipulati.
Tale somma potrà essere di 150 euro al mese per i contratti che prevedono l'impiego massimo consentito dell'assistente familiare o di 100 euro al mese per l'impiego minimo.