Menu

Tipografia

E' dal 2001 che ci stanno lavorando.
Ora la presentazione, a livello mondiale.
Si tratta della classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute, il nuovo linguaggio universale per parlare di disabilità quando si ha a che fare con i minorenni.
In 200 si riuniscono a Venezia per un convegno internazionale convocato dall'Oms, dove questo nuovo strumento, l'ICF-CY, verrà spiegato e proposto all'attenzione di governanti e responsabili nazionali di politiche sociali, il 25 e 26 ottobre.

Nel 2001 era uscita la versione dedicata alla disabilità adulta (ICF): ora nasce invece questo nuovo documento, designato per la registrazione delle caratteristiche del bambino in crescita e della influenza del contesto ambientale che lo circonda.
La responsabilità di presentarlo, con le auspicate ricadute nella pratica, è di chi fa gli onori di casa, vale a dire Stefano Valdegamberi, assessore alle politiche sociali della regione Veneto.
“Le applicazioni concrete che potrà avere questa classificazione saranno presenti nei criteri con i quali, ad esempio, i servizi della sanità pubblica e sociali del territorio regoleranno partendo da queste novità l’inserimento scolastico, gli insegnanti di sostegno, le invalidità civili.
Nel mondo, sia nei Paesi industrializzati sia in quelli in via di sviluppo i dati sulla salute e la disabilità di bambini e ragazzi sono tra i più parziali e incompleti che esistano, anche per l’assenza fino a oggi di uno strumento di descrizione e classificazione adeguato.
Portare alla luce e descrivere in tutti i suoi aspetti, nei diversi contesti ambientali, culturali, sociali, la salute e la disabilità di bambini e adolescenti
– ha sottolineato l’assessore - è l’obiettivo di questa nuova classificazione”.

L’implementazione di ICF-CY nei vari settori, dalla organizzazione dei servizi sanitari all’educazione, dalla tutela dei diritti alla progettazione dei percorsi riabilitativi, dalla epidemiologia alla politica socio-sanitaria, offrirà per la prima volta a livello mondiale la possibilità di una condivisione di linguaggio e di modello concettuale per la rappresentazione della salute e della disabilità nelle prime due decadi di vita.
La conoscenza obiettiva delle dimensioni di salute e disabilità è il punto di partenza per ottenere salute, educazione e diritti per tutti i bambini e adolescenti del mondo.
Per la prima volta si avrà uno strumento che permette di tracciare e paragonare la salute dei bambini e dei giovani tra Paesi diversi nel corso del tempo e per la prima volta la loro salute diventerà una componente importante dell’ambiente che gli adulti creano intorno a loro.

E, ancora, la classificazione ICF-CY prende in considerazione i ritardi dello sviluppo visto che i bambini che raggiungono alcune tappe dello sviluppo in ritardo rispetto ai loro coetanei sono a maggior rischio di disabilità.
La classificazione è il frutto di un lungo lavoro di revisione, confronto, prove sul campo che ha impegnato dal 2001 un gruppo di lavoro appositamente costituito dall’OMS, esperti di tutto il mondo, e l’intera rete dei centri collaboratori OMS.

Il gruppo di lavoro, costituito da Eva Bjork Akesson, Judith Hollenweger, Matilde Leonardi, Don Lollar, Andrea Martinuzzi, Rune J. Simeonsson, e Huib Ten Napel, si è giovato della collaborazione di professionisti, famiglie, rappresentanti istituzionali e di Organizzazioni non governative di molte nazioni (dall’Australia al Brasile, dalla Cina, all’Egitto, dalla Germania all’Italia, dal Giappone al Messico alla Russia, dalla Thailandia al Sudan al Sud Africa Alla Russia, dagli Stati Uniti alla Svezia, alla Svizzera allo Zambia).
Le attività sono state sostenute finanziariamente dal National Center on Birth Defects and Developmental Disabilities of the Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta (USA).

INFO:

Le pagine dedicate all'evento nel sito Venetosociale.it

All'evento abbbiamo dedicato anche questo articolo:
ICF-CY, OVVERO LA NUOVA CLASSIFICAZIONE CHE VIENE IN AIUTO AI DISABILI UNDER 18

Il sito dell'OMS

Il sito del National Center on Birth Defects and Developmental Disabilities of the Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta (USA).


[Redazione