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Cresce il fervore in queste settimane per il prepensionamento. Ed era ora!
Grosse aspettative sta creando la proposta di legge che Katia Bellillo, parlamentare dei comunisti italiani, ha presentato alla Camera in novembre. C'è un riferimento anche per il Senato, dove il Sen. Giuseppe Di Lello è primo firmatario del Disegno di Legge che porta lo stesso titolo della proposta di legge: “Equiparazione del lavoro di cura nei confronti dei disabili gravi e gravissimi ai lavori usuranti”.
Oltre a questo importante passaggio parlamentare, procede la preparazione per la prima giornata nazionale per il sostegno alle famiglie di disabili gravi e gravissimi, che si celebrerà il primo di febbraio 2007.

Le aspettative sono espresse, a nome di tutti, dal Coordinamento Nazionale Famiglie di Disabili Gravi e Gravissimi, che è anche Comitato promotore per il prepensionamento dei genitori di disabili gravi. Nella lettera inviata alla famiglia si legge: "Il nostro desiderio di accudire personalmente i nostri familiari disabili, con tutta la serenità necessaria, liberi da impegni di lavoro, è sempre più vicino a realizzarsi".

L'iter legislativo del resto è solo ripreso nella precedente legislatura, ma sono anni che la proposta per la concessione del prepensionamento ai genitori che assistono i propri figli disabili gravi giace ferma in Parlamento.

A spiegare la situazione è l'onorevole Katia Bellillo: ''La proposta di legge intende equiparare il lavoro di cura nei confronti di familiari disabili gravi o gravissimi al lavoro usurante, che è disciplinato dal decreto legislativo 11 agosto 1993, n. 374. In particolare il provvedimento prevede che ''il lavoro di cura ed assistenza a familiari invalidi, con totale e permanente inabilità lavorativa, ai quali è riconosciuta una percentuale di invalidità pari al 100 per cento, con necessità di assistenza continua, in quanto non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita e che sono gestiti totalmente nell'ambito della famiglia, svolto da lavoratori e lavoratrici, è equiparato alle attività usuranti''.

L'equiparazione, in estrema sintesi, comporta la possibilità di anticipare il pensionamento fino ad un massimo di 60 mesi (5 anni). La proposta prevede quindi la possibilità, ma non l'obbligo, per i lavoratori e le lavoratrici che si prendono cura della persona disabile all'interno della famiglia, di poter accedere al prepensionamento, purchè l'assistenza sia rivolta ad un inabile al 100% di gravità, ossia ad una persona che abbia necessità di assistenza continua, in quanto non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita.

Ma quante sono le persone che potrebbero, almeno teoricamente essere coinvolte dal provvedimento? Come risulta dall'indagine ''L'integrazione sociale delle persone con disabilita'', pubblicata dall'Istat nel luglio 2004, le persone con disabilità non anziane (al di sotto dei 65 anni) attualmente residenti in Italia sono 1 milione e 641 mila, e di queste, ben il 41,4% raggiunge il livello massimo.
Il 91,5% delle persone con disabilità vive in famiglia, il 6,2% vive da solo. Dunque le persone con disabilità tendono a rimanere nella famiglia di origine più spesso di quanto accada nel complesso della popolazione. Tra i disabili mentali la percentuale di chi rimane in famiglia come figlio è poi molto più alta (50,6% a fronte del 22,1% del totale delle persone con disabilità) e la quota sale al 61,1% tra coloro che hanno un'età compresa tra i 35 e i 49 anni.

Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare di primo acchito, il prepensionamento porterebbe, come spiega ancora Katia Bellillo, "indiscutibili vantaggi economici per lo Stato. Infatti il soggetto disabile può avere una maggiore e migliore opportunità di essere curato e assistito nell'ambito familiare, invece di essere affidato ad appositi centri i cui costi ricadono sulla pubblica amministrazione, nelle sue varie diramazioni. Inoltre -conclude- si avvia un consistente risparmio derivante dall'eliminazione dei costi dovuti per supplenze e per sostituzioni a causa delle inevitabili assenze dal posto di lavoro, oltre ai periodi di congedo previsti dalla normativa vigente''.

INFO:

Coordinamento Nazionale Famiglie di Disabili Gravi e Gravissimi
prepensionamento@libero.it
clubletizia@libero.it

Cliccando su questo link potete scaricare il pdf per la raccolta firme a favore del prepensionamento dei genitori di disabili gravi.
Le firme vanno poi spedite a Club Letizia, Via Remondini 138, 00128 Roma

Vedi il programma della Prima Giornata Nazionale per il Sostegno alle Famiglie di Disabili Gravi e Gravissimi del 1 febbraio nella nostra sezione Agenda.

A questo link la pagina del sito del Senato dedicata al disegno di legge

Sul prepensionamento vedi anche questi precedenti interventi pubblicati in Disabili.com:
E' IL PREPENSIONAMENTO LA SOLUZIONE PER I GENITORI IN DIFFICOLTA'

QUANTO ‘COSTA’ UN FIGLIO DIVERSO?

ITALIA PAESE DEI DIRITTI. MA SOLO SULLA CARTA...


[Alberto Friso]