Menu

Tipografia

Pensare al “Dopo di noi” è inevitabile, soprattutto quando gli anni passano e le forze vengono a mancare.
L’importante è concepire il “Dopo di Noi” come un naturale processo di crescita, e prepararlo e realizzarlo per tempo.
Certo, un genitore non potrà mai essere sostituito, ma è possibile, insieme ai genitori, predisporre gli strumenti e le iniziative più idonee affinché il figlio possa, anche in futuro, godere di una buona qualità di vita.

Ancora una volta, Giorgio Genta, presidente dell’Associazione Dopodomani Onlus, si interroga sul futuro dei loro ragazzi, ed ha voluto renderci partecipi delle sue riflessioni, inviandoci questa lettera che noi volentieri pubblichiamo.


Spinte dalla necessità di assicurare un domani non peggiore dell’oggi ai propri ragazzi disabili gravi, che inesorabilmente crescono come tutti i ragazzi, le nostre famiglie, incontrandosi e discutendone, hanno dato vita ad una idea, che poi ha preso forma nel progetto “Villa Amico… per il Dopodomani”.

Che questo progetto riguardi la “creazione” di un Dopo-di-Noi, partendo da una bella vecchia villa con parco di proprietà del Comune di Loano, e che questa, ristrutturata ed attrezzata, diventi una struttura residenziale integrata aperta sul territorio, è ormai un progetto noto e condiviso, e siamo tutti alacremente al lavoro per realizzarlo.
Forse un po’ meno noto è quello che vorremmo realizzare “intorno” al Dopo-di-Noi e che possiamo sintetizzare in una breve frase: “quello che manca”.

Di cose, di servizi, di iniziative per i disabili gravi ne mancano molte.
Manca una mappatura dei disabili gravi sul Territorio, che finalmente faccia emergere il loro numero (impressionante) e la loro dislocazione geografica.
Manca uno studio serio sulle loro necessità e su quelle delle loro famiglie (quelle che noi chiamiamo “famiglie con disabilità”).
Manca una valutazione sulla utilità e sul gradimento da parte dell’utenza dei servizi domiciliari esistenti e sui suggerimenti migliorativi da proporre.
Mancano corsi di formazione professionale per gli operatori dedicati all’assistenza dei disabili gravi, ove le nozioni teoriche vengano completate da un adeguato tirocinio “assistito”.
Mancano servizi domiciliari specialistici con spiccate finalità preventive.
Manca un “Centro studi” sulle problematiche e sui bisogni delle persone con disabilità, capace di costruire progetti di vita condivisi dall’interessato e dalla sua famiglia, progetti che non si limitino ad una passiva “presa in carico”, ma effettivamente realizzino autonomia, inclusione ed integrazione nel miglior modo possibile.
Manca una seria politica di informazione sulle tematiche della disabilità, che rifugga da elettoralismi e pietismi e che affermi chiaramente una idea basilare: queste tematiche, questi problemi sono di tutti, non di una piccola percentuale di “sfortunati”, ed è su temi come questi che si valuta il “livello di civiltà”.
La capacità di risolvere i problemi dei suoi componenti è, infatti, l’espressione migliore del progresso della società stessa.
Ma crediamo davvero di essere in grado di fare tutte queste cose?
Certamente non da soli, ma lavorando con Regione, Provincia, ASL, Comuni, Chiesa, Fondazioni Bancarie, e soprattutto con i cittadini e le loro Associazioni di Volontariato e di Categoria, sì, riteniamo che sia possibile e necessario riuscire a farlo.

Giorgio Genta per Associazione Dopodomani Onlus


Per saperne di più è possibile consultare il nostro Speciale Dopo di Noi.

Oppure si possono leggere questi articoli:


Info

Associazione DopoDomani Onlus
via S.Amico 15
17025 Loano (SV)
Cell. 349-6205015
E-mail abclig@tin.it


[Vera Zappalà]