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Decisione coraggiosa della Corte Suprema degli Stati Uniti, che ha deciso di sospendere l'esecuzione di tutte le condanne a morte contro i disabili mentali.

Uno dei giudici ha spiegato che tra i motivi alla base di questa decisione c'è il fatto che ormai la società considera gli imputati disabili mentali una categoria meno colpevole rispetto agli altri delinquenti. Seppur limitata, si tratta di una importante apertura verso chi chiede a gran voce l'abolizione della pena capitale, e la delicatezza di questa decisione sta anche nel risicato margine emerso al momento della votazione: la decisione è stata presa infatti con 6 voti a 3, e cancella il provvedimento opposto preso 13 anni fa, quando i disabili, anche al di sotto di un quoziente di intelligenza di 70 punti, non furono considerati diversi in alcun modo dagli altri assassini. Tra chi ha votato contro, il giudice William Rehnquist, che si è dichiarato indignato del fatto che decisioni di questo tipo vengano condizionate dai sondaggi e dall'opinione pubblica.

Gli Stati Uniti, erano rimasti uno dei tre Stati nei quali pè ancora consentita la condanna a morte dei disabili mentali: gli altri due sono Giappone e Kyrgyzstan. Grazie a questa decisione della Corte Suprema, dovrebbero essere qualche centinaio i condannati a morte che ora si vedranno mutata la loro pena capitale in condanna al carcere a vita.

A proposito di disabili, lo scorso 30 aprile è stata eseguita nel Texas la condanna a morte di un assassino senza una gamba: Rodolfo Hernandez, 52 anni, si era  visto negare l'ultimo desiderio di potere usare una protesi per camminare verso la morte ''come un uomo'', perché, hanno assicurato i sanitari del carcere, un'infezione lo impediva. In marzo il governatore del Texas Rick Perry aveva concesso in extremis una sospensione dell'esecuzione, perchè Hernandez potesse fornire alla polizia informazioni su delitti non risolti. Una volta revocata la sospensione, l'uomo e' stato spinto verso la camera della morte su una sedia a rotelle. Affetto da diabete, Hernandez aveva subito l'estate scorsa l'amputazione della gamba sinistra al di sotto del ginocchio. L'uomo aveva poi inutilmente chiesto allo Stato di farsi carico di una protesi, del valore di 8.000 dollari, quasi 9.000 euro, ma aveva da ultimo trovato un privato che gliene offriva una, non accettata dalle autorità del carcere. Condannato per un omicidio commesso nel 1980, ai danni di un immigrante clandestino. Hernandez sarebbe stato coinvolto in almeno altri tre assassini, secondo quanto lui stessa ha rivelato alla polizia.