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I newsgroup sono un interessante contenitorie multicolore:umori, novita', ma soprattutto molte testimonianze di vita. Quella che vi proponiamo di seguito, "rubata" dall'ng it.sociale.handicap e' la storia di una coppia speciale, che non a caso ha dato vita a una famiglia speciale. E' una di quelle vicende che a sentirne parlare ti vien da chiederti "ma io sarei in grado di mettere la mia vita a totale disposizione degli altri, di chi da solo non ce la fa?". A raccontare come hanno fatto loro e' uno dei protagonisti: Andrea.

"Be', innanzitutto possiamo descrivere un po' la nostra famigliona. Io e mia moglie siamo il babbo e la mamma di tre bambine generate da noi. La prima ha 11 anni, la seconda 8 e la terza 2 e mezzo. Poi ci sono una coppia di fratellini di sette anni in affidamento, un'altra coppia di fratellini piu' piccoli, peraltro arrivati da poco, di 16 mesi e 15 giorni. Non manca una sorella piu' grande, una ragazza albanese di 22 anni che vive con noi da ormai sei mesi, cosi' come una nonna, una signora che ha scelto di condividere la nostra esperienza, segno, questo, che quando arriva la chiamata essa puo' arrivare a qualunque eta'.

Dato che facciamo parte della Associazione Comunita' Papa Giovanni XXIII possiamo usufruire degli obbiettori di coscienza. Infatti abbiamo presso di noi un ragazzo calabrese, veramente in gamba peraltro, che, vivendo con noi, ormai impersona la figura del fratello per i piu' piccoli, e anche, aggiungo, per la ragazza albanese. La nostra Comunita' ha un sito (www.apg23.org) sul quale e' possibile conoscere chi siamo in generale. La cosa bella e' che ciascun membro della Comunita' e' arrivato alla scelta definitiva in modo individuale e diverso dagli altri. Ci sono membri ex-tossici, sieropositivi, ex-anticlericali, anticlericali tuttora, preti, consacrati e consacrate, tutti accomunati dalla vocazione alla condivisione diretta con gli ultimi. Esattamente quegli ultimi di cui parlano le Sacre Scritture. Noi, in particolare, veniamo da un passato di media borghesia, non atea ma piuttosto anticlericale. Pensavamo, come tantissimi altri, di essere autosufficienti, di poter fare da soli senza l'aiuto di un presunto Creatore che, sicuramente, era inferiore alla nostra capacita' intellettiva, logica e razionale. Questo finch‚ abbiamo conosciuto alcune persone cosiddette "handicappate" ed alcuni bambini che ci hanno aiutato a capire dove stava la realta'.

Ci siamo guardati dentro, sia personalmente che come famiglia, e abbiamo visto qualcosa che prima ci era nascosto. E cosi' abbiamo fatto il salto. Abbiamo lasciato tutte le nostre "sicurezze", un lavoro "sicuro", la pensione, la ricerca e l'accumulo di beni materiali, per darci interamente ai nostri Poveri. Avevamo delle ricchezze materiali che ci impedivano di vedere le ricchezze interiori e assolute che possedevamo. Eppure siamo normali, non siamo dei supereroi oppure dei santi. Adesso viviamo di un contributo che la Comunita' ci passa per vivere in poverta', di offerte. Ci vestiamo con i vestiti usati, anche se li scegliamo tra i migliori (non siamo sciatti, siamo soltanto poveri). Insomma viviamo di Provvidenza. A qualcuno si saranno rizzati i capelli in testa. Lo sappiamo bene, noi. Basta pensare a come eravamo soltanto due anni fa e a come ci si sarebbero rizzati i capelli in testa a noi.

Lo stesso PC, compreso il collegamento ad internet, con il quale sto postando questo messaggio, e' frutto di una donazione. Abbiamo un pulmino, col quale ci spostiamo e portiamo i bambini a spasso, sempre frutto di donazione.Abbiamo constatato che piu' doniamo noi stessi (ai bambini ed agli adulti che accogliamo, agli amici, ai fratelli) piu' riceviamo in dono, anzi non e' veramente cosi', riceviamo di piu'. Ma sono maggiori le cose non materiali che riceviamo in conseguenza della nostra donazione gratuita. All'interno della Comunita' mi occupo del Servizio Affidamento Minori per la Zona Toscana. Cio' significa che devo tessere i rapporti tra la Comunita', gli Enti pubblici e le famiglie affidatarie che si appoggiano a noi. A me giungono varie segnalazioni di minori in difficolta' e il mio compito e' generalmente quello di reperire, formare e successivamente seguire le famiglie affidatarie, qualora l'affido sia destinato ad una famiglia esterna alla Comunita', oppure reperire la Casa Famiglia piu' idonea alla specifica accoglienza.

Termino qui, sono stato fin troppo prolisso e, tra l'altro, chiedo scusa per eventuali errori di ortografia o sintassi perch‚ non ho avuto il tempo di rileggere cio' che ho scritto: ho i bambini da portare al mare e stanno gia' per scaraventarmi giu' da questa sedia.Ciao a tutti.Andrea (e Rosaria, ovviamente)

Valentina Polati - valentina@disabili.com