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Riportiamo integralmente il commento alla Legge Finanziaria, in corso di lettura al Senato, che Renato Salticchi, dirigente nazionale di Forza Italia, ha inviato a disabili.com, ritenendo di fare cosa gradita ai nostri navigatori e sperando di stimolare la discussione, anche politica, richiamando l’attenzione e gli interventi di altri esponenti di partito.

Federico@disabiliforum.com


Le novita’ contenute quest’anno nella Legge Finanziaria , per i disabili, riguardano sostanzialmente tre aspetti: il finanziamento di 100 miliardi al non profit per il dopo di noi, la copertura di retribuzione economica per i due anni di congedo dal lavoro per il congiunto in situazione di gravità, il riconoscimento dei due mesi/ anno lavorativo effettivo di contribuzione figurativa per i sordomuti e gli invalidi per qualunque causa a partire dal 2002 .

A cio’ si dovrebbe aggiungere l’aumento di 20.000 lire al mese per le pensioni degli invalidi sotto i 65 anni, se la cosa di per se’ non fosse, più che offensiva, drammaticamente ridicola. Gli invalidi prendono 400 mila lire al mese – sic! - e da oltre un decennio non hanno adeguamenti – nonostante 6 anni di sostanziale centrosinistra - mentre le sociali e le minime contributive Inps ne hanno doverosamente avuti diversi.

D'altra parte, se non sono aumentate adesso sara’ molto difficile farlo in seguito, giacché l'articolo 24 della riforma dell'assistenza, approvata nell'ottobre scorso, ha fissato dei parametri molto rigorosi riguardo al previsto "riordino degli emolumenti di invalidi civili, ciechi e sordomuti", riordino che non dovra’ prevedere "oneri aggiuntivi" per lo Stato. Ecco perché ci siamo sentiti in dovere di presentare alla Camera un emendamento- che il Governo ha bocciato -teso ad elevare di 100.000 lire le indennita’ di cui stiamo parlando.

Un altro emendamento e’ stato presentato, con la medesima fine del precedente, riguardo all'irrazionale vincolo che il Governo ha posto per usufruire di cio’ che ha peraltro sbandierato, in maniera ridicolmente propagandistica, come un gesto di grande attenzione nei confronti delle famiglie con all'interno persone gravemente disabili. Mi riferisco al fatto che, per usufruire del beneficio dei due anni di assenza dal lavoro retribuiti fino a un massimo di 70 milioni l’anno, il lavoratore deve dimostrare di godere già da cinque anni dei benefici previsti dall'articolo 33 della legge 104/92. Un vincolo assurdo, perché non considera minimamente la gravita’ che insorge all'improvviso, ad esempio quella di un tumore ad esito brevissimo e magari infausto. In questo caso, il premio sara’, per il Governo, il decesso del disabile. L'emendamento, da me personalmente redatto e presentato come l'altro dei deputati Massidda, Guidi, Burani, Procaccini ed altri, tendeva ad eliminare questo vincolo, suggerendo peraltro di modificare i meccanismi di accertamento dello stato di gravita’ attualmente in uso presso le Commissioni specifiche, inserendo nell'attestato di gravità l'eventuale tempo di revisione della stessa. Un modo, quest'ultimo, logico e razionale per proporre concreti criteri di equita’ e di garanzia, sia per lo Stato sia per tutti cittadini.

Attualmente, lo stato di gravita’ accertato dalle commissioni, e’ valido a vita, e cio’ a me non sembra una gran cosa di sinistra, se ad essa debbo attribuire le principali caratteristiche che la sinistra stessa si attribuisce da sempre: l'equità e la giustizia. Analoga sorte ha avuto un altro emendamento presentato per mia iniziativa da Forza Italia, finalizzato ad anticipare al 2001 l'entrata in vigore dei benefici previsti dall'articolo 63 della Finanziaria, collegando peraltro questi benefici- come si ricorderà il riconoscimento di due mesi di contribuzione figurativa in piu’ per ogni anno effettivamente lavorato dall'invalido con oltre il 74% di invalidita’ -con un aumento di 40 miliardi del Fondo per l'occupazione dei disabili, previsto dalla legge 68/99. Cio’ perche’ ci rendevamo conto che il pensionamento anticipato di invalidi con un certo grado di gravità, assunti dalle vecchia legge 482/68, non poteva non essere collegato all'esigenza di creare spazio per gli attuali disoccupati invalidi-300000 circa-che oggi si trovano, al di la’ delle chiacchiere, con minori possibilita’ di occupazione. La nuova legge, infatti, ha introdotto si’ il collocamento mirato e ampliato lo scenario delle imprese coinvolte ma ha ridotto anche le aliquote d'obbligo (il 7% nelle grandi imprese, contro il 15% della vecchia legge), sicche’, se non si mandano subito a casa quelli che ancora lavorano per via della vecchia legge, e’ difficile pensare a concrete possibilita’ di lavoro per gli altri, nonostante l'enfasi non poco cinica che e’ stata posta sullo strumento delle "convenzioni". Se ciò e’ vero, perche’ non farlo subito e aspettare il 2002, come invece ha preteso il Governo? Non credo certo per un problema di quattrini -inizialmente erano previsti 78 miliardi e 2500 esodi per il primo anno d’applicazione-, dal momento che la platea dei beneficiari del prepensionamento è stata poi estesa indistintamente a tutti gli invalidi per qualunque causa.

Renato Salvicchi

Dirigente nazionale Dipartimento sviluppo risorse e tutela dei bisogni di Forza Italia