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L'unione fa la forza, si dice, e nella provincia di Belluno questo motto l'hanno preso veramente sul serio.
E così il Comitato d'Intesa del Centro di Servizio per il Volontariato (CSV) della provincia ha preparato un documento con un titolo che è tutto un programma: "Non discriminazione, più azione positiva, uguale integrazione sociale".
Un documento che verrà consegnato a parlamentari, consiglieri e regionali e rappresentanti delle istituzioni locali per chiedere la piena integrazione delle persone con disabilità in tutti i settori della vita quotidiana.

Per inquadrare meglio la situazione, va detto che il Centro di Servizio per il Volontariato è uno dei 7 centri istituiti dal Comitato di Gestione del Fondo Speciale della Regione del Veneto.
Opera dal febbraio 1997 ed è il primo ad essere stato attivato in Italia come strumento di sostegno, promozione e valorizzazione dei volontariato.
I servizi sono gestiti dal Comitato d'Intesa tra le Associazioni Volontaristiche della provincia di Belluno, inizialmente nove, ora salite ad una settantina, ed opera gratuitamente al servizio di tutti i cittadini, di tutte le realtà dei volontariato iscritte o non iscritte al registro regionale dei volontariato che si occupano dei quattro temi previsti dalla legge: valorizzazione e assistenza alla persona; sociosanitario; tutela dell'ambiente e dei beni culturali; soccorso e protezione. Inoltre si rivolge a tutte le iniziative no profit che si esprimono attraverso attività solidaristiche.

Dal punto di vista organizzativo, ciascuna associazione è autonoma nella programmazione delle attività, così come lo stesso Comitato d'Intesa, al di là delle iniziative svolte in collaborazione e sintonia con le altre associazioni.

Tornando al documento, si richiama sia alla conferenza di Madrid del marzo 2002, sia ai documenti approvati nella II conferenza nazionale sulle politiche della disabilità, svoltasi a Bari nel febbraio scorso.
L'obiettivo della Carta presentata a Belluno, non è certo quello di enunciare concetti teorici, ma piuttosto di suggerire azioni concrete per superare le differenze, e verificare quanto manca per raggiungere un'effettiva parità nel campo sociale, del lavoro e della scuola.
Per questo, dopo un primo incontro con le istituzioni, gli organizzatori sperano di fissare un altro appuntamento per il 3 dicembre, giornata internazionale della disabilità, per una verifica.

Ecco i temi trattati: famiglia, presa in carico e progetti di vita individualizzati, scuola, università e formazione, politiche per il lavoro, mobilità e accessibilità, tempo libero, sport, cultura e turismo, prevenzione, ricerca ed  innovazione tecnologica.
Tutto senza perdere di vista che le organizzazioni di volontariato hanno come "missione" quella di tutelare le categorie rappresentate, nel caso specifico i disabili, di fare loro da "megafono", verificando che i servizi o i programmi funzionino sul serio e siano quelli più adatti.
Perché, mai come in questo caso, l'unione fa la forza.