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Eleonora è morta a quindici mesi.
Maltrattata, malnutrita, violentata.
La sua storia, e quella dei suoi fratelli, dei suoi genitori, della realtà sociale, terribile, nella quale viveva nel Barese, sono rimbalzate alle cronache dei Media.
Una vicenda che ha giustamente indignato.
Così come ci turba il pensiero che nel nostro Paese condizioni di vita come quelle di Eleonora riguardino tante persone, soprattutto bambini.
Così come ora, a distanza di pochi giorni, ci indigniamo per come l’interesse su questa vicenda stia scemando: meglio occuparsi del fumo e dei divieti annessi e connessi.

"Peggio della furia del mare che ha spazzato via centinaia di migliaia di vittime, peggio dell'errore umano che ha fatto scontrare due treni, peggio anche del delitto di Cogne, che si è consumato nello spazio di un momento, l'agonia della piccola Eleonora chiama a raccolta le coscienze degli italiani", ha detto Maurizio Salvi, presidente dell'Associazione italiana genitori A.Ge..
E da lui parte un appello, rivolto a tutti i genitori, ma anche alle coscienze di tutti noi Italiani, perchè "morire a 15 mesi per incuria e maltrattamenti purtroppo può succedere anche in un Paese industrializzato come il nostro, ed è un campanello di allarme che deve necessariamente squillare insistentemente nel nostro quotidiano, animato da vincite sognate e di isole dei famosi".
Purtroppo non serve a molto puntare il dito sulla famiglia, i vicini oppure i servizi sociali.
Quello che è accaduto ad Enziteto, quartiere a nord di Bari riguarda tutti noi: "Come adulti, come genitori - afferma Salvi - non possiamo permettere che simili violenze si ripetano ancora e poi ancora. Dobbiamo impegnarci a ricostituire quel senso etico che riconosce l'altro come persona, e non permette di farne l'oggetto del nostro arbitrio".

In Italia, l'indifferenza fa la differenza.
Ormai non fanno più notizia nemmeno le centinaia, migliaia di bambini vittime di violenze, sessuali ma non solo.
Nel nostro Paese ogni giorno sono almeno due minori oggetto di abusi.
Un dato allarmante, in continuo aumento.
Un allarme che, però, si spegne ancora prima di accendersi.
Per omertà, per paura, forse perché ha perso il carattere dell'eccezionalità.
E molti, molti di più sono i bambini costretti a vivere in condizioni precarie, malnutriti, maltrattati, violentati.
A causa, soprattutto, di un contesto sociale che ne impedisce il benessere, psicologico oltre che fisico.
E' il caso della tragedia che ha avuto per vittima la piccola Eleonora: la famiglia viveva in un locale a pianterreno, occupato abusivamente.
Non c'erano letti per i bambini, solo un paio di vecchi passeggini, un fasciatoio e una culla smontata.
Nessuno dei vicini di casa della coppia si è mai preoccupato di avvertire gli Enti competenti, Polizia compresa.
Anche gli assistenti sociali non sono privi di responsabilità: pare abbiano ricevuto molte segnalazioni ma, pur cercando di entrare in contatto con la famiglia, non ci erano mai riusciti.

Una storia molto triste, insomma, che nasce in un ambiente degradato dove regnano la miseria e la mancanza assoluta valori.
Il Pubblico Ministero del Tribunale di Bari, Emanuele De Maria, che si sta occupando delle indagini commentando la vicenda ha affermato: "Nelle città del Nord i servizi sociali sono collegati all'ufficio anagrafe: quando nasce un piccolo viene fatta una visita presso il domicilio della famiglia del neonato e vengono svolti accertamenti per valutare se la famiglia può provvedere al piccolo.
Qui da noi restano solo le dichiarazioni del giorno
".

Responsabilità delle Istituzioni, incapaci - forse incuranti - di arginare questo fenomeno, di metterne fine.
Ma colpa anche dei genitori, primi responsabili del benessere dei figli
Per questo l'A.Ge., si è sentita coinvolta in prima persona in questa vicenda, e ha voluto lanciare pubblicamente un appello "a tutti i genitori, gli adulti, gli educatori affinché si impegnino a diffondere i valori del rispetto dell'altro e della tutela dei piccoli e degli indifesi".

Presente su tutto il Territorio italiano, l'A.Ge è impegnata da oltre trenta anni sul fronte dell'educazione.
Migliaia e migliaia di genitori hanno approfondito la propria formazione attraverso le 'scuole genitori', i corsi sulle tematiche educative, i percorsi di prevenzione della violenza.


Sito ufficiale A.Ge.


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Le storie di cronaca che raccontano di bambini maltrattati e violentati, talvolta anche uccisi, sono sempre più all'ordine del giorno. Citati, e poi dimenticati. Perchè? Perchè fanno male? perchè siamo più interessati da isole dei famosi e da gossip?...Esprimi il tuo parere nel forum "Storie dimenticate di bambini violentati".

[Francesca Lorandi]