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Io sottoscritta, Patrizia Volpin, residente a Selvazzano Dentro (PD)  in Via xxv Aprile, 2 , informo l' Autorità giudiziaria  e tutti gli organi d'informazione stampa che da oggi, 12/04/20002,  inizio lo sciopero della fame, nonostante le già gravissime condizioni di salute in cui verso, essendo in fase terminale della malattia.

Atto che deve unicamente interpretarsi come
                                                                   denuncia
per il mancato rispetto dei diritti umani e della dignità della persona, nei confronti di un invalido civile al 100%  non deambulante con diritto di accompagnamento  
                                                                   contro
l'assoluto disinteressamento, l'indifferenza e l' arroganza ampiamente dimostrate, da parte del Sindaco Gino Borella, del Vice-segretario Ruggero Scomparin, dell'Assessore alle politiche sociali Giancarlo Sanavio, e dei Servizi sociali del Comune di Selvazzano Dentro,

per avermi costretta a NON- VIVERE
-reclusa- da tre anni in una casa-prigione, ove per le ridotte dimensioni non è possibile nemmeno fare entrare la sedia a  rotelle;

ove, sempre a causa delle dimensioni dell'abitazione, da un mese non posso nemmeno utilizzare un sollevatore elettrico, che mi aiuterebbe a limitare la mia sofferenza fisica, essendo peraltro risultata inefficace la terapia farmacologia contro il dolore;
 
per avermi costretta ad impiegare gli ultimi anni della mia vita ad impegnarmi a combattere, non la malattia che mi ha colpito,  bensì una battaglia legale difficile e logorante, anche per  una persona sana, affinché vengano riconosciuti i diritti di un malato peraltro disabile come previsto dalle vigenti leggi.

Il rifiuto categorico di essere trattata come  < l'ennesimo caso pietoso > da un Comune che ha assunto un comportamento a dir poco ignobile ed irresponsabile, mi ha portato a questa gravissima decisione di intraprendere lo sciopero della fame, fino a quando non saranno riconosciuti i miei legittimi diritti.

Se entro sette giorni dalla presente questo non dovesse accadere, passerò allo sciopero della sete e della terapia farmacologica.
 
Il  mio medico di famiglia,  Dottor Guglielmo Pisani della ASL di Padova,  ritiene che questa mia decisione potrebbe essere letale, e naturalmente ha provato a dissuadermi dal mettere in atto fin da subito lo sciopero della sete e quello farmacologico,  perché non resisterei che qualche ora.

Quindi per non acuire il dolore e la preoccupazione dei miei famigliari e di quanti mi stanno sostenendo in questa battaglia civile, mi asterrò per il momento dal  mettere in atto lo sciopero della sete e quello farmacologico.
Ringrazio per l'attenzione
Patrizia Volpin

Recapiti:
Patrizia Volpin 
cell.
347/8781023
Dott. Guglielmo Pisani  
Padova studio
049/  8702460 - cell. 328/2196021
Avv. Giorgio Saccomani 
Padova studio 049/ 8754920
Avv. Luigi Prete 
Padova studio 049/8801527


N.B Abbiamo pubblicato la lettera come l'abbiamo ricevuta in redazione.